Morte avvelenate con la ricina, la zia svela i contrasti tra le famiglie. "Il ruolo dell'infermiere, perché gli interrogatori accelerano ora"
Importanti novità sul giallo di Pietracatella, come emerso a Ore 14 venerdì 18 settembre 2026, si prova ora a chiudere il cerchio, anche con deposizioni mirate, ecco perché

Chi ha ucciso Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia avvelenate con la ricina? Questa è la domanda che da mesi si stanno ponendo la Questura di Campobasso e la Procura di Larino per provare a risolvere quello che è stato indicato come il giallo di Pietracatella, la località molisana dove le due vivevano. Le incertezze però sembra stiano diminuendo nelle ultime ore, non è escluso possano esserci decisioni cruciali a breve. "Ore 14" nella puntata di venerdì 18 settembre 2026 ha così voluto fare il punto della situazione, in virtù delle ultime novità dei giorni scorsi.
Morte avvelenate con la ricina, Ore 14 puntata 18 settembre 2026: cosa è successo
Gli interrogatori per dare un nome e un volto a chi ha avvelenato con la ricina Antonella e Sara proseguono a ritmo incessante, soprattutto nelle ultime ore. Alcune persone sono state sentite ripetutamente segno evidente del desiderio di chiarire eventuali incongruenze. Nella giornata di ieri è stato interrogato il consulente di parte di Gianni Di Vita, che nella tragedia ha perso moglie e figlia, prima di lui è stato invece convocato un altro infermiere.
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Entra nel canale WhatsAppA spiegare meglio la situazione è l’inviato Tommaso Mattei, che si trova davanti alla Questura di Campobasso: "Si tratta di un infermiere che ha un ruolo importante nella vicenda, è il professionista che è entrato nella casa dei Di Vita dopo la prima dimissione della piccola Sara, si era recato lì quando Antonella era già in condizioni drammatiche per aiutare la ragazzina con qualche flebo. E’ stato chiamato per questo, ma anche perché è un amico di Gianni e della sua famiglia- Gli inquirenti volevano sapere da lui quali fossero le condizioni dell’uomo, non dobbiamo dimenticare che lui era andato in ospedale insieme alle donne per farsi curare, anche se il dottor Vuotto ci ha fatto sapere che le sue condizioni erano migliori rispetto a sua moglie e sua figlia. Volevano capire come stesse Gianni a casa sua, ma anche cosa avesse visto, lui è stato l’unico a entrare nell’abitazione in quelle ore precedenti alle due morti. Gli inquirenti hanno inoltre voluto sondare l’amicizia con il capofamiglia. Ieri in Questura è arrivata poche ore dopo anche la moglie dell’infermiere".
Negli ultimi giorni il giro degli interrogatori in Questura è stato comunque fitto, Complessivamente, sono state sei le persone che hanno testimoniato, la prima è stata Laura, la cugina di Gianni, poi un’altra cugina, Monia, amica intima dell’uomo e il suo consulente informatico. E’ stata quindi la volta di due persone che pochi si sarebbero aspettati, l’infermiere entrato nella casa di famiglia per assistere Sara, in quel momento erano presenti anche Antonella, già in pessime condizioni, e Gianni. La sua figura potrebbe essere cruciale, anche in virtù di un rapporto con Di Vita che dura da tempo, anche se nel lasciare la Questura lui si è limitato a dire: "Ho la coscienza a posto". Dopo di lui è arrivata la moglie dell’infermiere, anche lei amica di Gianni, oltre a essere stata una persona vicina ad Antonella. I quattro erano spesso insieme, ricostruire il mondo vicino ai Di Vita potrebbe portare a una svolta.
Nelle ultime ore c’è però già stata una rilevazione importante, la certezza che si sia trattato di un duplice omicidio, sulla base di quanto emerso dalle risultanze dell’Istituto Koch di Berlino, dagli esiti degli alimenti sequestrati in casa, anche se l’assenza di tracce di ricina può contribuire ad alimentare dubbi su Gianni. A sorpresa, però proprio in questo periodo di fermento, Di Vita ha lasciato il Molise, si trova in Piemonte per accompagnare la figlia maggiore per iniziare i suoi studi universitari, non è casuale che tutte le persone vicine alla sua famiglia siano state chiamate proprio ora. Questa mossa avrebbe ragioni ben precise, come sottolineato dall’inviato: "Ora sono emersi dettagli ben precisi, si indaga innanzitutto per omicidio, stanno inoltre arrivando indiscrezioni sulle tracce di ricina individuate dall’Istituto di Berlino nei 71 alimenti, ci sono anche questioni familiari non da poco tra la famiglia Di Vita e quella di Antonella, si sta stringendo adesso sulla famiglia Di Gianni, visto che non possono entrare in contatto, i telefoni sono controllati".
Ora non sembrano esserci però più dubbi anche sui contrasti esistenti tra la famiglia di Antonella e quella di Gianni, i parenti della donna vogliono giustizia e verità, come affermato dalla zia Lina, una delle persone più vicine alla vittima: "Che dobbiamo fare? Vogliamo che esca qualcosa, qualcuno. Queste due devono avere giustizia, questo vogliamo. Laura? Sono cose loro, facevano parte della famiglia del marito di mia nipote, noi non ci abbiamo mai avuto a che fare. Li conosciamo di vista, ma non abbiamo mai avuto alcun tipo di contatto con queste persone, perciò non voglio nemmeno nominarle".
