Michael Caine non ha dubbi: "Prendete i soldi, anche se è spazzatura". L'appello ai giovani attori
Il britannico, due volte Premio Oscar, tramanda la sua filosofia, per cui ogni ruolo è buono purché non si smetta di lavorare

In oltre 7 decenni di carriera, Michael Caine, tra gli attori britannici più amati e riconosciuti, ha lavorato sotto la direzione di giganti del cinema come Carol Reed, Otto Preminger, Joseph L. Mankiewicz, Vittorio De Sica, Robert Aldrich, Don Siegel o John Huston. Sul set ha condiviso la scena con veri e propri mostri sacri, tra cui Laurence Olivier, Sophia Loren, William Holden, Shirley MacLaine, Anthony Quinn, Henry Fonda, Sean Connery, Elizabeth Taylor e Peter Sellers. A ormai qualche anno dal suo ritiro ufficiale dalle scene, avvenuto il 13 ottobre 2023, durante una tavola rotonda organizzata dal The Hollywood Reporter, Michael Caine ha trasmesso la propria filosofia alle nuove generazioni, basata sul pragmatismo: accettare ogni ruolo, anche se il film fallisce.
Il pragmatismo di Michael Caine alle nuove generazioni di attori: "Accettate ogni ruolo"
"Prendete i soldi anche se fallite, anche se state girando spazzatura". Sir Michael Caine, pseudonimo di Maurice Joseph Micklewhite, non le manda a dire ai giovani attori che si affacciano al mondo del cinema. Il due volte Premio Oscar ha voluto trasmettere la propria filosofia di vita durante una tavola rotonda organizzata dal The Hollywood Reporter. Un concetto di grandissimo pragmatismo, che il leggendario attore ha subito approfondito. "L’errore più grande che commettono i giovani attori è pensare di dover apparire sempre e solo in un capolavoro. Andate avanti, fate qualsiasi maledetta cosa. Se fallirete, avrete comunque maturato esperienza e guadagnato bene. Il punto è che avevo un amico, di cui non farò il nome, che preferiva aspettare. Diceva sempre: ‘Non puoi farlo, sarà una schifezza’. Io gli rispondevo che dovevo imparare a essere un attore cinematografico. Lui replicava: ‘Io continuerò ad aspettare".
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Il discorso di Caine si è concluso con un’amara ma molto attuale riflessione: "Ha aspettato che lo chiamassero i grandi registi, sperando che ogni due anni qualcuno gli offrisse il ruolo della vita. Ma il lunedì mattina, quando finalmente si è trovato davanti alla macchina da presa, non aveva idea di cosa diavolo stesse facendo. Bisogna avere esperienza. L’esperienza bisogna guadagnarsela in qualche modo".
Una carriera con pochi eguali
Nel 2023 è uscito l’ultimo film della lunghissima carriera di Michael Caine, quel Fuga in Normandia, al fianco di Glenda Jackson e diretto da Oliver Parker, in cui il nativo di Londra interpretava il veterano Bernie Jordan. La sua filmografia vanta una carrellata di classici intramontabili, tra cui spiccano pellicole come Zulù (Cy Endfield, 1964), Alfie (Lewis Gilbert, 1966), Gli insospettabili (Joseph L. Mankiewicz, 1972), L’uomo che volle farsi re (John Huston, 1975), Quell’ultimo ponte (Richard Attenborough, 1977) o Fuga per la vittoria (John Huston, 1981).
In due circostanze la sua performance gli è valsa la più alta onorificenza distribuita dall’Academy, ovvero il Premio Oscar, per Hannah e le sue sorelle (Woody Allen, 1986) e Le regole della casa del sidro (Lasse Hallström, 1999), in entrambi i casi come migliore attore non protagonista. Recentemente era comparso in ben sette film del regista Christopher Nolan, tra cui la trilogia di Batman in cui ha vestito i panni del maggiordomo di Bruce Wayne, Alfred Pennyworth.
