Milo Infante, bordata a Ranucci e gelo con Sottile: "Non è il mio interlocutore". Il passaggio a Mediaset crea tensioni
Dopo l’addio alla Rai e il debutto a Mediaset, Milo Infante torna sulle tensioni che hanno accompagnato la sua uscita dal servizio pubblico e commenta i suoi ex colleghi.

L’addio alla Rai sembra ormai appartenere a una fase chiusa della carriera di Milo Infante, ma alcune questioni rimaste aperte continuano a tornare al centro del dibattito. In una lunga intervista al Corriere della Sera, il giornalista ha ripercorso il passaggio a Mediaset, spiegando di non provare nostalgia per l’azienda che lo ha accompagnato per oltre vent’anni, e ha affrontato anche due nomi particolarmente legati alla sua esperienza televisiva recente: Sigfrido Ranucci e Salvo Sottile. Su entrambi, Infante ha scelto parole molto nette, pur con sfumature profondamente diverse.
Milo Infante rompe il silenzio contro la Rai
Il giornalista ha innanzitutto raccontato di aver lasciato la Rai con un sentimento di affetto, ma senza rimpianti, sostenendo che l’azienda avrebbe potuto fare di più per convincerlo a restare. "Io credo che se un’azienda vuole trattenere qualcuno, ha gli strumenti per farlo. Da dirigente Mediaset, se qualcuno dei miei dovesse dirmi me ne vado, potrei fare qualcosa evitarlo. Questo è stato fatto nei miei confronti? Ecco, non direi".
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Entra nel canale WhatsAppIl caso di Sigfrido Ranucci e il "tradimento"
Nell’intervista però il conduttore trova posto anche per Sigfrido Ranucci e la vicenda che ha portato alla sua uscita da Report. Infante ha affrontato il tema partendo dal rapporto tra il giornalista e Luigi Lavitola, sottolineando quanto, per chi svolge il mestiere dell’informazione, siano importanti anche le frequentazioni personali: "Per noi giornalisti è importantissimo sapere con chi ti attovagli. E non intendo solo con chi vai a cena, ma con chi condividi sentimenti di amicizia".
Poi arriva il giudizio più duro, accompagnato però da una precisazione sulla responsabilità personale di Ranucci. "Ma per quello che mi riguarda, per me Ranucci è stato tradito: aveva riposto la fiducia nella persona sbagliata". Infante riconosce dunque che il collega potrebbe essere stato vittima di una scelta sbagliata, ma ritiene comunque che avrebbe potuto adottare una strategia diversa per proteggere il programma: "Detto questo, fossi in lui forse non un passo indietro ma uno di lato per il bene di Report lo avrei fatto".
La distanza da Salvo Sottile
Ancora più gelida è invece la posizione nei confronti di Salvo Sottile, oggi alla guida del nuovo Ore 14, il programma che per anni ha rappresentato uno dei principali appuntamenti professionali di Infante. Alla domanda se guarderà la nuova versione della trasmissione, la risposta è secca: "No, non lo guarderò ma anche perché a quell’ora spero di essere finalmente seduto a tavola, a pranzo". Infante precisa di non voler trasformare la questione in una guerra personale, ma chiarisce immediatamente la propria distanza: "Con Sottile da parte mia non c’è nessun tipo di polemica ma, senza offesa, non è il mio interlocutore". E aggiunge: "Sottile pensi e dica quello che vuole".
Nel frattempo, Infante guarda avanti. Il debutto con Ore 11 e Verità Nascoste ha superato le aspettative iniziali del giornalista, che ora si prepara alle nuove sfide televisive. L’obiettivo è dimostrare che il suo modo di fare cronaca può funzionare anche lontano dalla Rai.
