Morbo K, applausi a Giacomo Giorgio e pioggia di critiche alla trama troppo romanzata: "Finale discutibile"
Gli ultimi due episodi della miniserie di Rai 1 hanno spaccato il pubblico: "Mi chiedo perché romanzare una storia vera".

La seconda e ultima puntata di Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero, ha diviso i social. Se i primi due episodi sono stati un’ovazione all’unisono per trama, performance dei protagonisti e l’ultima interpretazione di Antonello Fassari, ieri sera, mercoledì 28 gennaio 2026, la miniserie di Rai 1 non ha convinto tutti. Sebbene qualche critica non sia mancata neppure nell’appuntamento di lunedì, con telespettatori che hanno trovato poca rappresentanza dei fascisti, la polemica maggiore è scattata ieri sera sui social. A far discutere è stata la trama ritenuta troppo romanzata, soprattutto visto che si trattava di una storia vera, e poi in molti hanno storto il naso per la scelta di far morire il professor Prati, interpretato da Vincenzo Ferrera: il personaggio che nella realtà fu il primario dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma, Giovanni Borromeo, visse infatti fino al 1961.
Social divisi sul finale di Morbo K: "Il vero dottor Borromeo mica è crepato così"
L’ultima puntata della miniserie Morbo K ha spaccato i social. Oltre ai tantissimi complimenti agli attori, specie all’ultima interpretazione di Antonello Fassari e al grande talento dimostrato da Giacomo Giorgio, i telespettatori hanno criticato apertamente i due episodi finali. La polemica è scattata per la scelta di romanzare la trama di quella che è a tutti gli effetti una storia vera: far morire il dottor Prati, quando nella realtà Giovanni Borromeo è vissuto fino al 1961, così come Silvia che lascia il convento dove si trovava al sicuro con il fratellino, per cercare i genitori e finire anche lei deportata, sono alcune delle scene che non sono piaciute al pubblico.
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Entra nel canale WhatsAppSu X tantissimi i commenti: "Ma il vero dottor Borromeo mica è crepato così, è vissuto fino al ‘61", "Poco verosimile purtroppo la storia finale di Silvia che lascia il convento, un posto sicuro anche per il fratellino che le ha affidato la madre, lascia Pietro e il loro amore… per andare a cercare i genitori in quell’ inferno e buttarsi tra le braccia dei nazisti.. Bah", "#morbok potevano fare un elogio migliore alla memoria del dottor Borromeo, meritava di più per quello che ha fatto nella sua vita e do come ha salvato quelle persone, hanno romanzato troppo una storia realmente accaduta", "Capisco il romanzare per rendere più appetibile la trama al pubblico generalista ma perché la scelta di far morire Borromeo quando nella realtà morì almeno venti anni dopo e non rendere giustizia davvero alla persona che è stato?", "Mi chiedo perché romanzare una storia vera", "Finale discutibile come molte altre scelte della sceneggiatura, in primis fare morire il primario sul finale discostandosi totalmente dalla verità storica".
