Morte avvelenate con la ricina, l'interrogatorio che può chiarire i dubbi. "Chiesta la proroga, ma si accelera". Il nodo da chiarire

Ore 14 è tornata a occuparsi del giallo di Pietracatella nella puntata di giovedì 10 settembre 2026, si sta provando a chiudere il cerchio cn una mossa che può essere decisiva

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Antonella Di Ielsi
IPA

Le indagini sul giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate con la ricina a fine dicembre, proseguono a ritmo incessante, così da provare a dare al più presto un nome e un volto al colpevole (o ai colpevoli). Altrettanto importante resta chiarire il movente, visto che non ci si riesce a spiegare chi avesse potuto avere il desiderio di ucciderle, anche se non è escluso che il colpevole fosse un altro (restano dubbi sulla figura di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime). "Ore 14" ha quindi voluto fare il punto della situazione sull’andamento dell’inchiesta nella puntata di giovedì 10 settembre 2026,, così da comprendere cosa possa accadere a breve.

Morte avvelenate con la ricina, Ore 14 puntata 10 settembre 2026: cosa è successo

Almeno per ora gli inquirenti che stanno indagando sul giallo di Pietracatella non hanno escluso alcuna pista, convinti che questo possa servire a capire davvero il responsabile del dulplice avvelenamento. Anche la scelta, almeno per ora, di non inserire nessuno nel registro degli indagati (a eccezione dei medici che si sono occupati di mamma e figlia al pronto soccorso), non è casuale, chi viene sentito è chiamato a dire la verità, per questo alcuni di loro sono stati poi richiamati per chiarire eventuali contraddizioni, come è stato il caso di Gianni Di Vita e una sua amica di vecchia data protagonisti recentemente di un confronto all’americana.

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Proprio l’uomo e le sue frequentazioni è finito al centro dell’attenzione degli inquirenti, anche in riferimento a quanto emerso dagli esami del sangue, dove sarebbe stata rilevata la sua negatività agli anticorpi della ricina, cosa che escluderebbe un suo contatto con il veleno. Questo porta quindi ad avere dubbi anche sul malessere da lui lamentato nei giorni della tragedia, ma con sintomi decisamente più lievi rispetto a quelli di sua moglie e sua figlia.

A parlare ai microfoni di "Ore 14" è Salvatore di Ielsi, papà e nonno delle due vittime, desideroso di conoscere la verità: "Antonella voleva il divorzio? Io non lo sapevo, se lo dicono vuol dire che evidentemente era vero. In famiglia non sapevamo niente, speriamo che la svolta sia vicina, sarebbe ora".

Non mancano le novità dalla Questura di Campobasso, dove si trova l’inviato Tommaso Mattei. La Procura di Larino, che è titolare dell’inchiesta su ignoti, ha chiesto una proroga di sei mesi per le indagini preliminari. Il fascicolo era stato aperto a marzo, proprio in queste ore sarebbero scaduti i termini, ora si andrà fino a marzo. Questo non significa comunque prendere tempo, ma attendere le risposte da Berlino, dove gli esperti del Robert Koch Institute stanno analizzando i 131 reperti sequestrati in casa, in arrivo in queste ore. La svolta alle indagini potrebbe però arrivare con un altro interrogatorio, quello di Michele, il marito di Monia, l’amica di vecchia data di Gianni interrogata recentemente con lui. La sua testimonianza potrebbe essere prevista entro oggi o al massimo domani, è da lui che potrebbe partire il lavoro finale degli investigatori. L’uomo è infatti un tecnico di laboratorio, non è escluso possa essere invitato anche a spiegare quali siano nello specifico le sue capacità

Salvo Sottile interpella Luciano Garofano, ex capo dei RIS, per capire da lui quanto sia difficile maneggiare la ricina, cosa che non tutti potrebbero essere in grado di fare: "Serve una grande competenza, c’è una serie famosa, ‘Breaking Bad’, che parla di un chimico che ne fa di tutti i colori ma per le sue competenze riesce a sintetizzare questo veleno. Ecco perchè sono stati coinvolti questi esperti tedeschi, che si sono mossi in casa sapendo già dove cercare. La parte scientifica sarà fondamentale, la ricina non è una sostanza che puoi rinvenire facilmente o puoi acquistare".


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