Mediaset contro Corona: maxi-causa da 160 milioni. In campo Berlusconi, De Filippi, Ilary Blasi, Scotti e Samira Lui. Cosa rischia l’ideatore di Falsissimo
In una memoria recentemente depositata, i legali del gruppo televisivo hanno ribadito le accuse e le richieste di risarcimento. A ottobre si attende la prima udienza.

160 milioni di euro per danni patrimoniali e di reputazione. Questo è quanto hanno chiesto i legali promotori della causa ai danni di Fabrizio Corona. Che con una puntata in particolare del suo podcast "Falsissimo" avrebbe danneggiato Mediaset, Pier Silvio e Marina Berlusconi, e diversi volti centrali dell’azienda, da Maria De Filippi a Silvia Toffanin, passando per Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui. Tutti questi nomi sarebbero ora alla ricerca di un risarcimento adeguato, come confermato negli scorsi giorni da una memoria legale depositata. E la prima udienza è già fissata per il prossimo ottobre. Ecco qui sotto tutti i dettagli.
Fabrizio Corona, la causa milionaria di Mediaset e chi è coinvolto
La prima udienza della maxi-causa di Mediaset contro Fabrizio Corona è alle porte. Si terrà il prossimo 20 ottobre presso il Tribunale Civile di Milano, e ad essere rappresentata sarà l’azienda di Cologno Monzese con tutti i nomi di punta che sarebbero stati danneggiati dall’ex re dei paparazzi. Da Pier Silvio Berlusconi alla sorella Marina, passando per i conduttori Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Maria De Filippi, e poi Ilary Blasi e Samira Lui. La richiesta di risarcimento, per danni patrimoniali e reputazionali, sarebbe pari a 160 milioni di euro.
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I dettagli della causa sarebbero stati confermati in una memoria depositata, nei giorni scorsi, dai legali promotori Andrea Di Porto, Giulia Bongiorno, Salvatore Pino e Aldo Baldaccini. E il rifermento esplicito sarebbe a una "campagna di odio" e diffamazione, riconducibile in particolare alla puntata del 26 gennaio scorso del podcast "Falsissimo".
Come riportato dall’ANSA, nella memoria i legali avrebbero anche replicato alla "assoluta inconsistenza degli argomenti" degli avvocati di Corona. Dato che, si legge nel testo, l’autore del podcast "si pone deliberatamente al di fuori di qualsivoglia contesto regolamentato, sfruttando i vuoti normativi connessi ai nuovi mezzi di comunicazione, per provare a operare ‘legibus solutus’, svincolato da qualsiasi regola etica e deontologica".
Inoltre, si aggiunge sempre nella memoria che il "resoconto edulcorato offerto nella difesa avversaria non ha proprio nulla a che fare con le affermazioni gravemente lesive realmente propalate nel corso della puntata". Il punto centrale è che Corona avrebbe spacciato "per verità assoluta accuse e insinuazioni gravemente diffamatorie, costruite sul nulla". E inoltre "fuori da qui, sui social, in televisione e nei locali, continua, con lo stesso accanimento, la stessa violenza verbale, la stessa prepotenza, a propalare le medesime invettive, accuse e insinuazioni". In un tour teatrale, ad esempio, dove Corona avrebbe continuato la "campagna denigratoria nei confronti di Mediaset e dei suoi volti più noti".
La reazione di Corona e il piano di Mediaset per gli eventuali risarcimenti
Dal canto suo, Fabrizio Corona avrebbe lamentato attraverso i suoi legali una "concorrenza sleale". Perché tramite "l’invio di diffide legali ai gestori dei locali che avevano programmato spettacoli e serate con la sua partecipazione (teatri e discoteche)", sarebbero avvenute delle "pressioni indebite sugli organizzatori, per isolarlo professionalmente". E quindi "impedirgli di lavorare, causando la cancellazione di numerosi impegni".
Una tesi che gli avvocati di Mediaset non condividono, ribadendo nella memoria che il "rapporto di concorrenzialità tra le parti" non è "neppure ipotizzabile". E che quindi le diffide risultano un’attività "del tutto lecita, necessitata dal comportamento" dell’ex re dei paparazzi, in quanto "legittime reazioni precauzionali volte a evitare la reiterazione di illeciti già compiuti, e financo ammessi dall’autore".
Se la richiesta milionaria di risarcimento dovesse andare a buon fine, Mediaset ha già fatto sapere che i soldi eventualmente ottenuti serviranno "alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto Codice Rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo".
