Morte avvelenate con la ricina, la mossa inaspettata di Gianni Di Vita. "La sua posizione può cambiare, i dubbi del parroco sul paese"

A Dentro la Notizia martedì 22 settembre 2026 spazio agli aggiornamenti sul giallo di Pietracatella, si potrebbe complicare la posizione di Giandi Di Vita, i dubbi degli inquirenti

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Antonella Di Ielsi
IPA

Sono ormai trascorsi mesi dal giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvelenate con la ricina, ma nonostante indagini a ritmo serrato non si è ancora riusciti a dare un nome al responsabile (o i responsabili). "Dentro la Notizia" ha voluto fare il punto della situazione nella puntata di martedì 22 settembre 2026.

Morte avvelenate con la ricina, puntata 22 settembre 2026: cosa è successo

Pochi giorni fa Salvatore Di ielsi, il papà di Antonella, una delle due vittime del giallo di Pietracatella, si era espresso senza troppi giri di parole nei confronti del genero Gianni arrivando a dire: "Di lui non mi fido". A sorpresa, è stato lo stesso Di Vita a compiere un’azione che pochi si sarebbero aspettati: nel corso del weekend è andato a trovare ll suocero, forse in cerca di un chiarimento, dopo essere tornato in paese in seguito a un viaggio in Piemonte per sostenere la figlia maggiore, Alice, in occasione della sua nuova avventura universitaria. Di Vita avrebbe provato a difendersi con i familiari della moglie: "Credete in me, si è trattato di un brutto incidente", sarebbero state le sue parole. Non si sa se il suocero possa aver chiesto informazioni sulle voci che circolano in merito al suo possibile tradimento. I parenti non sembrano però essere convinti si sia trattato di una tragica fatalità.

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A dare aggiornamenti sul caso è Gaetano Pragliola, presente davanti alla Questura di Campobasso: "C’è una notizia dell’ultima ora, è attesa la Procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che sta indagando da circa nove mesi sul caso, a breve ci sarà quindi un nuovo vertice, a una settimana di distanza da quello che si è tenuto in Procura, alla presenza del Questore di Campobasso e del Capo della Squadra Mobile. La sensazione è che si voglia fare un punto dopo l’ultimo round di audizioni".

Di Vita è poi stato convocato d’urgenza in Questura, con ogni probabilità gli inquirenti avranno voluto capire le motivazioni dietro il colloquio con il genitre della moglie. Gianluigi Nuzzi evidenzia come questa scelta sia nata da una crepa emersa dopo i dubbi del nonno. "In quel colloquio evidentemente è venuto fuori qualcosa venuto all’orecchio degli inquirenti, ed è venuta fuori la convocazione. Lui è il perno, non perché lo si voglia colpevolizzare indiscriminatamente, ci sono tante cose che lasciano dubbi, il fatto che lui si sia sentito male di questi sintomi non si sappia granché, l’accidentalità dell’ingestione che sembra essere esclusa. Se i sospetti si intensificano devono per forza indagarlo, possono fare degli accertamenti irripetibili, lui in quanto indagato ha diritto di difendersi" – sono le parole dell’ex magistrato Carmen Pugliese.

A esprimersi ora è Don Mauro, ex parroco di Pietracatella, che ha voluto dire la sua su questa tragedia, ma allo stesso tempo rivolgersi ai parrocchiani che ha avuto modo di conoscere da vicino: "Tutta la famiglia frequentava assiduamente la Chiesa, erano tutti quasi sempre allo stesso banco in Chiesa, anche al di là delle liturgie. Sì, conoscevo anche l’amica di Gianni, era stretta collaboratrice delle attività parrocchiali, tutto il paese per me è formato da persone insospettabili, ho un bel ricordo di tutti. Metterei la mano sul fuoco? Diciamo di no, ho provato l’esperienza del fuoco sulla mano. Superiamo la mentalità provinciale e campanilistica, collaborate con gli inquirenti".


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