Menendez, svolta clamorosa nella storia che Netflix ha riportato sotto i riflettori: la libertà per i fratelli Lyle ed Erik ora è più vicina

Dopo la condanna per l’omicidio dei genitori, i fratelli Lyle ed Erik Menendez vedono avvicinarsi la libertà: l’udienza è stata anticipata al marzo 2027.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Quasi quarant’anni dopo il delitto che sconvolse Beverly Hills, il nome dei fratelli Menendez torna al centro del dibattito. Lyle ed Erik, condannati per l’omicidio dei genitori, vedono riaprirsi una possibilità che sembrava impensabile: quella di lasciare il carcere. A riportare il caso sotto i riflettori è stata anche Netflix, con la serie Monsters: La storia di Lyle ed Erik Menendez, che ha diviso l’opinione pubblica sulle responsabilità dei due fratelli e sugli abusi da loro denunciati. Ora una nuova udienza potrebbe segnare un altro passaggio decisivo verso la libertà. Di seguito, tutti i dettagli.

Fratelli Menendez, l’udienza del 2027 e la possibilità di libertà dopo 35 anni di carcere

Dopo quasi quarant’anni di prigionia, Lyle ed Erik Menendez potrebbero presto tornare in libertà. I due fratelli hanno ottenuto un’udienza anticipata per la libertà condizionale, provvisoriamente fissata per il marzo 2027. Una notizia che ha riacceso l’attenzione mondiale su uno dei casi giudiziari più famosi e controversi della storia americana, già tornato prepotentemente sotto i riflettori grazie alla serie Netflix Monsters, firmata da Ryan Murphy. È iniziato tutto il 20 agosto 1989 quando, dopo una telefonata agghiacciante arrivata alla polizia di Beverly Hills, vennero trovati i corpi senza vita di José Menendez e Louise "Kitty" Andersen all’interno della loro villa. A ucciderli, un fucile a pompa che con svariati colpi sparati da vicinissimo aveva massacrato i corpi delle due vittime dentro le mura della loro casa lussuosa. Dopo qualche mese di indagine senza veri sospetti, anche con una pista sulla possibilità di un omicidio di firma mafiosa collegato al lavoro del padre, furono arrestati i figli, che avevano ai tempi 18 e 21 anni. L’arresto arrivò dopo che l’amante del loro psicologo rivelò alla polizia l’esistenza di alcuni nastri in cui il terapista aveva registrato la confessione di Erik.

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Dopo diverse versioni dei fatti, i fratelli Menendez sostennero di aver agito per proteggersi dagli abusi subiti in famiglia. I primi processi non portarono a un verdetto definitivo, mentre nel 1996 furono nuovamente giudicati. La limitazione delle prove riguardanti gli abusi influì sul procedimento e portò alla loro condanna per omicidio di primo grado, con due ergastoli da scontare senza possibilità di libertà condizionale. L’udienza di marzo 2027 è stata anticipata di oltre un anno rispetto alla data precedente grazie a una disposizione della Proposition 9, una legge del 2008 che consente di anticipare l’udienza in caso di nuove circostanze o informazioni.

Monsters: La Storia i Lyle ed Erik Menéndez, la serie Netflix che ha riportato l’attenzione sul caso

Anche su questo caso, Ryan Murphy ha diretto Monsters: La storia di Lyle ed Erik Menendez, con protagonisti Nicholas Alexander Chavez e Cooper Koch nei panni dei due fratelli, affiancati da Javier Bardem, Chloë Sevigny e Nathan Lane. La serie è la seconda stagione del format antologico ideato da Murphy e Ian Brennan, che aveva già esplorato il caso del serial killer Jeffrey Dahmer nel primo capitolo. La serie ha suscitato diverse reazioni contrastanti. Erik Menendez l’ha definita un insieme di "bugie manifeste" e ha criticato la rappresentazione di suo fratello Lyle come "rovinosa", in una dichiarazione rilasciata dalla sua prigione tramite la moglie.

Ben 24 familiari dei due fratelli avevano già preso le distanze dal racconto di Murphy, definendolo "un incubo seriale fobico, disgustoso e anacronistico, non solo pieno di falsità e menzogne evidenti, ma che ignora le recenti rivelazioni scagionanti". Nel 2023, il caso era stato riaperto grazie a nuove prove, tra cui la testimonianza di abusi da parte di José subiti da una persona esterna alla famiglia.


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