Garlasco in TV, confronto infuocato tra Panicucci e l'avvocato Cataliotti: "Non sono io sotto indagine"
Un dibattito teso a Mattino Cinque, tra prudenza giudiziaria, ipotesi future e il nodo dello scontrino che continua ad alimentare interrogativi, scatta il confronto.

Nella puntata di oggi di Mattino Cinque il caso Garlasco è tornato al centro del dibattito televisivo, con un confronto che, pur restando denso di contenuti e passaggi delicati, è apparso più disteso e meno conflittuale rispetto ad altre occasioni. In collegamento con lo studio c’era l’avvocato Cataliotti, legale di Andrea Sempio, chiamato a rispondere alle domande della conduttrice Federica Panicucci su scenari processuali, ipotesi investigative e sugli elementi che negli ultimi mesi hanno riacceso l’attenzione mediatica attorno alla vicenda.
Garlasco: il tema del rinvio a giudizio per Andrea Sempio
Uno dei primi nodi affrontati riguarda l’eventualità di un rinvio a giudizio per Andrea Sempio. Alla domanda diretta della conduttrice, l’avvocato ha scelto una linea di grande cautela: "Alla luce di quello che ho detto, è del tutto prematuro dirlo". Cataliotti ha spiegato come l’attività della Procura, definita invasiva e minuziosa, possa far pensare a una possibile richiesta di rinvio a giudizio, pur sottolineando che si tratta di un passaggio ancora lontano da una valutazione sull’eventuale dibattimento. Ha chiarito infatti che ogni decisione passerebbe comunque dal vaglio di un giudice e che, allo stato attuale, ipotizzare sviluppi certi significherebbe muoversi sul terreno delle congetture.
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Entra nel canale WhatsAppQuando la discussione si è spostata sull’eventuale costituzione di parte civile della famiglia Poggi, Cataliotti ha ribadito la propria volontà di non anticipare o commentare scelte che spettano ad altri: "È già un bel impegno pensare e decidere per il proprio assistito, manca solo che io mi sostituisca alla difesa degli altri". Non è mancato, tuttavia, un riconoscimento al lavoro della trasmissione, definita meticolosa e accurata, pur con l’avvertenza che talvolta un eccesso di approfondimento può portare a commentare notizie non ancora confermate.
Mattino Cinque: l’ipotesi su Andrea Sempio usato per arrivare ad altri
Uno dei momenti più singolari è arrivato quando Panicucci ha riportato un pensiero già noto al pubblico, secondo cui Andrea Sempio potrebbe essere utilizzato come una sorta di strumento per arrivare ad altri soggetti. Cataliotti ha risposto leggendo l’iniziativa della famiglia Stasi come un tentativo di indurre una revisione del processo: "Se la si legge in questa prospettiva, certamente viene utilizzato, da chi ha assunto l’iniziativa originaria, come strumento per divenire a una revisione". Allo stesso tempo ha escluso che questa possa essere la volontà della Procura di Pavia, rimarcando la differenza tra iniziative private e attività dell’organo inquirente.
Lo scontrino e le indagini difensive e di Mattino Cinque
Ampio spazio è stato dedicato alla questione dello scontrino, uno degli elementi più discussi dell’intera vicenda, dato che ci si interroga se sia vero o meno. Cataliotti si è detto sereno: "Questo è un ‘se’ che io posso tranquillamente cancellare con serenità", spiegando che le indagini difensive in corso lasciano la difesa tranquilla. Ha ricordato come, nel tempo, siano state avanzate ipotesi molto diverse, dalla produzione di uno scontrino falso alla sua alterazione, fino alla consegna a una persona diversa dal titolare, osservando che questa pluralità di teorie finisce paradossalmente per rafforzare l’idea della sua autenticità. Il tema della tempistica degli spostamenti di Sempio ha acceso un confronto più tecnico, anche alla luce del servizio realizzato dall’inviato Emanuele Canta. Cataliotti ha spiegato che verifiche analoghe sono state effettuate anche dalla difesa, tenendo conto dell’urbanistica e del funzionamento delle celle telefoniche, ricordando come il principio dell’aggancio alla cella più vicina possa essere smentito in caso di saturazione. delle stesse. Questo, secondo il legale, indebolirebbe l’assunto secondo cui alle 9.58 Sempio fosse ancora a casa.
Il confronto tra Federica Panicucci e l’avvocato Cataliotti sul libro di Sempio
Infine il confronto si è spostato su un aspetto secondario ma molto discusso: il libro che Andrea Sempio avrebbe dovuto acquistare a Vigevano. Panicucci ha espresso apertamente la propria perplessità: "Tra l’altro Sempio non ricorda il titolo del libro il suo assistito io su questo sono un po’ bloccata: va per ben due volte e non ricorda il titolo del libro". Cataliotti ha risposto richiamando un dato temporale preciso per far capire come fosse difficile per. lui ricordare: "Non lo ricorda il libro che dovesse comprare, ma lo sa che sul tema lui è stato sentito in modo specifico esattamente il 4 ottobre del 2008? Cioè un anno e tre mesi dall’evento". La conduttrice ha però insistito: "Però ricorda bene gli orari ricorda i minuti è questo che non riesco a capire, ricorda tutto molto bene ma il titolo del libro no". A quel punto il legale ha provato a ribaltare la domanda: "Lei si ricorda qual è il titolo dell’ultimo libro che ha comprato mi scusi?". Panicucci ha risposto prontamente: "Si, il libro di Vitelli, e lo sto leggendo e mi appassiona anche molto avvocato". Cataliotti ha allora proseguito: "Mi dica due o tre libri che…". La conduttrice lo ha interrotto: "Guardi, non sono io sotto indagine, quindi andrei oltre avvocato". Ma Cataliotti ha concluso il ragionamento senza arretrare: "Se non lo ricorda, non lo ricorda. Avrebbe potuto anche inventare un titolo sa?". Panicucci ha infine precisato: "Eh no perché è rischioso, perché magari ce l’aveva quel titolo la libreria, e lui è tornato più volte".
