Morte avvelenate con la ricina, agenti in borghese in azione. "Si sa il nome del killer, vive in paese". Ipotesi terza vittima mancata
Nuovi aggiornamenti sul giallo di Pietracatella a Morning News martedì 21 luglio 2026, gli inquirenti sembrano conoscere il responsabile, svolta a un passo.

"Morning News" ha voluto dedicare uno spazio, come accade quasi ogni giorno, anche oggi, martedì 21 luglio 2026, al giallo di Pietracatella. E’ iniziata infatti una settimana che potrebbe portare a novità importanti nelle indagini sulla morte di Antonella e Sara, mamma e figlia avvelenate con la ricina a fine dicembre.
Morte avvelenate con la ricina, Morning News puntata 21 luglio 2026: cosa è successo
Se si vuole risolvere il giallo di Pietracatella è innanzitutto importante capire quando e come sia stata somministrata la ricina ad Antonella Di Iersi e Sara D Vita, morte per avvelenamento ormai diversi mesi fa. Al momento è aperta un’inchiesta per duplice omicidio premeditato contro ignoti, coordinata dalla Procura di Larino, le risposte potrebbero arrivare dopo quest’ultima settimana di audizioni, incrociandole con le testimonianze di amici e familiari delle due vittime. A queste si aggiungono le analisi tossicologiche sui 70 alimenti sospetti inviati agli esperti del Robert Koch Institute di Berlino. Decisivo sarà il lavoro della polizia tedesca, che sta lavrando in pool con i colleghi di Campobasso, pronti a effettuare un sopralluogo in casa su mobili e indumenti con tecniche innovative in cerca della tossina che ha ucciso le due donne. Le risposte vengono cercate grazie anche al supporto delle due autopsie, secondo i medici legali nessuna cura avrebbe potuto salvarle, la quantità di ricina era troppo alta, oltre a non esistere alcun antidoto specifico.
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Entra nel canale WhatsAppA fare il punto della situazione è l’inviato Vincenzo Rubano, che ha un’importante ultim’ora: "Le audizioni continuano anche oggi. Abbiamo però anche diverse segnalazioni importanti che confermano la presenza frequente a Pietracatella di poliziotti in borghese. Gli inquirenti sono convinti di sapere già il nome dell’assassino o degli assassini, e sono convinti che vivano in paese. Non solo, sanno che probabilmente queste persone che avrebbero commesso il crimine sanno di avere i giorni contati, per questo hanno deciso di monitorare sul posto gli spostamenti".
A dare il suo punto di vista è la psicologa Annamaria Casale, che prova a inquadrare la figura di Gianni Di Vita, che nella tragedia ha perso moglie e figlia, così da capire se lui possa attirare sospetti: "Sicuramente sì, secondo me gli inquirenti stanno valutando le posizioni di tutta la famiglia, la ricina è entrata all’interno della casa, quindi è evidente che qualcuno che frequentava quella casa l’ha portata. L’attenzione è rivolta al signor Gianni, ma anche alle persone che ruotavano attorno a lui e alle due vittime. Il veleno è qualcosa che dal punto di vista criminologico ci fa pensare a una mano femminile, serve a uccidere senza avere un contatto con le vittime, generalmente quindi usato dalle donne. Immagino che siano davvero vicino alla soluzione di questo caso".
L’avvocato Daniela Missaglia prova a spiegare la posizione dei medici che hanno lavorato per soccorrere mamma e figlia: "Sono indagati, è un atto dovuto d’ufficio, ma se assumi la ricina per quelle quantità sei spacciato, a prescindere da quanto hanno fatto, la tragedia non si sarebbe potuta evitare. I medici hanno una responsabilità limitata, per quanto riguarda le indagini si tratta di un omicidio pianificato, è in un ambito ristretto. Sara secondo me è una vittima collaterale, non voluta, ma stiamo parlando di un contesto familiare o poco allargato, i problemi familiari hanno portato a questo epilogo".
Importanti saranno però anche gli esiti sul sangue di Gianni Di Vita e della figlia, come precisato dall’inviato: "Le analisi sono state effettuate, stanno aspettando i risultati. Gli esiti serviranno a capire se Gianni sia venuto a contatto con la ricina, potrebbe essere anche un sopravvissuto, non sappiamo se il killer volesse uccidere anche lui. Tra le persone maggiormente sospettate c’è anche una persona che non c’entra con la famiglia Di Vita, voglio sottolinearlo".