Mortal Kombat torna al cinema e sbanca il botteghino, ma negli anni '90 fu un mezzo disastro: violenza inaudita, proteste e rischio censura

Dai videogiochi censurati negli anni ’90 fino al ritorno sul grande schermo con Mortal Kombat II: la storia del franchise che ha rivoluzionato la cultura pop

Andrea Aurora

Andrea Aurora

SEO Specialist – Copywriter

SEO Specialist appassionato di cinema, tecnologia, collezionismo e cultura Pop. Amo unire analisi e creatività per raccontare storie digitali uniche.

Con l’arrivo nelle sale di Mortal Kombat II, torna sotto i riflettori uno dei franchise più iconici e controversi della cultura pop degli ultimi trent’anni. Un brand nato nei primi anni ’90 quasi per caso e diventato, nel tempo, un vero e proprio universo. Proprio a questa trasformazione è dedicato il nuovo video di approfondimento pubblicato online, che ripercorre la storia di Mortal Kombat tra censura, cinema e rivoluzioni videoludiche.

Da fenomeno arcade a simbolo della violenza nei videogiochi (indirettamente ha dato il via alla creazione del sistema di classificazione ESRB), Mortal Kombat ha attraversato epoche, generazioni e piattaforme riuscendo sempre a reinventarsi. Il video analizza proprio questa evoluzione, partendo dalle origini del progetto creato da Ed Boon e John Tobias fino ad arrivare ai moderni reboot cinematografici.

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