Ore 14 dopo Milo Infante, volata tra Sottile, Timperi e Giletti. E lui spiega l’addio: “Ecco come mi ha convinto Pier Silvio”
Il conduttore di Ore 14, dopo il passaggio clamoroso a Mediaset, lascia un vuoto che Viale Mazzini è obbligata a riempire in fretta. E svela il motivo della sua scelta.

Milo Infante ha scelto di cambiare ‘maglia’ dopo 23 anni di Rai, e il suo passaggio in Mediaset è uno di quei movimenti che ridisegnano, in un colpo solo, due palinsesti interi. Da un lato c’è il giornalista che si dice convinto dall’immediata fiducia espressa da Pier Silvio Berlusconi, dall’altro c’è una Rai costretta ad aprire il cassetto delle idee, per capire chi prenderà in mano Ore 14. Uno dei pochi veri successi strutturati di Rai 2 nell’ultimo anno. Ecco di seguito tutti i dettagli.
Perché Milo Infante lascia la Rai (e cosa farà a Mediaset)
Intervistato da Libero Quotidiano, Milo Infante ha riassunto così la ‘scintilla’ che lo ha spinto verso Cologno Monzese: "L’immediata fiducia che il presidente Pier Silvio Berlusconi e il direttore Crippa hanno riposto in me. Per cui il primo vero impegno sarà ripagare questa fiducia offertami assieme alla grande". Non solo parole, dunque, ma una proposta concreta: entrare come condirettore di VideoNews – la struttura che presidia talk, approfondimenti e news Mediaset – al fianco di Siria Magri, e lavorare direttamente sulle strategie editoriali e sull’evoluzione dell’offerta informativa del gruppo.
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Entra nel canale WhatsAppPer chi ha passato oltre due decenni in Rai, la scelta non è stata ovviamente indolore. Sono stati 23 anni di ‘militanza’ vera in Viale Mazzini, dall’ingresso nel 2003 dopo l’esperienza da vicedirettore di TeleLombardia e direttore di Antenna 3, al successo recente di Ore 14. "Sto ricevendo centinaia di messaggi", ha sottolineato Infante a Libero Quotidiano, "dai conduttori, dalle star di Rai 1, dai colleghi delle produzioni, sono tutti dispiaciuti e questa cosa mi ha colpito. Non mi aspettavo davvero così tanto affetto".
Oltre alla condirezione di VideoNews, nei corridoi Mediaset si parla di una possibile prima serata di cronaca, forse su Canale 5, e di un progetto in seconda serata che l’azienda aveva da tempo nei radar. Il suo ingresso non dovrebbe invece toccare i ‘totem’ di Gianluigi Nuzzi, né Quarto Grado né Dentro la Notizia.
Intanto, lui stesso ha fatto capire che una parte della squadra di Ore 14 potrebbe seguirlo, ma ha anche insistito sul fatto che il primo passo sarà integrarsi con pazienza e umiltà "nella straordinaria squadra Mediaset", certo di trovare tutte le professionalità necessarie.
Chi può sostituire Infante a Ore 14
Se per Mediaset l’operazione è un potenziamento, per la Rai si tratta di una perdita notevole. Ore 14 e la sua versione serale, Ore 14 Sera, avevano fatto volare gli ascolti di Rai 2, intercettando il pubblico affamato di crime e attualità, complice anche la lunga coda del caso Garlasco. Chiudere il programma appare improbabile: troppo forte il marchio, troppo evidente la domanda per quel tipo di racconto.
Da qui il totonomi. Il candidato più caldo, al momento, sarebbe Salvo Sottile: giornalista con una lunga esperienza nel racconto della nera e oggi volto Rai 3 con FarWest. Per formazione e tono, rappresenterebbe certamente la continuità più naturale con il lavoro di Infante.
Ma non è l’unica ipotesi. Nel risiko delle conduzioni spunta anche Massimo Giletti, da poco rientrato in Rai con Lo Stato delle Cose su Rai3 e protagonista di un lungo negoziato sul proprio futuro interno. La poltrona di Ore 14, magari affiancata da una nuova prima serata, potrebbe essere la casella giusta per accompagnare il suo ultimo capitolo in azienda.
C’è poi la suggestione Tiberio Timperi, che porterebbe a una virata più netta verso l’intrattenimento. Secondo alcune ipotesi avanzate da Repubblica, quello spazio potrebbe diventare un contenitore più ‘morbido’, in competizione diretta con il daytime di Rai 1 (La volta buona): meno true crime, più talk e costume, quindi, sfruttando la familiarità di Timperi con il pubblico della mattina.
Infine, la carta giornalisti dei TG. In quest’ottica, Ore 14 resterebbe un presidio di attualità pura, affidato a volti istituzionali come Alessio Zucchini, Francesco Giorgino o Gianluca Semprini, tutti con esperienza sia di mezzobusto sia nella conduzione di programmi di approfondimento. Sarebbe una scelta di continuità sul versante giornalistico, ma meno ‘autoriale’ rispetto al modello Infante.
