Morte avvelenate con la ricina, la borsa sequestrata e l'incontro segreto di Antonella. Gianni Di Vita scaccia i sospetti: "Sono serenissimo"
Novità clamorose nel giallo di Pietracatella, come evidenziato a Ore 14 martedì 29 settembre 2026, perquisiti tre uffici di Gianni Di Vita, ma lui non mostra preoccupazione

La giornata di oggi, martedì 29 settembre 2026, segna una novità importante nell’indagine sul giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte a fine dicembre di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia avvelenate con la ricina. La polizia è infatti piombata nello studio di Giann Di Vita, che nella tragedia ha perso moglie e figlia, per una perquisizione inaspettata, "Ore 14" ha scelto quindi di parlarne per fare il punto della situazione e capire cosa possa avvenire a breve.
Morte avvelenate con la ricina, Ore 14 puntata 29 settembre 2026: cosa è successo
A dare un aggiornamento su quanto accaduto nelle ultime ore è l’inviato di "Ore 14" Tommaso Mattei, che si trova davanti alla Questura di Campobasso. "La giornata di oggi finora è importantissima, non vogliamo chiamarla decisiva, ma potrebbe aver dato un’accelerata, speriamo definitiva, verso la risoluzione di questo caso. Poco prima delle 8 gli uomini della Mobile sono andati nell’ufficio di Pietracatella di Gianni Di Vita, che si trova di fronte all’abitazione, oggi sotto sequestro, dove vivevano Antonella e Sara. Da lì l’uomo, presente al momento della perquisizione, si è spostato insieme agli uomini della Mobile nel suo ufficio di Campobasso, dove sono rimasti per un’ora. Al termine di quest’altra perquisizione Gianni è stato portato in Questura, dove si è trattenuto per poco più di un’ora. E’ poi uscito a bordo di una volante della Polizia per andare in un’altra proprietà della famiglia Di Vita qui a Campobasso. E’ poi ritornato qui, è uscito serenamente passeggiando per tutta la via facendo oltre un chilometro, limitandosi a una sola dichiarazione: ‘Sono serenissimo, ci penseranno gli inquirenti e la magistratura a fare chiarezza".
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Entra nel canale WhatsAppRAI, BALLANDO 2026: CHE FINE HAN FATTO LE STELLE?
Le varie operazioni hanno portato a delle conseguenze, come precisato dall’inviato: è stata sequestrata all’interno dell’ufficio di Campobasso una borsa appartenente ad Antonella. Questa azione è avvenuta per un motivo ben preciso: "Il 22 dicembre, la sera prima della famosa cena dove Antonella e Sara avrebbero incontrato la ricina, in quell’ufficio c’era un uomo, che si è presentato per espletare delle pratiche. Lì si trova infatti uno studio di commercialisti, dove la donna lavorava insieme al marito. All’interno della borsa ci sarebbero degli effetti personali, per questo il sequesto è importante, specie perchè l’oggetto si trova in un luogo sede di un incontro" – precisa Mattei.
A spiegare le conseguenze che questa mossa può rivelare è Marco Strano, ex dirigente della Polizia Locale: "Se ci sono tracce di ricina, che è una sostanza abbastanza stabile, questa può essere rilevata, ma anche documenti che possono far capire il tipo di rapporti tra la persona arrivata nell’ufficio e la vittima. Ci possono essere informazioni utili anche a distanza di tempo, forse un po’ meno per quanto riguarda le impronte digitali. Si deve capire se si tratti di ricina, perché è complicata da reperire per un comune mortale, si deve ripercorrere la strada che ha portato la ricina a Pietracatella, che non è New York. Se invece si tratta di un derivato del ricino, che è più grezzo, la rosa di sospetti è più ampia visto che in quelle parti il ricino cresce, un’ipotesi di raffinazione fai da te in casa allargherebbe la rosa dei sospetti".
A dire la sua è anche Annamaria Giannini, psicologa e criminologa: "In genere i delitti da avvelenamento sono legati alle trame familiari e personali, per avvelenare qualcuno devi essere vicino a quella persona. Spesso il movente risiede in odio, gelosia, emozioni che nascono nell’estrema vicinanza. Si sta componendo un mosaico, man mano che le tessere trovano un incastro si fanno approfondimenti e si risentono le persone fino a stringere il cerchio".
L’avvocato Alessia Pontenani avanza però anche un’ipotesi particolare: "Non è escluso abbiano ipotizzato che il marito non c’entri niente, magari la ricina l’ha portata qualcuno che aveva un odio verso tutta la famiglia. A volte succede con i professionisti, è notizia di qualche giorno fa di una professionista che ha sfregiato con l’acido il proprio avvocato. Questo sconvolgerebbe tutti, magari siamo di fronte a qualcosa che nessuno ha immaginato, un esterno che odia la famiglia per ogni motivo, consegna una borsa, un regalo di Natale visto che era quello il periodo, poi portato a casa e causa la morte di queste due donne. Mi auguro si arrivi a una conclusione, quando ci si mette tanto tempo a volte è difficile arrivarci".
