Mediaset contro Fabrizio Corona: "Gogna mediatica", la replica di fuoco dopo le accuse a 'Falsissimo'
Dopo le accuse lanciate su YouTube da Fabrizio Corona, l’azienda di Cologno Monzese risponde con una nota durissima.

A poche ore dalla nuova puntata di Falsissimo di Fabrizio Corona, Mediaset ha deciso di replicare alle accuse con un comunicato stampa durissimo. L’azienda milanese è finita nel mirino del re dei paparazzi, che nel corso dell’ultima puntata del suo format online su Youtube ha deciso di spostare l’attenzione dal "sistema Signorini al sistema Mediaset", lanciandosi in ricostruzioni spericolate sui presunti segreti di cui l’ex conduttore del Gf sarebbe a conoscenza e che secondo Corona riguarderebbero direttamente Marina e Pier Silvio Berlusconi. Tali accuse, non suffragate da prove, hanno spinto l’emittente di proprietà della famiglia Berlusconi a diffondere una nota in cui si parla di libertà di espressione che "non è e non sarà mai libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone".
Mediaset contro Corona: la risposta alle accuse a Falsissimo
La puntata di Falsissimo andata online nel prime time di ieri, lunedì 26 gennaio, ha sollevato un nuovo caso mediatico. L’episodio è stato visto da oltre 1,8 milioni di utenti in 12 ore, generando polemiche e un hype altissimo. Il 51enne ha deciso di mandare in onda la trasmissione nonostante il provvedimento emesso dal Tribunale di Milano ad opera del giudice Roberto Pertile, che poche ore prima aveva disposto a Corona il divieto di pubblicare, diffondere o condividere "qualunque ulteriore video o contenuto di carattere diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o indirettamente" la reputazione, l’immagine e la riservatezza di Alfonso Signorini.
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Entra nel canale WhatsAppNel corso della trasmissione sul web, Corona ha lamentato di essere oggetto di censura: "Contro di me un nuovo editto bulgaro", ha detto all’inizio della puntata. Un punto sul quale Mediaset ha replicato nel comunicato emesso pochi minuti fa: "La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone. Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social non solo non ha nulla a che vedere con la verità ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero. Si tratta della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie".
Il j’accuse dell’azienda del Biscione, poi, si è concluso con parole di fuoco:
"Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana. Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto. Mediaset respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente, contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola".
