Morte avvelenate con la ricina, una cena al centro dell'inchiesta: "La giardiniera fatta dalla zia nel mirino degli esperti tedeschi"

A Morning News giovedì 16 luglio spazio al caso delle due donne, mamma e figlia, morte avvelenate con la ricina, il cerchio si stringe grazie al supporto degli esperti tedeschi

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

morte avvelenate ricin
IPA

Il trascorrere dei giorni fa pensare di essere davvero vicini a una soluzione per il giallo di Pietracatella, quello che ha coinvolto Antonella e Sara, mamma e figlie morte avvelenate a causa della ricina a fine dicembre. Proprio per questo "Morning News" ha voluto dedicare uno spazio di approfondimento ad hoc nella puntata di giovedì 16 luglio 2026.

Morte avvelenate con la ricina, Morning News puntata 16 luglio 2026: cosa è successo

Sono arrivati in Italia, come annunciato da Dario Maltese, gli esperti tedeschi del Robert Koch Institute, specializzati in veleni, pronti a entrare in casa della famiglia Di Vita per una super perizia, da cui potrebbero uscire altre novità sul giallo di Pietracatella. A loro si aggiungono gli uomini della polizia tedesca, che stanno lavorando in pool con i colleghi di Campobasso: gli agenti hanno trascorso 48 ore in Molise, con l’obiettivo di effettuare alcune verifiche tecniche che serviranno per realizzare al meglio il sopralluogo nell’abitazione, previsto per gli inizi di agosto. Quell’operazione serivrà per mettere a punto un’ispezione accurata su mobili e alimenti, con tecniche mai viste prima, alla ricerca della tossina che ha ucciso le due donne.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Non devono essere però trascurati anche alcuni dettagli interessanti presenti nelle centinaia di pagine di relazione stilate dal medico legale Benedetta Pia De Luca in riferimento ai giorni successivi alla tragedia. Gianni Di Vita nella notte del 27 dicembre era all’ospedale Caldarelli di Campobasso si è chiesto tra le lacrime se avesse fatto tutot il possibile per aiutarla. Il veleno sarebbe comunque stato ingerito per via orale attraverso un alimento o una bevanda, i primi sintomi si sarebbero manifestati la mattina di Natale, non può che essere determinante comprendere quale possa essere il movente dietro queste due morti, oltre a chi possa avere portato la sostanza in casa.

A fare il punto della situazione è l’inviato Vincenzo Rubano, che si trova a Pietracatella: "I sopralluoghi potrebbero essere anticipati, si era parlato della prima settimana di agosto, ma potrebbero essere fatti prima. Sono ore importantissime, i super poliziotti tedeschi sono arrivati a Pietracatella hanno fatto ispezioni insieme alla Polizia italiana, oltre a incontri con il Procuratore di Larino, non si sa ancora cosa abbiano cercato, ma presto torneranno in Italia. Sono state sentite persone vicino alla famiglia Di Vita, amici che erano già stati sentiti settimane fa, due di loro si sono presentati spontaneamente chiedendo di rettificare e aggiungere cose".

Importante è la ricostruzione Di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime, che ha riferito agli investigatori il 28 dicembre quanto accaduto nei giorni di festa per capire cosa sia successo: "L’unico giorno in cui abbiamo mangiato insieme solo io, mia moglie e mia figlia Sara, senza l’altra figlia Alice è stata la sera del 23 dicembre, ma non ricordo assolutamente cosa abbiamo mangiato, aveva preparato mia moglie. Il 24 dicembre siamo stati a pranzo dalla famiglia di mia moglie, eravamo una decina di persone a tavola e nessuno si è sentito male, al di fuori di me, mia moglie Antonella e mia figlia Sara. La sera del 24 dicembre abbiamo cenato da mia madre, eravamo una decina di persone e nessuno si è sentito male, ai di fuori di me, mia moglie Antonella e mia figlia Sara".

Una settimana dopo questa testimonianza l’uomo era stato risentito, ha aggiunto dei dettagli, ma continuava a non ricordare cosa avessero mangiato il 23. Lui ha parlato in maniera generale di formaggi, salumi, di alcuni cibi sott’oli, ha anche riferito di avere cucinato in quelle sere solo una volta della carne che avevano mangiato tutti e tre, tranne Alice, ma senza essere troppo preciso. A fare un’analisi interessante è la giornalista del Tg5 Francesca Cenci: "L’indagine è ormai circoscritta su due pasti, quelli del 23 e del 24, è importante soprattutto il primo perché quello come riferito da Gianni Di Vita, è stato l’unico consumato da solo con moglie e figlia. In un primo momento ha detto di non ricordare cosa avessero mangiato, per poi aggiungere in un’altra deposizione che avrebbero consumato una giardiniera fatta da una zia, e questa è uno dei reperti sotto analisi da parte degli esperti tedeschi".

Arriva anche l’osservazione del giornalista Gianamrco Menga: "Forse sta crollando l’omertà in paese, il nuovo giro di convocazioni potrebbe portare a elementi nuovi e risolvere il giallo".

Anche Alice, la figlia sopravvissuto, ha ricostruito con gli inquirenti quei giorni: "Il 23 dicembre mamma come al solito era al lavoro a Campobasso, dove gestiva uno studio commerciale. A pranzo ho cucinato io, per me, papà e mia sorella Sara, ho fatto la pasta al pomodoro, l’abbiamo mangiata tutti e tre. Ho usato una confezione di passata di pomodoro acquistata al supermercato".

L’inviato ha fatto poi riferimento alla scelta di utilizzare la ricina per uccidere: "Trovare le piante di ricino in zona è un gioco da ragazzi, noi le abbiamo trovate facilmente in alcuni campi, a Riccia ad esempio, un Comune lì vicino, e lungo il Lago di Occhito. Serve però una mano esperto, non a caso una delle persone sospettate sembra sia in grado di maneggiarla al meglio".

Alice Di Vita ha però ricostruito anche la giornata del 24: "A tavola eravamo io, mamma, papà. Sara, nonno, zio L. Di Ielsi, sua moglie G. e C., la figlia di questi ultimi. Abbiamo mangiato spaghetti con le vongole, impepata di cozze, seppie o calamari con le patate. C’era anche la frutta, l’ananas e sicuramente il panettone. Specifico di non avere manigato frutta e dolce. Verso le 15.30 ho fatto rientro a casa e sono andata nella mia camera, lì sono rimasta fino alle 18.30-19, poi mi sono recata al primo piano dello stabile dove abitiamo, cioè a casa di nonna. Lì abbiamo fatto la cena della vigilia di Natale ed eravamo io, mamma, papà, Sara, nonna, zio A., zia S. sua moglie e le loro figlie. Abbiamo mangiato polpette di tonno fatte da mamma, antipasti fatti da me con zia S., composti da salmone, formaggio spalmabile e pane bianco, la polenta con funghi champignon, rape, un formaggio con il pistacchio, baccalà e bruschette al pomodoro. Sono sicura che gli alimenti descritti sono stati almeno assaggiati da tutti e sono stati preparati da me, zia S. e mamma. Abbiamo mangiato il panettone, c’erano i mandarini, ma io non li ho mangiati, siamo stati insieme fino alle 23.30".

SASSOLINI PODCAST, INTERVISTA A NICCOLÒ CENTIONI – VIDEO INTEGRALE


Potrebbe interessarti anche