Morte avvelenate con la ricina, il paese e la svolta inaspettata. "Le ricerche sul PC e il 'trucco' adottato dalla Procura"

A Dentro la Notizia mercoledì 23 settembre 2026 spazio alle novità sul giallo di Pietracatella, con le parole del papà di Antonella e le prossime mosse degli inquirenti

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Antonella Di ielsi
IPA

"Dentro la Notizia" continua a occuparsi con cadenza quasi quotidiana del giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia avvelenate con la ricina, per questo non sono mancate le novità a riguardo anche nella puntata di mercoledì 23 settembre 2026. Le indagini non si sono infatti praticamente mai fermate, nemmeno nel corso dell’estate, con l’obiettivo di dare al più presto un nome e un volto al responsabile (o i responsabili).

Morte avvelenate con la ricina, Dentro la Notizia puntata 23 settembre 2026: cosa è successo

Tra gli elementi che sono stati sequestrati tempo fa per far luce sul giallo di Pietracatella ci sono un computer e dieci pen drive, che erano presenti nello studio dove svolge la sua attività di commercialista Gianni Di Vita, che nella tragedia ha perso moglie e figlia. Nella stanza lavorava anche sua consorte scomparsa Antonella, la Procura non sta tralasciando niente, per questo si appresta lunedì prossimo ad analizzare i dispositivi.

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L’obiettivo è quello di ricostruire le abitudini di Di Vita e i rapporti personali delle due vittime, con attenzione a parenti, amici e conoscenti, ma senza dimenticare i pasti consumati nei giorni della tragedia per avere maggiori certezze su come il veleno sia stato assunto. Non vengono dimenticate nemmeno chat, email e pagine di diari, con la consapevolezza di come questi possano far emergere aspetti finora rimasti nascosti. In paese i dubbi nel frattempo stanno crescendo, in diversi credono che qualcuno sappia ma non parla. Si attendono nel frattempo i risultati degli esami effettuati dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, al lavoro su 131 reperti, dove avrebbero individuato tracce di ricina.

A fare il punto della situazione ci pensa l’inviato Vincenzo Rubano, che si trova davanti alla Questura di Campobasso: "Ci sono novità importanti, nelle ultime ore sono state sentite altre persone. Tra queste una donna amica della professoressa amica di infanzia di Gianni Di Vita e alcuni compagni di scuola di Alice e della sorella. Nella giornata di ieri è arrivata inoltre in Questura la Procuratrice di Larino, ufficialmente per un vertice operativo, in realtà sarebbe venuta per analizzare da vicino elementi nuovi che sarebbero stati raccolti nelle ultime ore dalla Squadra Mobile di Campobasso". Gianluigi Nuzzi ipotizza quindi possa trattarsi di qualcosa da vedere a computer, che non potesse essere trasportato nel suo ufficio, l’inviato conferma, ma senza dire altro per non compromettere il lavoro degli inquirenti.

"Dentro la Notizia" è però riuscita anche ad avere un’esclusiva importante, la testimonianza di Salvatore Di Ielsi, che nel giallo di Pietracatella ha perso la figlia e la nipote. Solo pochi giorni fa lui aveva detto espressamente al programma di non fidarsi più di Gianni Di Vita, il genero, che ha così deciso di recarsi a casa sua nel weekend in cerca di un chiarimento. "Gianni è venuto, perché non si può venire? Ancora ti devo dire altre cose? Ma per voi è cambiato qualcosa? E’ andata che abbiamo mangiato, ci siamo parlati, lui mi ha detto che non c’entra, penso di averlo detto pure a voi. Ci credo o no, ma che differenza fa? Era venuto qui anche prima della partenza della figlia (si è da pco trasferita in Piemonte per frequentare l’università, ndr), poi la figlia è partita".

L’inviato ne approfitta per dare un’altra indiscrezione, ci sono state liti interne alla famiglia Di Vita, legati soprattutto a persone vicine che avrebbero deciso di parlare ai giornalisti, questo ha generato non poca rabbia. Il cronista riferisce inoltre un cambiamento notato in mattinata a Pietracatella, dove le persone stanno iniziando ad aprirsi, anche con la polizia, il paese è diviso in due, c’è chi chiede silenzio, ma anche chi vuole giustizia.

A parlare è anche Nunzia, vicina e amica di Antonella: "Era una brava persona, una brava famiglia, seria, bravissima lei e anche la ragazzina. Lei andava a scuola, aiutava nel forno, una ragazzina seria, Antonella andava sempre in Chiesa, ma anche il marito e le figlie. L’avevo vista una ventina di giorni prima, speriamo venga fuori la verità, è giusto che le famiglie sappiano chi è stato. Tutti vogliamo sapere la verità, è stato un gesto molto grave, una ragazzina di 15 anni, la mamma giovane, ma come si fa? C’è la giustizia divina e una giustizia umana, è giusto che sia così".

L’inviato spiega inoltre di avere compreso, con tanto di una pianta di ricino tra le mani, come sia più facile di quanto si pensasse inizialmente estrarre il veleno, il professor Locatelli lo ha fatto vedere a Pavia, bastano pochi minuti e si ha tra le mani una sostanza nociva potentissima. I precedenti contro l’uomo sono però pochissimi in Italia, per la maggior parte si tratta di casi involontari.

Le novità non sono finite qui: "La Procuratrice ha chiesto agli investigatori di cercare nelle pen drive e nel computer eventuali ricerche effettuate dalle due vittime sui social, con attenzione a quelle con la parola ricina. Questo può essere un escamotage per continuare a indagare senza avere indagati veri e propri", precisa l’inviato. Il giornalista Carmelo Abbate si sbilancia: "Ipotizziamo che gli inquirenti abbiano trovato delle tracce di ricina dentro casa, a quel punto andando a fare la ricerca sui dispositivi delle altre persone presenti hai modo di escludere che la ricina possa essere arrivata attraverso quelle persone e da lì possa essere successo l’incidente".


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