Morte avvelenate con la ricina, a Pietracatella la sostanza è nota ma la pianta non si trova. "Può maneggiarla un botanico-alchimista"
A Vita in Diretta venerdì 10 luglio spazio agli aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, in paese tutti conoscono la pianta, trovarla è un'impresa, anche per gli inquirenti

Nuovi aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, quello che ha visto la morte di Antonella di Iersi e Sara Di Vita, avvelenate con la ricina a fine 2025, nell’ultima puntata della settimana di "Vita in Diretta", in onda venerdì 10 luglio 2026. Come annunciato da Manuela Moreno, a sorpresa gli inquirenti sono tornati a ispezionare il lago di Occhito, alla ricerca di tracce di veleno che avrebbero ucciso le due donne.
Morte avvelenate con la ricina, Vita in Diretta puntata 10 luglio 2026: cosa è successo
A fare il punto della situazione è l’inviata Antonella Delprino, che si trova a Pietracatella, non troppo distante dal lago di Occhito. "Il lago di Occhito è una delle attrazioni di questa località, è il posto dove si dice si trovi nei pressi una pianta di ricino. Le forze dell’ordine hanno provato a cercare delle radici e delle piante, ma fino ad ora non è emerso nulla. Si pensa inoltre di geolocalizzare le situazioni in cui in passato erano state coltivate piante o raccolte piante simili, c’è chi sostiene che in passato ci fosse qui, essendo un concime perfetto per allontanare i roditori dai terreni. La ricerca del ricino è arrivata insieme alla relazione del medico legale che ha eseguito le autopsie, al termine ha detto: ‘Noi abbiamo fatto il nostro compito, adesso tocca agli investigatori".
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Entra nel canale WhatsAppLa giornalista ha provveduto ad ascoltare alcune persone del posto per capire se siano a conoscenza dei luoghi in cui può essere presente la pianta: "Forse magari vicino al lago", dice una donna riferendosi al Lago di Occhito, dove crescerebbe spontaneamente, anche se trovarla non sarebbe così semplice. "Sono anni che non ne vedo, prima si coltivava spontaneamente, almeno mio nonno mi diceva così, che allontanava le talpe, i roditori", ha invece riferito un uomo che fa il veterinario. Se si vuole saperla davvero maneggiare sarebbe però indispensabile trovare un botanico-alchimista, impresa complessa da raggiungere.
L’inviata ha inoltre tra le mani un regalino fattole da Luigi e Giovanna, fratello e cognata di Antonella, che hanno da poco avuto un bambino, chiamato Antonello Aras per rendere omaggio alle due vittime (Aras è Sara al contrario). "La famiglia è in balia degli eventi, nessuno si merita quello che stanno passando. Mi hanno raccontato di Alice (l’altra figlia di Antonella, ndr) è tornata in paese ed è andata a trovare il nonno, ha fatto gli esami di maturità, ora vorrebbe iscriversi a Ingegneria, loro stanno insieme nonostante le due famiglie siano su sponde diverse. Tanta gente mi dice che la ricina è presente, dicendo però che si trova da un’altra parte, nessuno però mi ha fatto vedere una pianta, anzi ci sono persone che dicono di averla tagliata dieci giorni fa, anche se nessuno nomina la tragedia. Abbiamo parlato con un veterinario, che abita a due passi dalle sponde del lago, vive qui da 35 anni ma da tantissimi anni non vede una pianta, è un refrain che usano tutti, parlano di tradizioni antiche usate dai nonni, mentre nessuno sa localizzarla".
Non resta che attendere se davvero i prossimi giorni potranno portare un passo decisivo nell’inchiesta.