Morbo K, lacrime per Antonello Fassari e polemica per la trama che 'censura' il fascismo: "Dove sono"
Tra la commozione per l'ultima interpretazione dell'attore, anche qualche critica alla trama: "Non c’è molta rappresentanza dei fascisti".

La prima puntata di Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero, è stata un successo sui social. La miniserie in due puntate racconta l’incredibile e astuto gesto del dottor Giovanni Borromeo e dei sui colleghi per salvare decine di ebrei dalla deportazione nei campi di concentramento tedeschi, e quindi da morte certa. Si tratta di una storia vera, accaduta nella Roma del 1943 all’ospedale Fatebenefratelli, dove il primario (interpretato da Vincenzo Ferrera nel ruolo del professor Prati) escogitò un piano per mettere in salvo tantissime vite dall’orrore dell’Olocausto: il medico e il suo team inventarono una nuova malattia, il Morbo K, che aveva colpito numerosi pazienti, con la speranza che i tedeschi desistessero dal loro compito per paura di essere contagiati. I primi due episodi, in onda ieri sera su Rai 1, hanno colpito ed emozionato il pubblico: tantissimi i complimenti per la trama, per l’interpretazione dei protagonisti, specie Giacomo Giorgio nei panni di Pietro, e grande commozione per Antonello Fassari e la sua ultima apparizione in Tv. Nonostante gli applausi, però, non sono mancate le polemiche.
Morbo K, social in lacrime per Antonello Fassari e polemica sul fascismo: "Non è rappresentato"
I primi due episodi della miniserie Morbo K hanno convinto il pubblico. Sui social sono stati centinaia i complimenti per la trama e per gli attori protagonisti. Dai commenti entusiasti per Giacomo Giorgio a quelli commossi per Antonello Fassari, nella sua ultima apparizione sul piccolo schermo: "Antonello, grazie per l’ultima lezione di umanità. Lacrime infinita per te", "Quanto manchi", "Che tristezza pensare che non c’è più", "La prima parte de #MorboK finisce con la scritta: ‘Alla memoria di Antonello Fassari’ indicandone la sua ultima interpretazione; toccante", si legge su X mentre anche Giorgio ha voluto rendere omaggio all’attore con una storia sul suo profilo Instagram.
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Entra nel canale WhatsAppTra plausi e complimenti, però, anche una piccola polemica da parte di chi non ha trovato nella trama la giusta rappresentazione (e responsabilità) dei fascisti durante i rastrellamenti di Roma: "Fiction molto bella che racconta la storia di un vero eroe. Effettivamente, però, le responsabilità degli italiani fascisti non sono molto rappresentate…", "Effettivamente è vero che non c’è molta rappresentanza dei fascisti", "Ricordiamoci però che noi italiani mica eravamo succubi dei tedeschi, anzi… non diamo sempre e solo la colpa a loro", "#MorboK ma i fascisti che avevano preparato le liste degli ebrei nel 1938, cinque anni prima, dove sono? Sono spariti? Un falso storico enorme".
Per altri, invece, si tratta di una polemica sterile: "Fascisti c’erano? Si. Si sono visti? Si. Erano contro gli ebrei contro cui avevano promulgato le leggi razziali? Si. Si è visto? Si. Duce nominato? Sì. Quindi di cosa stiamo parlando, e perché di questo invece della fiction, che parla di male vero, e di eroismo vero?", "Questa dei fascisti che nn si vedono è una polemica inutile. Si capisce che ci sono. La citta è sotto assedio. La gente ha paura, c è il coprifuoco, in " la zona di interesse" non si vede un ebreo eppure il film nn ha meno spessore…".
