Fabrizio Corona, Mediaset contrattacca: causa civile da 160 milioni dopo 'Falsissimo'

Dallo scontro mediatico alle carte bollate: dopo l’annuncio della denuncia di Corona, Mediaset risponde con una richiesta di risarcimento da 160 milioni di euro.

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Redazione

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Pier Silvio Berlusconi e Fabrizio Corona
Mediaset Infinity

Nuovo colpo di scena nell’affaire Corona. Dopo la mossa dell’avvocato dell’ex re dei paparazzi, che questa mattina ha svelato l’intenzione di citare in giudizio Mediaset, pochi minuti fa l’azienda della famiglia Berlusconi ha diramato una nota stampa nella quale annuncia l’intenzione di muovere una causa civile nei confronti di Fabrizio Corona per una somma multimilionaria. Ecco perché.

L’annuncio di Mediaset: causa civile da 160 milioni contro Fabrizio Corona

Questa mattina Ivano Chiesa, legale di Corona, ha preso la parola per annunciare di voler citare in giudizio Mediaset. Ma è stato solo in penultimo colpo di scena di una giornata in cui il conflitto tra l’ideatore di ‘Falsissimo’ e l’azienda milanese è deflagrato definitivamente.

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"Quanto diffuso dal progetto Falsissimo e da Fabrizio Corona, attraverso una violenza verbale inaudita, costituisce un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e del minimo rispetto per le persone, le loro famiglie e le realtà coinvolte". Sono queste le prime parole del comunicato partorito da Mediaset nel tardo pomeriggio del 5 febbraio, in riferimento alle presunte indiscrezioni rivelate da Corone nel corso del suo format online Falsissimo.

"Per queste ragioni, i singoli soggetti lesi – si legge nella nota – insieme a Mediaset e MFE – MEDIAFOREUROPE, hanno deciso di promuovere azioni civili risarcitorie, per un importo complessivo di 160 milioni di euro, nei confronti di Fabrizio Corona e delle società a lui riconducibili, per danni reputazionali e patrimoniali. Il Gruppo si riserva inoltre di agire verso chi, a vario titolo, incentiva, amplifica o diffonde consapevolmente tali contenuti"

Non si tratta di gossip, né di pettegolezzo. Si tratta di un meccanismo organizzato e sistematico, nel quale la menzogna diventa uno strumento di lucro. Su questa campagna d’odio Corona monetizza migliaia di euro ogni settimana.

Mediaset e MFE agiranno in ogni sede per contrastare questo meccanismo. Che può colpire chiunque, persone note e cittadini comuni. Con una differenza sostanziale: mentre un grande gruppo come il nostro può permettersi strumenti di tutela adeguati, moltissime persone non hanno le risorse economiche necessarie per difendersi".

Mediaset ha anche annunciato che eventuali risarcimenti incassati dal contenzioso aperto con Corona verrebbero devoluti in beneficenza:

Per questo motivo, le somme eventualmente riconosciute dal giudice a titolo risarcitorio in questo procedimento saranno destinate alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto Codice Rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo. Le persone, tutte le persone, devono potersi difendere sempre da questi crimini odiosi".

Prima ancora della controffensiva del Biscione, era stato lo stesso Corona ad annunciare tra il suo avvocato una propria iniziativa giudiziaria contro Mediaset, parlando di tentata estorsione e rivendicando la legittimità del suo operato. Una mossa che, nelle intenzioni dell’ex re dei paparazzi, avrebbe dovuto ribaltare il tavolo. Oggi, però, quel primo annuncio appare come l’innesco di uno scontro legale senza precedenti, destinato a trascinarsi a lungo nelle aule di tribunale.


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