Miriam Leone dà voce a un evento eccezionale: sarà lei a svelare i misteri di Lucio Fontana, ma solo per pochissimi giorni
L'attrice siciliana è la voce narrante del documentario diretto da Andrea Bettinetti, al cinema per un evento speciale dal 25 al 27 maggio

Andrea Bettinetti dirige Lucio Fontana, The Final Cut, un documentario sulla vita dell’artista argentino, ma naturalizzato italiano, con Miriam Leone come voce narrante. Arricchito dal contributo di di artisti internazionali come Doug Wheeler, Antony Gormley, Carsten Holler e Alfredo Jaar, il documentarioalterna racconto biografico e riflessione critica, mettendo in luce il contesto, le influenze e l’impatto duraturo di Fontana sulla scena artistica internazionale. Lucio Fontana, The Final Cut sarà al cinema per un evento speciale dal 25 al 27 maggio 2026.
Miriam Leone voce narrante del documentario su Lucio Fontana
Un artista unico, che ha saputo rivoluzionare il concetto di spazio e di materia, lasciando capolavori di incredibile bellezza e strutturando i concetti dello Spazialismo. Questo è stato Lucio Fontana, scomparso il 7 settembre 1968 all’età di 80 anni. E questo vuole raccontare Andrea Bettinetti nel documentario Lucio Fontana, The Final Cut, titolo che gioca mescolando il gergo tipicamente cinematografico con il rimando ai celebri tagli nelle tele di Fontana. A raccontare la vita dell’artista ci pensa Miriam Leone nelle vesti di voce narrante.
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Entra nel canale WhatsAppRealizzato in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, il film offre uno sguardo completo e internazionale, intrecciando testimonianze di artisti ed esperti con materiali d’archivio, spesso inediti, e immagini delle sue opere nei principali musei e collezioni. Lo spettatore è accompagnato in un viaggio attraverso i luoghi chiave della vita dell’artista, da Comabbio alla Milano del dopoguerra, fino all’Argentina, tra Rosario e la Scuola di Belle Arti di Buenos Aires. Restituisce così il ritratto di una personalità eclettica e visionaria, capace di spaziare tra scultura, ceramica, ambienti e, appunto, celebri "tagli".
Un racconto evocativo più che descrittivo
Nelle note di regia, Andrea Bettinetti spiega di aver voluto costruire un film "multidisciplinare", capace di passare dall’arte alla fisica, dall’architettura alla spiritualità. Il documentario cerca il più possibile di evitare un tono accademico, preferendo una narrazione più sensoriale ed emotiva. Le opere vengono riprese su sfondi neri, illuminate da neon mobili che ne enfatizzano i dettagli tridimensionali e la profondità materica.
La voce di Miriam Leone viene usata in contrapposizione alle registrazioni originali di Fontana e alla storica intervista rilasciata nel 1967 alla critica Carla Lonzi. Lucio Fontana, The Final Cut non è soltanto un documentario biografico. È anche il ritratto di un uomo che ha avuto il coraggio di fare qualcosa di semplicissimo e radicale: tagliare una tela per immaginare ciò che esiste oltre. Ed è forse il motivo per cui, ancora oggi, a distanza di quasi 60 anni dalla sua morte, quei tagli continuano ancora a dividere e affascinare.
