Morte avvelenate con la ricina, parla il medico che visitò le vittime: "Ipotesi assunzione in due tempi, i sintomi diversi di Gianni". Lo scoop di Salvo Sottile
Ai microfoni di Ore 14 è uscito allo scoperto martedì 8 settembre 2026 chi si è occupato di Antonella e Sara di Vita, morte avvelenate con la ricina, oltre che del marito

Secondo appuntamento con la nuova "Ore 14" di Salvo Sottile, che si occupa come da tradizione dei casi di cronaca più importanti. Tra questi c’è il giallo di Pietracatella, che ha visto la morte di Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate con la ricina a fine dicemre, al centro di uno spazio dedicato nella puntata di martedì 8 settembre 2026.
Morte avvelenate con la ricina, Ore 14 puntata 8 settembre 2026: la testimonianza del medico e i dubbi su Gianni Di Vita
Le indagini sul duplice omicidio di Antonella e Sara, morte avvelenate con la ricina, proseguono in maniera ininterrotta da mesi, ma ancora non si è arrivati non solo a un colpevole certo, ma nemmeno all’iscrizione di qualcuno nel registro degli indagati, almeno per quanto riguarda l’assunzione del veleno alle due donne. Al momento ci sono però ancora cinque medici del pronto soccorso a cui si erano rivolte le due vittime indagati per omicidio colposo, nonostante l’autopsia tenda a scagionarli.
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Importante è quindi la testimoniana di uno dei medici che era in servizio nei giorni del malore di mamma e figlia, uno di loro può svolgere un ruolo cruciale sull’accaduto perché ha avuto modo di visitare in prima persona tutti i tre componenti della famiglia Di Vita che erano stati male.
"Nel mio lavoro spesso sei sulla soglia di un baratro – dice il dottor Pietro Vuotto ai microfoni di "ore 14" -, provi a trattenere le persone, allunghi le mani, le stringi, qualche volta le riesci a tenere, qualche volta sfuggono. Considerando l’età di Sara, vicina a quelle di uno dei miei figli, per me è stato molto duro. Sono l’unico ad avere visitato tutti e tre, Sara aveva i segni di una disidratazione, aveva le labbra asciutte, era molto pallida, Antonella era arrivata con sintomi molto simili a quelli della figlia, la forbice diagnostica iniziale era tra una tossinfezione e una enterite. Quando Sara è rientrata il 27 pomeriggio era ipotesa, aveva la pressione molto bassa, era confusa, tendeva ad addormentarsi, non rispondeva a tono, questo preoccupava anche la sorella Alice, la vedeva sragionare. Non avevo pensato all’avvelenamento. Plausibile un avvelenamento di Sara in due tempi diversi, c’è una presentazione dei sintomi molto diversa tra la prima volta in cui l’ho vista e la seconda".
Sia il centro antiveleni di Pavia che gli esperti tedeschi escludono l’assunzione di ricina da parte di Gianni:"Sono sicuro che il suo squadro di presentazione fosse dissimile da quello di Sara e Antonella, lui sembrava in condizioni migliori".
Il suo stato in merito all’indagine: "Giusto che di fronte alla morte di due persone si voglia verificare la correttezza dell’operato di chi ha prestato soccorso. Ho sofferto che le responsabilità mediche siano rimaste al centro dell’attenzione per tanto tempo. Secondo me siamo di fronte a un delitto orriible, la domanda essenziale è chi è stato, come ha fatto, con la collaborazione di chi, questo dovrebbe essere al centro del dibattito pubblico".
Salvo Sottile evidenzia due elementi determinanti risultanti dalla testimonianza del dottore, la possibilità che la ragazza possa avere subito un avvelenamento in due tempi e le condizioni di Gianni Di Vita, decisamente migliori rispetto a quelle di moglie e figlia. "I due argomenti toccati dal medico sono molto importanti – sottolinea l’inviato Tommaso Mattei -, spiegano quello che vuole fare a breve la Questura, risentire a breve Gianni Di Vita per capire perchè ci siano tutte queste incongruenze nei suoi cinque precedenti interrogatori. Vi posso dare un’altra notizia, da fonti sanitarie siamo venuti a sapere che della visita a Gianni Di Vita fatta a poche ore dala morte di sua moglie e sua figlia, i suoi parametri vitali avevano lasciato i medici a bocca aperta, aveva un battito cardiaco tranquillo e nessuno sbalzo pressorio. Questo spiega perché lui potrebbe essere chiamato per la sesta volta davanti agli inquirenti".
Nonostante la soluzione sia ancora lontana, Sottile evidenzia un aspetto rilevato dalla giornalista Roberta Ferrari: "Nella scena del crimine è stato fatto tutto a regola d’arte", arrivando infatti a congelare tutto sin da poco tempo dopo la duplice tragedia.
