Morte avvelenate con la ricina, prelevati reperti in ogni stanza: "Se non è Regina è un Re", perché il killer può essere un uomo

All'indomani del sopralluogo in casa, Morning News ha dedicato uno spazio nella puntata di venerdì 31 luglio al giallo di Pietracatella, serviranno settimane per gli esiti

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

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Ultima puntata della settimana per "Morning News", in onda venerdì 31 luglio 2026, con nuovi aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate con la ricina lo scorso dicembre. Siamo all’indomani di un sopralluogo che ha interessato interamente la casa in cui vivevano, con l’obiettivo di trovare tracce di veleno.

Morte avvelenate con la ricina, Morning News puntata 31 luglio 2026: cosa è successo

L’accertamento tecnico irripetibile che si è tenuto ieri presso la casa della famiglia Di Vita, a Pietracatella, dove vivevano Antonella e Sara, morte avvelenate con la ricina è durato quasi dieci ore. Il pool era composto dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, specializzati in veleni, dalla Polizia tedesca e da quella italiana ha agito utilizzando tecnologie all’avanguardia, indossando particolari tute protettive per evitare ogni tipo di contaminazione. Secondo alcune indiscrezioni, gli addetti avrebbero prelevato centinaia di reperti su superfici, abiti e altri ogetti, che saranno poi catalogati e acquisiti all’interno dell’incidente probatorio alla ricerca di eventuali tracce di veleno. I campioni raccolti saranno conservati seguendo uno specifico portocollo, per poi essere trasferiti in Germania per essere processati.

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L’ispezione non ha comunque riguardato solo l’abitazione in cui viveva la famiglia, ma anche l’appartamento al piano sottostante, dove abita la mamma di Gianni, e il magazzino/ex granaio adiacente all’immobile. Gli esiti non saranno però immediati, saranno richiesti ulteriori accertamenti scientifici, che si aggiungeranno al lavoro che i tedeschi stavano effettuando su alcuni alimenti sequestrati in casa e sul sangue di Gianni e Alice Di Vita (la figlia superstite) , volti a capire se i due avessero sviluppati anticorpi alla ricina.

Ulteriori aggiornamenti arrivano dall’inviato Vincenzo Rubano, che si trova a Pietracatella: "E’ stato un sopralluogo fiume, i gazebo della polizia sono stati smontati oltre la mezzanotte, oltre 14 ore di lavoro. Si è trattato di un sopralluogo unico nel suo genere, hanno prelevato centinaia di reperti, cercando praticamente ovunque. Noi avevamo pensato a un lavoro sfruttando il luminol, l’attrezzatura che si usa per cercare le tracce di sangue, qui invece hanno repertato il materiale per analizzarlo in Germania, ci vorranno circa 60-90 giorni per gli esiti. Sin dalla mattina erano presenti sia la Procuratrice di Larino sia il Questore di Campobasso, arrivato insieme al Capo della Squadra Mobile. Si è partiti dal piano terra, dove c’è il granaio della famiglia Di Vita, per poi salire al primo piano, dove abita la mamma di Gianni Di Vita e proseguire al secondo piano, dove vivevano anche Antonella e Sara. La ricina è stata cercata sui mobili, sui divani, sui letti, ma anche negli armadi. Un altro sopralluogo ha riguardato l’orto di famiglia, abbiamo poi visto gli esperti affacciarsi sul balcone e fare rilievi nelle piante presenti".

Dario Maltese è interessato ad approfondire il possibile ruolo del granaio, visto che già in passato si diceva fosse stato oggetto di sospetti. "E’ la prima volta in cui gli inquirenti hanno cercato la ricina nel granaio e negli appartamenti, c’era stato un altro sopralluogo diversi mesi fa, ma avevano prelevato materiale informatico, quindi computer e telefoni delle vittime, già analizzati con risultati che sono sulla scrivania della Procuratrice di Larino, a breve potrebbero esserci risvolti giudiziari".

Nella giornata di ieri l’inviato è riuscito a intercettare Salvatore, papà e nonno delle vittime: "Non so possa arrivare la svolta. Troveranno la ricina? Se non è Regina è un Re, ma penso qualcosa di sì. Non la vogliono trovare? O non la possono trovare? O non ce n’è? Ognuno deve fare il suo lavoro, io non dico che… ma certe domande… Chi lo sa se è risolutiva o meno, dovrebbe essere l’esperto che la dovrebbe considerare se è risolutiva o meno, che ne capisco io? Ho avuto sempre fiducia, però all’ultimo.. Come si chiama là, il.. si sa.. Può succedere sempre qualcosa di diverso".

La giornalista Candida Morvillo fa un’osservazione che potrebbe non essere casuale: "Secondo me gli inquirenti si siano fatti un’idea chiara di chi possano essere i colpevoli e che stiano cercando le prove scientifiche, tutti i campioni e i materiali prelevati dovrebbero essere utili a cercare prove che potrebbero avere già in mente. Mi ha colpito una frase di nonno Salvatore, magari è solo una battuta o no. Lui dice: ‘Se non è Regina, sarà un Re’, era reticente ma potrebbe significare qualcos’altro, la famiglia avrà un’idea di chi sia il colpevole. Vuol dire che non è stata una donna, ma un uomo? Mi sono posta questa domanda, se fosse l’indizio di un pensiero o una battuta".

L’inviato fa un ulteriore rilievo: "Le aspettative degli inquirenti sono altissime, non tutti però a Pietracatella sono convinti del sopralluogo. Si pensa possa servire a capire se ci sia la ricina nell’abitazione, ma si deve sapere chi l’abbia portata all’interno". Questa è una domanda che si fa anche il prozio Antonio, che interviene in diretta: "ieri c’è stata un’invasione di Polizia e tutto il resto, troveranno alcuni reperti nella casa, ma servono solo a sapere se sia stata la ricina, ma chi l’ha portata dentro casa Di Vita, tutti noi ce lo chiediamo in paese e ci aspettiamo una risposta a breve. Io non ne ho idea, io avevo frequentazioni solo a livello di conoscenza e incontri sulla strada, non a casa delle persone. Gianni vive una situazione tragica, ma io non lo sento, come si fa a sentire una persona che vive un dramma di questa natura? La situazione è di disagio, noi non abbiamo parole per raccontarlo, il silenzio è necessario, se nessuno ci dà informazioni in merito noi siamo spettatori di un caso che crea angoscia. Io non ricordo di avere parlato di un possibile incidente, non spetta a me dirlo. Chi poteva voler male a questa famiglia? Siamo 300 mila abitanti in Molise, uno di questi è stato sicuramente. Non so se Gianni fosse un obiettivo".


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