Morte avvelenate con la ricina, la scoperta sul killer: “Era nell'abitazione”. Il perito spiega perché Gianni si è salvato
Le indagini sul giallo di Pietracatella proseguono, come emerso a Ore 14 lunedì 21 settembre 2026 chi ha assassinato mamma e figlia era nella loro casa con un intento ben preciso

E’ iniziata oggi, lunedì 21 settembre 2026, una nuova settimana, "Ore 14" è regolarmente in onda con la sua consueta attenzione ai casi di cronaca più importanti. Tra questi c’è quello che è stato ribattezzato come il giallo di Pietracatella, relativo alla morte di Antonella Di Ielsi e Sara di Vita, mamma e figlia avvelenate con la ricina a fine dicembre per cause e colpevole ancora sconosciuti. Gli inquirenti non hanno trascurato finora alcuna pista, come dimostrano i numerosi interrogatori, si sta provando ora a chiudere finalmente il cerchio.
Morte avvelenate con la ricina, Ore 14 puntata 21 settembre 2026: cosa è successo
Sono ancora diversi gli aspetti da chiarire nel giallo di Pietracatella, anche se gli ultimi elementi emersi hanno fatto ipotizzare che possa essersi trattato di un duplice omicidio, legato anche a motivi passionali. Salvo Sottile ci tiene a evidenziare un dettaglio, il perito incaricato dalla Procura, il professor Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni di Pavia, ai microfoni di "Ore 14" non ha escluso un’ipotesi inaspettata, quella di un’intossicazione accidentale.
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Il professore innanzitutto spiega quale sarebbe la quantità di ricina che potrebbe essere necessaria per morire: "Si parla di una quantità da 1 milligrammo/chilo in su, che è comunque una quantità molto piccola, è un veleno molto potente". E’ inevitabile però chiedersi come sia possibile che Antonella e Sara siano morte, mentre il padre sia riuscito a salvarsi: "Non posso spiegarmi perché succeda una cosa di questo tipo. Faccio un esempio sciocco, se mangiamo un risotto con i funghi nel risotto di qualcuno possono comparire 10 pezzi di funghi, nel mio uno solo, io ho una sintomatologia minima, invece lei rischia di avere un’epatite potenzialmente letale".
E’ importate capire da un esperto del suo calibro se davvero possa essersi trattato di omicidio: "Continuo a sostenere che fino a prova contraria si sia trattato di un episodio accidentale, magari hanno scambiato i semi per fagioli e hanno fatto una torta, non lo so".
A riguardo Salvo Sottile vuole sapere dal generale Luciano Garofano, ex capo dei RIS di Parma, se ci siano elementi da considerare che possono consentire di distinguere un’esposizione accidentale alla ricina da un omicidio, se questo fosse possibile la dinamica dei fatti potrebbe essere più chiara. "Credo che le riposte possano arrivare dall’Istituto Koch tedesco, sulle centinaia di reperti si deve stabilire il vettore, quindi quale sia l’oggetto o l’alimento attraverso cui è entrata la ricina, se non si fa questo diventa difficile, quasi impossibile stabilire cosa sia successo, quindi se sia stato un avvelenamento da inalazione, ingestione o contaminazione, lì troveremo le risposte anche sulla base delle quantità che quegli oggetti o reperti possono esibire, quello può consentire di fare ipotesi sulla genesi. Certo, la vicinanza con l’Istituto di Agraria è un dato su cui gli investigatori approfondiranno o hanno già approfondito in parte". Ed è proprio il lavoro dei tedeschi che potrebbe risultare determinante, gli esperti avrebbero trovato tracce della potente sostanza inodore, insapore e incolore su alcuni dei 131 reperti sequestrati in occasione del sopralluogo in cui anche loro erano presenti. Questo sta a indicare che chi ha agito maneggiando la ricina, per poi inserirla in una bevanda o in un cibo, era all’interno della casa di Pietracatella dove vivevano i Di Vita.
Le parole del professor Locatelli fanno non poco rumore, anche se nelle ultime ore è stata la Procura a prendere posizione, sottolineando di avere elementi certi per indagare per un duplice omicidio, ed è l’ipotesi su cui si sta lavorando con interrogatori e lavoro investigativo. Nel frattempo, Gianni Di Vita è tornato dal Piemonte e si trova in Molise, tra Campobasso e Pietracatella.
L’inviato Tommaso Mattei, che si trova davanti alla Questura di Campobasso, ha però un altro aggiornamento importante: "Questa mattina sono arrivati Luigi Di Ielsi, fratello di Antonella e sua moglie, convocati per un interrogatorio durato due ore. Questa settimana inizieranno i controinterrogatori, settimana scorsa è stato il turno della famiglia Di Vita, quindi la cugina Laura e un’altra cugina di Gianni, oltre ad alcune amici dell’uomo, ora si vuole confrontare quello che hanno detto con i parenti di Antonella per trovare dei riscontri".
Nel pomeriggio sono poi previsti altri due interrogatori, che dovrebbero coinvolgere alcune amiche di Alice Di Vita, la figlia sopravvissuta alla tragedia. La ragazza aveva trascorso la sera del 23 dicembre, quella in cui si presume possa esserci stato l’avvelenamento in un bar, questa scelta potrebbe essere stata la sua salvezza. Risentire persone già ascoltate inevitabilmente può essere utile anche per mettere in evidenza eventuali contraddizioni uscite dalle precedenti testimonianze.
