Morte avvelenate con la ricina, un segreto tra le possibili cause del duplice delitto. "Convocato il parroco"

Non si lascia niente al caso nel giallo di Pietracatella, come rivelato a Morning News martedì 7 luglio 2026 sarà interrogato il parroco del paese, amico di una delle vittime

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

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"Morning News" ha dedicato un nuovo spazio sugli aggiornamenti sul giallo di Pietracatella nella puntata di martedì 8 luglio 2026. Gli inquirenti sono al lavoro in modo incessante per capire come Antonella Di Iersi e Sara Di Vita, mamma e figlia, abbiano assunto la sostanza velenosa che le ha portate alla morte negli ultimi giorni dello scorso anno.

Morte avvelenate con la ricina, Morning News puntata 7 luglio 2026: cosa è successo

Tre sospettati, una mano femminile che si sarebbe procurata la ricina, un segreto inconfessato di cui sarebbe venuta a conoscenza Antonella Di Iersi, la donna morta insieme alla figlia Sara Di Vita. Questi sono alcuni degli elementi su cui si stanno concentrando gli inquirenti, che sembrano essere arrivati a stringere il cerchio per individuare i responsabili di quello che è stato ribattezzato come il giallo di Pietracatella, la località vicino a Campobasso dove le due vivevano.

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Nella giornata di ieri si è tenuto in vertice presso la Procura di Campobasso, da cui sarebbero emerse importanti novità, anche se si sta cercando di mantenere il più possibile il riserbo a riguardo. Gli investigatori non sembrano avere molti dubbi, a uccidere mamma e figlia sarebbero state tre persone, sentite più volte nelle ultime settimane, un uomo e una donna, l’ipotesi più accreditata è che dietro il decesso ci sia una mano femminile. Si sta iniziando a credere che Antonella fosse venuta a conoscenza di un segreto inconfessabile, sicuramente la donna aveva confidato a un’amica di essere intenzionata a separarsi dal marito Salvatore. Dalle analisi effettuate, comprese quelle sui reperti, non sembrano esserci dubbi, chi ha avvelenato le due donne godeva della loro fiducia. Resta da capire però come chi ha agito abbia potuto entrare in casa e chi potesse nutrire un odio tanto profondo per loro, così da muoversi senza destare sospetti.

L’inviato Vincenzo Rubano fa il punto della situazione: "Nell’incontro di ieri in Procura hanno deciso di dare un’accelerata all’indagine e di provare a concludere entro il 15 agosto tutte le attività tecniche. Questo permetterebbe di dare una svolta all’attività giudiziaria, stanno preparando tutto per i primi avvisi di garanzia e le prime misure cautelari. Le audizioni riprenderanno questo pomeriggio, possiamo però dare una notizia esclusiva che avevamo anticipato qualche giorno fa, gli inquirenti vogliono risentire il parroco di Pietracatella, Don Stefano. Ci sono diverse ipotesi su questo interrogatorio, potrebbe essere convocato per ricostruire i legami familiari, è il parroco di un piccolo paese, dovrebbe conoscere tutti; ma potrebbe anche essere ricontattato perché dagli accertamenti tecnici sui cellulari di Antonella e Sara potrebbe essere venuto fuori qualche messaggio di aiuto rivolto a lui. Queste per ora sono ipotesi, abbiamo provato più volte a parlare il sacerdote, ma non ha un rapporto troppo buono con noi giornalisti, dall’altare dopo i funerali ha detto ai parrocchiani di non parlare con i giornalisti, ma di tenere dentro di sé questo dolore immenso. Lui ci ha allontanato, anche in maniera piuttosto inusuale per un sacerdote".

Dario Maltese interroga quindi l’inviato in merito ai rapporti tra il parroco e Antonella: "Erano in ottimi rapporti, lei frequentava in maniera assidua le attività della Parrocchia, si sentivano spesso. Ma se davvero fosse stato trovato nei cellulari un messaggio di confidenza che lei potrebbe avere fatto al parroco, ci si chiede se lui abbia l’obbligo di riferire agli inquirenti di questo oppure no. Se si tratta di una confessione fatta in confessionale è una cosa, ma se è una confidenza?".

Si parla inoltre di un segreto di cui Antonella potrebbe essere venuta a conoscenza, ci si chiede se questo possa essere diventato un problema per lei. A questo risponde l’inviato: "Probabilmente sì, è quello che sospettano gli inquirenti, stanno cercando di capire di cosa si tratti, al punto tale da essere uccisa con la figlia. Da chiarire inoltre se la figlia sia stata uccisa per errore oppure no". E’ ormai certa inoltre la confidenza che Antonella aveva fatto a un’amica per valutare la separazione, al punto tale da parlarne con un legale, questo il commento di Rubano: "Stanno cercando questo avvocato, che dovrebbe operare nella zona di Campobasso, ma stanno sentendo anche altre amiche di Antonella. Lei non si era rivolta solo a questa amica, che è stata denunciata perché aveva omesso questo particolare importante, ma ne aveva parlato probabilmente anche con altre persone".

Si attende invece il deposito delle autopsie, rinviato di qualche giorno, ma solo per poter apporre alcune firme. Le conclusioni sono però già note, il medico legale ha appurato la compatibilità con l’avvelenamento da ricina, questa è l’unica certezza. L’inviato pone poi una domanda: "La sera del 23 dicembre a tavola con loro c’era anche Gianni, perché si è salvato? Se anche lui era un obiettivo, significa che sta rischiando la vita". Su questo potranno arrivare risposte dai prelievi ematici a cui è stato sottoposto l’uomo insieme alla figlia superstite, Alice, volti a capire se avessero sviluppato anticorpi al veleno. Previsto inoltre prima della metà di agosto un sopralluogo nell’abitazione della famiglia con i consulenti tedeschi, esperti nei veleni, per cercare la ricina anche sui mobili, sul divano, sugli abiti.

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