"Salute mentale e pregiudizi": Micaela Ramazzotti parla di condivisione del dolore e del nuovo film da regista

L'attrice ha parlato del suo prossimo film al cinema e di come porti in scena un tema per lei importante, che ricorre in tutti i suoi lavori: la salute mentale

Anna Montesano

Anna Montesano

Web Editor

Web editor appassionata di cinema e TV, dopo la laurea in Lettere Moderne mi specializzo in Editoria e Giornalismo e trasformo la passione per la scrittura in un lavoro.

Micaela Ramazzotti porta la salute mentale al cinema col film Elena del Ghetto
Raiplay

Micaela Ramazzotti è stata tra le protagoniste del festival Marateale, ospitato come di consueto al Teatro sul Mare dell’Hotel Santavenere di Maratea. Durante l’evento, oltre a ricevere un premio, l’attrice ha raccontato il suo ultimo progetto cinematografico, Elena del Ghetto, parlando di un tema a lei molto caro: la salute mentale.

Micaela Ramazzotti ha portato al cinema il tema della salute mentale con una storia vera

Nel film interpreta Elena Di Porto, un personaggio realmente esistito nella Roma della Seconda Guerra Mondiale. Nel ghetto ebraico era conosciuta come "la matta di Piazza Giudia", ma in realtà era solo una donna coraggiosa, indipendente e molto più avanti rispetto al suo tempo: fumava, indossava i pantaloni, giocava a biliardo, si era separata ed era sempre in prima linea a battersi contro le ingiustizie. Proprio per questo suo rifiuto delle regole dell’epoca, la società finì per ritenerla "pazza" e fargliela pagare.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Il tema della salute mentale e dei pregiudizi che ancora lo circondano è estremamente caro alla Ramazzotti. Ricordando la storia di Elena Di Porto, l’attrice ha sottolineato come la donna, alla vigilia del rastrellamento del ghetto del 16 ottobre 1943, avesse cercato di avvertire tutti dell’arrivo dei nazisti, senza però essere creduta a causa delle sue precedenti uscite e dei ricoveri forzati: il suo essere lucidissima e libera veniva costantemente scambiato per follia.

Per l’attrice, il cinema è uno strumento fondamentale per abbattere questo stigma. D’altronde, il desiderio di affrontare un tema così delicato, da parte dell’attrice, si è manifestato anche nel fil che segna il suo esordio da regista: Felicità; ma anche nella commedia 30 notti con il mio ex (dove interpreta una donna che cerca di reinserirsi nella società dopo un periodo in una clinica psichiatrica) e in quasi tutti i ruoli che ha scelto. Per l’attrice, raccontare queste fragilità permette alle persone di immedesimarsi, condividere il dolore e sentirsi meno sole.

Micaela Ramazzotti: dagli esordi all’ultimo film al cinema

Ramazzotti, nel corso della chiacchierata, è tornata anche con la mente al passato, a quando aveva solo 18 anni e covava il sogno di fare cinema. Motivo per il quale, giovanissima, lasciò Ostia trasferirsi in centro, inseguendo con determinazione il suo sogno; determinazione che l’ha portata dov’è oggi.

Durante la serata si è infine parlato anche del futuro: Micaela Ramazzotti sta attualmente scrivendo il suo secondo film da regista insieme ad altre sceneggiatrici, prendendosi tutto il tempo necessario per fare un buon lavoro e guidata da una filosofia molto chiara: "Mi piace lavorare con donne forti e uomini gentili".


Potrebbe interessarti anche