Morte avvelenate con la ricina, spunta ipotesi clamorosa: "Gianni Di Vita obiettivo principale del klller". Il suo ruolo in paese nel mirino

A Morning News giovedì 27 agosto 2026 nuovi aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, Antonella e Sara, morte a fine dicembre, forse non dovevano morire, svolta forse a un passo

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Antonella Di Ielsi
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Il lavoro degli inquirenti, impegnati a risolvere il giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate con la ricina a fine dicembre, continua in modo incessante. Le piste vagliate sono diverse, si sta quindi cercando di capire chi possa avere agito alle loro spalle tanto da arrivare a somministrare loro la sostanza che si è rivelata letale e perché lo ha fatto. Anche giovedì 27 agosto 2026 "Morning News" ha quindi deciso di occuparsi del caso così da aggiornare sulle ultime novità.

Morte avvelenate con la ricina, Morning News puntata 27 agosto 2026: cosa è successo

Nelle ultime settimane si è parlato spesso di una svolta in arrivo nelle indagini sul giallo di Pietracatella, ora questo momento potrebbe non essere così lontano. A dare gli aggiornamenti sul caso è Vincenzo Rubano, inviato dalla Questura di Campobasso: "Abbiamo saputo di un importantissimo briefing operativo tra gli agenti della Squadra Mobile di Campobasso e la Procura di Larino. Sulla scrivania degli investigatori ci sarebbe una seconda ipotesi, che il killer o i killer avrebbero voluto colpire principalmente Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella, poi anche la sua famiglia Questa teoria cambia lo scenario, nelle ultime ore gli inquirenti hanno sentito alcuni amici di famiglia per conoscere alcuni dettagli sul rapporto tra l’uomo e l’amica di infanzia che è stata interrogata con lui". L’uomo, infatti, in passato è stato il primo cittadino del paese, molti avevano per questo iniziato a nutrire stima per lui, oltre a ritenerlo un punto di riferimento a cui rivolgersi in molti casi per il suo lavoro da commercialista, a maggior ragione in una realtà piccola come Pietracatella.

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Il lavoro degli investigatori però non si ferma, si sta cercando di saperne di più anche sul rapporto tra Gianni Di Vita e il marito della donna, al momento considerata una persona che conosceva da tempo. Lui avrebbe già dovuto essere riascoltato in Questura nei giorni scorsi, il suo interrogatorio è stato però rinviato più volte, mossa che può far pensare alla volontà di chi indaga di verificare i suoi comportamenti da lontano.

Ci sono comunque ancora diversi aspetti da chiarire, a maggior ragione se si arrivasse a dimostrare che Di Vita fosse l’obiettivo numero uno di chi ha agito somministrando la ricina alle due vittime. Sulla base di quanto trapelato dalla Germania, sia lui sia la figlia sopravvissuta Alice sarebbero risultati negativi al veleno, con cui non avrebbero mai avuto contatti. Gli esperti tedeschi del Robert Koch Institute di Berlino che stanno affiancando i poliziotti italiani stano nel frattempo continuando ad analizzare i 131 reperti che erano stati sequestrati in occasione dell’ultimo sopralluogo che si è tenuto lo scorso 31 luglio, così da comprendere se il veleno fosse presente in alcuni alimenti o oggetti presenti nell’abitazione della famiglia Di Vita o nello studio dove Gianni svolge l’attività da libero professionista, che si trova proprio di fronte a casa, Agire con il massimo riserbo resta comunque determinante, così da verificare eventuali mosse sbagliate da parte dei possibili sospetti.

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