Melania Trump, polemiche dure contro il suo film al cinema: “Fa la corte al marito”, ma il pubblico lo salva

Il documentario sulla moglie del Presidente USA è stato letteralmente demolito dalla critica cinematografica: diversa l’opinione del pubblico americano.

Debora Manzoli

Debora Manzoli

Scrittrice ed editor

Scrittrice, copywriter, editor e pubblicista mantovana, laureata in Lettere, Cinema e Tv. Ha due libri all’attivo e ama la scrittura alla follia.

La First Lady americana Melania Trump, moglie dell’attuale Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è tornata sotto i riflettori con un documentario autoprodotto che ha nettamente diviso critica e pubblico. Mentre i critici cinematografici professionisti hanno demolito il docu-film con giudizi impietosi e percentuali da record negativo, il pubblico americano ha invece risposto con entusiasmo, assegnando al film punteggi altissimi. Un fenomeno che fotografa perfettamente un Paese culturalmente spaccato e solleva grandi interrogativi sul vero obiettivo di un’operazione da ben 75 milioni di dollari: scopriamo di più.

Melania Trump, docu-film stroncato dalla critica: "Ritratto vergognoso"

Il docu-film di Melania Trump è ufficialmente uscito nelle sale cinematografiche sia in America che il Italia, e molto presto approderà anche sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video, che lo ha acquistato per la ‘modica’ cifra di 40milioni di dollari. Un documentario di cui la first lady va molto fiera nonostante, a qualche ora dalla sua uscita, sia stato letteralmente stroncato dalla critica americana con giudizi a dir poco spietati. Owen Gleiberman di Variety ha definito il progetto diretto da Brett Ratner "un ritratto così orchestrato, ritoccato e controllato che a stento raggiunge il livello di un infomercial vergognoso".

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Pungente e dritto al punto anche il commento del Decider che ha aggiunto: "Iniziare il tuo film con Gimme Shelter dei Rolling Stones e Billie Jean di Michael Jackson significa che sei una di queste tre cose: Martin Scorsese, Baz Luhrmann, o un idiota. Brett Ratner non è nessuna delle prime due. Tre settimane infinite nella vita di Melania, piena di viaggi e scarsa di responsabilità. Non c’è conflitto, non c’è dramma, non c’è niente. Il fascismo ama le sue vittorie preordinate e gli abiti di lusso".

Immancabile poi la recensione di The Wrap, che ha definito il docu-film di Melania Trump "un noioso pezzo di propaganda criminalmente superficiale". Molto duro anche il commento del The Guardian: "Il film è stato commissionato per fare la corte al marito di Melania, Donald Trump. Amazon ha pagato 40 milioni, chiamiamola pure una forma di protezione. Jeff Bezos ha molti interessi commerciali. C’erano solo altre due persone in sala". Infine, il sintetico commento del Daily Beast che non lascia spazio a interpretazioni: "Il documentario su Melania è terribile".

Il pubblico premia il docu-film di Melania Trump: 98% di gradimento

Nonostante il massacro della critica, il documentario ha debuttato con oltre 8 milioni di dollari, registrando la miglior apertura per un documentario degli ultimi dieci anni. Il contrasto tra l’opinione della critica e quella del pubblico è notevole: gli spettatori hanno infatti premiato il film con un punteggio del 98% di gradimento su Rotten Tomatoes. Un divario che conferma ulteriormente quanto il panorama culturale americano sia focalizzato, con un documentario che sembra aver raggiunto principalmente il suo target politico di riferimento.


Potrebbe interessarti anche