Morte avvelenate con la ricina, un testimone legato ai Di Vita in Procura. "La sua identità segreta e i misteri nascosti nella borsa"
Importanti novità nel giallo di Pietracatella, come emerso a Dentro la Notizia giovedì 1° ottobre 2026, ascoltata una persona che ha chiesto il massimo riserbo sulla sua identità

Sono trascorsi ormai poco più di otto mesi dal giallo di Pietracatella, quello che ha portato alla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia avvelenate a fine dicembre con la ricina ma non è ancora stato possibile individuare chi sia il responsabile. Le indagini proseguono a ritmo incessante, nonostante si sia pensato di essere vicini a una svolta, che non è però mai arrivata, "Dentro la Notizia" ha così deciso di fare il punto della situazione nella puntata di oggi, giovedì 1° ottobre 2026.
Morte avvelenate con la ricina, puntata 1 ottobre 2026: cosa è successo
Gianluigi Nuzzi annuncia subito una novità rilevante, che potrebbe essere la dimostrazione di come gli inquirenti non stiano agendo a caso: è stata infatti sentita ieri per due ore presso la Questura di Campobasso una persona su cui i magistrati hanno scelto di mantenere una protezione assoluta. Lui è un uomo, ma non si sa niente di più, gli inviati presenti non l’hanno nemmeno visto.
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Entra nel canale WhatsAppIl testimone sarebbe entrato e uscito da una porta posteriore, segno evidente di mantenere il massimo riserbo sull’accaduto e sulla sua identità. Secondo alcune indiscrezioni, si tratterebbe di qualcuno molto vicino alla famiglia Di Vita, non si esclude possa rivelare qualche dettaglio importante in merito alla borsa di Antonella ritrovata nello studio del marito Gianni e sequestrata pochi giorni fa nel corso di una perquisizione. L’accessorio potrebbe avere un ruolo chiave nell’inchiesta, anche se non si sa perché si trovasse lì, quando vi sia arrivata e dove si trovasse prima. All’interno potrebbe esserci stato il vettore della ricina? Si era ipotizzato che questo potesse essere una delle borracce usate dalla donna scomparsa, una bianca e una nera, sequestrate presso l’abitazione, ma che lei era solita portare in ufficio per utilizzarle durante le giornate di lavoro. Chi indaga sembra essersi ormai concentrato sulla pista passionale, ci si sta quindi focalizzando sui rapporti personali, con un’attenzione particolare per quelli che riguardano la donna, per questo non vengono trascurare le diverse pen drive e il computer prelevati per essere analizzati.
A provare a dare ulteriori dettagli sul testimone misterioso è l’inviato Vincenzo Rubano, che si trova a Campobasso: "E’ un mistero, sarebbe arrivato ieri sera in Questura, dove sarebbe entrato da un ingresso secondario. Noi abbiamo saputo un’indiscrezione, si tratterebbe di un amico di un’amica della famiglia Di Vita, lui avrebbe chiesto agli inquirenti la massima riservatezza, sarebbe un uomo sposato, che ha voluto evitare l’ingresso dalla parte centrale. La sua audizione è ritenuta molto importante, lui conosce la famiglia Di Vita, ma anche alcune donne che conoscono Gianni Di VIta, è rimasto all’interno per circa due ore. Non sappiamo il contenuto dell’audizione, gli inquirenti stanno ora sicuramente indagando sulle ultime ore di Antonella Di Ielsi, cercando di capire quali siano le persone che l’hanno incontrata o che hanno avuto rapporti con lei, soprattutto in quello studio del marito che si trova di fronte all’abitazione sequestrata, dove ogni mattina si recava anche lei portando con sé una busta blu, adesso sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti, dove spesso c’era la sua borraccia. Ora è sotto esame da parte della polizia tedesca".
Gianluigi Nuzzi ricorda un dettaglio emerso recentemente, Antonella avrebbe incontrato in studio un uomo il 22 dicembre, non appena la figlia si è sentita male Di Vita sarebbe però rimasto per sei ore a casa insieme alla moglie prima del suo nuovo ricovero. ll conduttore si chiede se in questi dialoghi possa essere emerso qualcosa che ha poi fatto precipitare le cose, su questo risponde la psicologia e criminologa Gabriella Marano: "E’ possibile, così può essere che siano state recuperate informazioni dagli ultimi sequestri, anche il nome di questo personaggio potrebbe essere emerso da lì. La borsa potrebbe essere la fotografia di quanto fatto da Antonella negli ultimi tempi, prima del suo malessere, potrebbe avere portato a scoprire i suoi ultimi appuntamenti, le persone che ha visto, cosa ha fatto".
Sono nel frattempo partite oggi le analisi di pen drive e computer prelevati da Di Vita insieme alla polizia, poi portate in Questura. L’inviato rivela inoltre di avere avuto modo di parlare con Gianni, lo ha trovato provato, ma ha ribadito la sua innocenza, oltre a sottolineare di non fidarsi troppo dei giornalisti, lui ha poi chiuso il discorso: "Ho da fare, devo andare a trovare Sara e Antonella al cimitero".
