Morte avvelenate con la ricina, nel mirino le ultime mosse di Antonella: "La pista passionale e l'errore commesso dal killer"
A Morning News lunedì 31 agosto 2026 si torna a parlare del giallo di Pietracatella, gli inquirenti si concentrano su alcuni contatti avuti da Antonella prima di morire

E’ iniziata oggi, lunedì 31 agosto 2026, l’ultima settimana di "Morning News", che continua a dare aggiornamenti sui casi di cronaca più importanti. Si torna a parlare del giallo di Pietracatella, quello che ha visto la morte di Antonella e Sara, morte avvelenate con la ricina a fine dicembre, con un’ipotesi che sembra prendere piede, quella secondo cui il vero obiettivo potesse essere Gianni Di Vita, marito e papà delle due vittime.
Morte avvelenate con la ricina, Morning News puntata 31 agosto 2026: cosa è successo
Le indagini sul giallo di Pietracatella proseguono in maniera ininterrotta ormai da mesi, grazie anche al supporto degli esperti del Robert Koch Institute, ma sono ancora diversi gli aspetti da chiarire, anche se non è escluso che i dubbi possano essere davvero presto chiariti. Nell’arco della settimana sono previste nuove audizioni, per un’inchiesta che resta contro ignoti, anche se si ha la sensazione che si stia provando a stringere il cerchio, grazie anche al confronto all’americana che ha coinvolto Gianni Di Vita e una sua amica insegnante.
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Entra nel canale WhatsAppTra le persone che potrebbero essere a conoscenza di alcuni segreti legati alla vicenda potrebbe esserci un’amica di Antonella Di Ielsi, che aveva rivelato agli inquirenti di alcune tensioni tra lei e il marito, aspetto che fino a quel momento era rimasto segreto. A lei si aggiunge la docente che conosce bene Gianni, in attesa di poter riascoltare con ogni probabilità anche il marito, un tecnico di laboratorio in un istituto agrario della zona, che aveva avuto diversi contatti con la vittima prima della doppia tragedia. Un altro ruolo cruciale può averlo anche Don Stefano, il parroco di Pietracatella, punto di riferimento per tutta la comunità, con cui Antonella era solita confidarsi. Prima di arrivare a una conclusione resta però fondamentale attendere gli esiti del lavoro degli esperti tedeschi, che stanno analizzando i 131 oggetti sequestrati in casa per trovare il vettore utilizzato per somministrare la ricina a mamma e figlia.
A fare il punto della situazione è l’inviato Vincenzo Rubano, che si trova davanti alla Questura di Campobasso: "Nella settimana passata gli inquirenti hanno raccolto una serie di elementi che potrebbero portare ai primi avvisi di garanzia. Il materiale raccolto è già stato trasferito alla Procura di Larino, nelle prossime ore la Procuratrice dovrà decidere se iscrivere le prime persone nel registro degli indagati o continuare a indagare. Questa settimana appena iniziata sarà importantissima, oggi non sono previste audizioni, ma nei prossimi giorni saranno probabilmente risentiti il parroco e il marito della donna ritenuta amica d’infanzia di Gianni Di Vita. Si è detto di sei persone sospettate, ma il cerchio è ancora più stretto, sono quattro, si continua a indagare sul cerchio familiare, le persone che erano vicine a Gianni e a sua moglie. La pista passionale è quella più accreditata, gli inquirenti si stanno concentrando sui rapporti tra Gianni e l’insegnante, ma anche su quelli tra Gianni e il marito di questa donna, che lavora nel laboratorio di un istituto agrario di Riccia (una zona in cui sembra crescere la ricina, ndr). Ci si sta concentrando anche su contatti strani avvenuti tra Antonella, la vittima, e questo signore".
Si era detto spesso di una svolta vicina nelle indagini, ma questa volta sembra si sia davvero arrivati a questo punto, tutto è nelle mani della Procuratrice, dovrà decidere se agire subito o attendere i risultati dalla Germania.
Dario Maltese incalza l’inviato in merito a un elemento emerso recentemente i rapporti tesi tra Antonella e l’amica del marito: "L’indiscrezione è uscita da alcune testimonianze di diverse persone di Pietracatella, ne avrebbero parlato alcuni familiari di Antonella, le due non si parlavano da diverso tempo, ma la vittima aveva smesso di parlare anche con alcune amiche di questa donna. Il parroco non è sospettato, ma può essere utile all’indagine perché conosce le storie di tutto il paese, era amico di Antonella, la scorsa settimana ha però parlato anche con il marito della donna ritenuta amica di Gianni, gli inquirenti vorranno sapere di questo colloquio".
Lo psichiatra Leonardo Mendolicchio, presente in studio, evidenzia una differenza rispetto al passato: "Il paese inizia a parlare, gli inquirenti stanno raccogliendo probabilmente diverse informazioni. Quando si parla di delitto passionale non è detto sia legato per forza al rapporto tra marito e moglie, può riguardare anche amici e vicinato. Non inserire nessuno nella lista degli indagati rappresenta una scelta chiara, permette loro di agire liberamente, senza dover condividere quanto raccolto con qualcuno".
Rubano fa un’ulteriore precisazione su quello che si sta vagliando: "Ci sono stati contatti tra il tecnico di laboratorio e Antonella, parlo di contatti non di incontri, né contatti telefonici. Gli inquirenti ci hanno detto di mantenere il massimo riserbo, sono contatti accertati".
Il giornalista Roberto Alessi fa un rilievo sulla figura di Alice Di Vita, la figlia superstite, recentemente riascoltata dagli inquirenti: "Lei è sempre legatissima al padre, non ha mai avuto dubbi o sospetti, almeno ufficialmente. Ricordo, anche se la prudenza è d’obbligo anche per noi, che dobbiamo considerare ora il signor Di Vita come una vittima, a cui hanno ucciso una moglie e una figlia. Non è escluso che lui fosse stato il vero obiettivo".
Oltre ai risultati dalla Germania, ne sono attesi altri dall’America, quelli relativi a un forum online dove lo scorso anno un anonimo, probabilmente italiano, chiedeva informazioni sulla ricina e su come utilizzarla per avvelenare qualcuno. Si era già parlato in passato di pista passionale, ma ora si fa forza l’idea secondo cui gli obiettivi del killer (o i killer) non fossero Antonella e Sara, ma Gianni Di Vita, o addirittura tutta la famiglia. Si pensava di uccidere clamorosamente l’uomo a causa di un rancore molto forte, questo porta così Dario Maltese a un commento: "Evidentemente il killer ha sbagliato in modo clamoroso", ma secondo l’inviato poteva esserci anche l’idea di uccidere tutta la famiglia.
