Zarrillo incorona Sal Da Vinci: “Io e lui negli Usa, mi ha commosso”. E svela come Pippo Baudo cambiò il suo capolavoro a Sanremo

Michele Zarrillo si racconta a trent'anni dall'uscita di uno dei suoi pezzi più importanti e dice la sua su Sal Da Vinci. Poi la rivelazione su Pippo Baudo

Massimo Santalucia

Massimo Santalucia

Content Editor

Nato una domenica del 1989, scrivo di sport, TV, musica e cultura. Sto lavorando al mio primo romanzo.

Michele Zarrillo
IPA

A trent’anni da uno dei brani più intensi e rappresentativi della sua carriera, Michele Zarrillo torna a portare in tour "L’elefante e la farfalla", il pezzo con cui nel 1996 conquistò il pubblico del Festival di Sanremo. Un anniversario speciale che il cantautore romano celebrerà anche martedì sera al Teatro Brancaccio, ripercorrendo una pagina fondamentale del suo percorso artistico. Quella del 1996 fu la settima partecipazione di Zarrillo al Festival, ma rappresentò soprattutto il momento della definitiva consacrazione dopo il successo ottenuto due anni prima con "Cinque giorni", entrata stabilmente nel cuore del pubblico e nelle classifiche italiane. Nel corso di un’intervista al Messaggero l’artista ripercorre alcune tappe fondamentali del suo percorso e dice la sua sul collega e amico Sal Da Vinci.

Michele Zarrillo incorona Sal Da Vinci: "Mi ha commosso"

Tra i momenti più emozionanti dell’ultimo Festival di Sanremo per Michele Zarrillo c’è stato senza dubbio il ritorno sul palco dell’Ariston accanto a Sal Da Vinci, con cui nella serata delle cover ha interpretato "Cinque giorni". Un rapporto nato lontano dall’Italia e diventato negli anni una solida amicizia. "Una bella amicizia, nata un paio d’anni fa negli Usa. Facevamo entrambi parte del cast di una serata organizzata per i nostri connazionali, ospitata in un casinò. Alle prove Sal si mise al pianoforte e cantò Sulo pe’ parlà di Pino Daniele, una delle mie canzoni preferite. Mi commosse". Da quel momento i due artisti non si sono più persi di vista. Quando Sal Da Vinci ha invitato Zarrillo al Festival, la risposta è stata immediata: "Quando all’inizio dell’anno mi ha invitato al Festival per cantare con me Cinque giorni gli ho risposto: vengo anche a piedi" Il cantautore romano ha poi speso parole importanti per il collega napoletano, elogiandone il percorso artistico e umano: «È un professionista che si è sudato ogni centimetro del percorso che lo ha portato dove è oggi». Poi il giudizio sul successo di "Per sempre sì": "È destinata a rimanere: è una canzone con una grande melodia, che ti entra in testa e non esce più"

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Michele Zarrillo e Il consiglio di Pippo Baudo che cambiò "L’elefante e la farfalla"

Sempre nel corso dell’intervista rilasciata al Messaggero, Zarrillo racconta cosa c’è dietro il successo de "L’elefante e la farfalla" e quell’intuizione decisiva del mitico Pippo Baudo, allora direttore artistico del Festival di Sanremo. Michele Zarrillo ha ricordato come il celebre conduttore contribuì a modificare uno dei passaggi più importanti del brano. "Gli feci ascoltare un provino della canzone, intenzionato a tornare in gara al Festival di Sanremo, di cui lui era direttore artistico. Era una versione basilare, con la voce, il pianoforte e un tappetino d’archi. Mi disse che voleva raggiungermi in studio per ascoltare la versione finale". L’incontro avvenne nella sala d’incisione di via della Giuliana a Roma. Dopo aver ascoltato il pezzo, Baudo diede a Zarrillo un suggerimento destinato a cambiare la struttura della canzone: "Mi disse: "lo special", cioè la parte tra le strofe e il ritornello, "Veramente bellissimo, un capolavoro. Dovresti riprenderlo, anziché cantarlo solo una volta". Fu sua l’idea di riprendere quel motivetto alla fine del pezzo". Un ricordo ancora vivido per il cantautore romano, che oggi guarda a Baudo con grande riconoscenza: "Era un direttore artistico vero, oltre che un grande musicista".


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