Morte avvelenate con la ricina, gli animi opposti delle famiglie di Gianni e Antonella. "Movente passionale, il paese inizia a parlare"

A Dentro la Notizia venerdì 11 settembre 2026 gli aggiornamenti sul gallo di Pietracatella, sentita in Questura la zia di Gianni, da tempo in cattivi rapporti con Antonella

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Antonella Di Ielsi
IPA

Sono ormai trascorsi più di otto mesi dal giallo di Pietracatella, quello che ha visto la morte di Antonella Di Ielsi e Sara D Vita, mamma e figlia avvelenate a fine dicembre, ma ancora non è stato possibile dare un nome e un volto al responsabile (o i responsabili). Gli inquirenti non hanno trascurato nessuna pista, ma potrebbero essere vicini a chiudere un cerchio a breve grazie agli ultimi interrogatori, per questo "Dentro la notizia" ha scelto di fare un punto della situazione sul caso nella puntata di venerdì 11 settembre 2026.

Morte avvelenate con la ricina, Dentro la Notizia puntata 11 settembre 2026: cosa è successo

Nonostante i mesi di indagine, il giallo di Pietracatella è ancora senza un movente certo, anche se sembra farsi strada la possibilità della pista passionale. In giornata gli inquirenti hanno scelto di risentire Laura Di Vita, la cugina di Gianni a cui lui è particolarmente legato e dove si era rifugiato nel periodo in cui si era allontanato dal paese in cerca di pace per evitare l’attenzione dei curiosi, ma anche per metabolizzare per il dolore provocato dalla scomparsa di moglie e figlia. Questa è stata la quarta convocazione per la donna, non è escluso possa essere stata chiamata nuovamente per chiarire eventuali contraddizioni emerse da altre testimonianze. Probabile questa possa essere stata l’occasione anche per conoscere eventuali confidenze che l’uomo poteva averle fatto nei mesi passati.

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Secondo quanto trapelato, Antonella non aveva buoni rapporti né con la cugna né con l’amica di infanzia che i magistrati hanno voluto sentire recentemente insieme a Di Vita per un confronto all’americana, anche se le motivazioni di questi dissapori non sono note. A sorpresa, invece, la mamma scomparsa avrebbe avuto contatti prima di morire con il marito per l’amica, non è escluso possa essere servito per chiarire alcuni elementi di cui lei era venuta a conoscenza prima di stare male.

Da chiarire inoltre dove fosse nascosta la ricina, sulla base di quanto trapela gli esperti tedeschi non ne avrebbero trovato traccia nei 131 reperti sequestrati in casa.

A fare il punto della situazione è l’inviato Vincenzo Rubano, che si trova davanti alla Questura di Campobasso: "Gli inquirenti non hanno più dubbi, il movente è passionale, ne hanno parlato ieri qui gli inquirenti con la Procuratrice di Larino. Successivamente è stata convocata Laura Di Vita, sentita questa mattina per circa tre ore. A lei hanno fatto domande legate alle frequentazioni della famiglia, soffermandosi soprattutto sul legame che lei aveva con Antonella. Secondo la ricostruzione dei poliziotti, le due non si parlavano da tempo, mentre Laura ha un ottimo rapporto con l’amica di infanzia di Gianni, sentita più volte. L’indagine è in evoluzione, sono intanto attesi gli esiti degli inquirenti tedeschi che stanno analizzando i reperti trovati in casa".

Gianluigi Nuzzi ci tiene però a raccontare un elemento riscontrato dall’inviato, che lavora a Pietracatella da tempo, lì vivono infatti le famiglie di Antonella e Gianni, ma stanno avendo un atteggiamento del tutto diverso. Il giornalista è andato infatti dal cugino dell’uomo, ma l’incontro è stato tutt’altro che tranquillo, l’uomo ha invitato il cameraman a non riprendere, per poi rispondere in maniera brusca, aggredendo l’inviato invitandolo ad allontanarsi: "Non sono c**i suoi, ti ho detto l’altra volta di non voler parlare con te, non mi devi riprendere, hai rotto i c**i".

Il conduttore ci tiene quindi a difendere il collega: "Può essere simpatico o antipatico, ma sicuramente porta a casa la notizia". L’accaduto lo spinge a fare un’ipotesi: "La tensione secondo me c’è perché iniziano a rompersi i muri del silenzio. La zia di Antonella, Giuseppina, non le manda a dire, per la prima volta parla di tradimenti: "Non auguro mai a nessuno una cosa del genere, perché veramente fa pensare e dici: ‘Ma che specie umana siamo diventati?’, viene da un profondo di cattiveria fuori dalla natura umana. Non esistono motivi per uccidere una persona. Gianni non ha detto né bugie né verità, non si è mai manifestato, lui è il perno principale della cosa, quindi... Perlomeno, se non è si deve difendere".

Alla donna viene quindi chiesto se ritenga giusto che gli inquirenti si concentrino sulla cerchia familiare legata alla famiglia Di Vita: "Lì è successa la cosa, non si può, poi certo il cerchio si allarga, però lì è partita la scintilla. Si mormorava di una presunta relazione di Gianni, ma fino a un certo punto, non abbiamo mai dato peso, perlomeno non lo manifestava nella famiglia, al di fuori non lo so, però da fuori non lo notavi".

L’avvocato Annamaria Bernardini De Pace avanza la sua ipotesi: "Ho sempre pensato che l’avvelenamento non fosse avvenuto a casa, ed effettivamente il servizio fatto dice che non hanno trovato traccia nei 131 reperti". L’inviato ci tiene però a fare una precisazione rispetto al servizio mandato in onda: "Volevo dire il contrario, non hanno comunicato ancora nessuna notizia sul veleno e i reperti, nemmeno in maniera informale alla Questura di Campobasso, nelle prossime ore dovrebbero però arrivare dei risultati. Ho un sacchetto identico a quello sequestrato in casa, c’è un’ipotesi, la ricina potrebbe essere stata portata in casa con una busta uguale a questa. Negli ultimi giorni sono state sentite tante persone di Pietracatella, qualcuna inizia a collaborare, hanno cominciato a raccontare i rapporti della famiglia con altre persone del paese".


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