Miriam Leone svela il segreto del suo immenso successo: la scelta che l'ha portata dal sogno alla consacrazione
Dal palco del Taormina Achievement Award, l'attrice racconta come la curiosità, lo studio e la voglia di partire l'abbiano trasformata in una star del cinema.

Tornare nella propria terra ha sempre un sapore diverso, lo sa bene Miriam Leone, che a Taormina ha ritirato l’Achievement Award davanti al mare che l’ha cresciuta. Ma il discorso dal palco è andato ben oltre i ringraziamenti di rito: l’attrice catanese ha condiviso la visione che guida ogni sua decisione, dentro e fuori dal set. Una filosofia fatta di preparazione, curiosità e libertà interiore che spiega, forse meglio di qualsiasi curriculum, perché il suo nome continua a essere tra i più autorevoli in Italia.
Miriam Leone riceva il Taormina Achievement Award: "Non si sa mai dove può portarti la vita"
Miriam Leone, dal palco del Taormina Achievement Award, dove è stata premiata, ha ripercorso alcune tappe fondamentali della sua carriera. Nata a Catania nel 1985 e vincitrice di Miss Italia 2008, l’attrice ha ricordato con emozione il legame con la Sicilia e gli inizi del suo percorso professionale. In un’intervista all’Ansa ha dichiarato: "È emozionante ritornare dove ho mosso i primi passi, fatto le prime nuotate. Qui sento a casa, e tornare nella propria terra ha sempre un sapore diverso". Ha poi raccontato come la vittoria a Miss Italia le abbia aperto molte porte, ricordando l’incontro con Susan Strasberg, che le assegnò una borsa di studio per approfondire il metodo dell’Actors Studio. Riflettendo sugli inizi della sua carriera, ha spiegato: "Miss Italia mi ha dato immediatamente la possibilità di lavorare. Per fortuna avevo già la valigia pronta: non si sa mai dove può portarti la vita", sottolineando però anche l’importanza della preparazione: "Bisogna leggere, guardare cinema, studiare. Non per avere successo o diventare famosi, ma per essere pronti quando arriva l’occasione".
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Entra nel canale WhatsAppL’attrice ha poi collegato questi temi al suo ultimo lavoro cinematografico, Le cose non dette di Gabriele Muccino, spiegando il valore del cambiamento di prospettiva: "Per me spostare lo sguardo ha a che fare con la libertà interiore. È qualcosa che solo noi possiamo concederci". E ha aggiunto: "Lo spostamento dello sguardo non è un viaggio reale: è un viaggio metaforico e metafisico dentro noi stessi".
Miriamo Leone, la passione per il cinema e i ruoli che le hanno lasciato un segno
Parlando della sua passione per il cinema, ha ricordato come questa sia nata fin da bambina grazie ai racconti di famiglia e alle sue prime esperienze con la recitazione e la lettura: "È una cosa davvero strana. Nel film ‘Kaos’ dei fratelli Taviani c’era un bambino piccolissimo, una comparsa che era però un mio parente e in famiglia raccontavano spesso di questa cosa. A me sembrava famosissimo e così il cinema è entrato un po’ nella mia vita e nella mia famiglia. Io intanto facevo spettacoli da sola, leggevo libri in casa, recitavo testi di Pirandello e Camilleri." Infine, ha indicato i tre ruoli a cui è più legata: "Sono tre. Il primo è Veronica Castello in ‘1992’, perché mi ha fatto capire che una passione poteva diventare un mestiere, il secondo è una serie che ho girato con Giuseppe Gagliardi, ‘Non uccidere’, un thriller completamente diverso da tutto ciò che avevo fatto fino a quel momento e infine il terzo è certamente Eva Kant. Quel personaggio mi ha insegnato tantissimo e continua a rappresentare una parte importante del mio percorso".
