Garlasco in TV, la pista dello 007 e dei 'segreti arcani' scoperti da Chiara. Panicucci sbotta: "Così faccio fatica"
Tra rinvio a giudizio, accuse di diffamazione e dichiarazioni sull’omicidio di Garlasco, il dibattito nello studio di Mattino Cinque si accende con le parole di Lovati.

Nel corso della puntata di oggi di Mattino Cinque si è tornati a parlare del caso di Garlasco attraverso le dichiarazioni di Massimo Lovati, ospite in collegamento dopo il rinvio a giudizio per diffamazione aggravata, ma le sue dichiarazioni hanno scatenato un acceso dibattito.
Caso Garlasco: il rinvio a giudizio di Massimo Lovati e il contesto giudiziario
Ad aprire il collegamento è stata Federica Panicucci, che ha subito chiarito il motivo della presenza dell’avvocato in trasmissione: "Massimo, lei oggi su tutti i giornali eh, si parla molto di lei, la ringrazio di essere da noi, così spieghiamo un po’ bene che cosa sta accadendo", per poi affidare la ricostruzione dei fatti all’inviato Emanuele Canta, collegato da Garlasco. Il giornalista ha spiegato nel dettaglio: "Ieri è stato notificato al legale dell’avvocato Lovati il decreto di citazione diretto a giudizio proprio presso il Tribunale di Milano. È stato dunque rinviato a giudizio l’avvocato Massimo Lovati per diffamazione aggravata per le dichiarazioni che sono state rese appunto il 13 marzo dello scorso anno all’uscita della caserma dei Carabinieri quando venne prelevato il DNA ad Andrea Sempio". Canta ha poi precisato che il riferimento è all’indagine del 2017 a carico di Sempio, quando Lovati parlò di "Una macchinazione operata dai legali di Andrea Sempio all’epoca", cioè lo studio Giarda, motivo per cui "il PM ha disposto la citazione diretta al giudizio". Importante sarà la prima udienza predibattimentale fissata per il 26 maggio alle 21.30, occasione nella quale, secondo quanto anticipato, l’avvocato potrebbe fornire "delle notizie importanti che riguardano il procedimento anche di Garlasco, con delle rivelazioni davvero molto molto significative".
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppIl significato della "macchinazione" secondo Massimo Lovati
Dopo aver mostrato in trasmissione le dichiarazioni finite al centro dell’imputazione, Federica Panicucci è tornata a incalzare l’ospite: "Avvocato Lovati, lei ieri ha detto che avrebbe poi spiegato meglio che cosa intendesse per ‘macchinazione’". Alla domanda diretta, Lovati ha risposto: "Allora, io intanto non sono per nulla sorpreso dalla fissazione dell’udienza predibattimentale perché il procedimento deve avere il suo corso. Io ero già stato attinto mesi fa dall’avviso di garanzia per cui non c’è niente di nuovo. Sono del tutto tranquillo, è un processo come un altro". L’avvocato ha poi spiegato cosa intendesse con il termine contestato: "Macchinazione è un vocabolo di uso comune che serve a significare la messa in opera di un’attività occulta ai danni di qualcuno. Non c’è nient’altro di più di questo né di meno". Quando Panicucci ha chiesto se il riferimento fosse al prelievo del DNA, la risposta è stata netta: "Sì, certo. Io produrrò il fascicolo delle indagini difensive svolte dal studio Giarda per far vedere al giudice di che cosa si tratta. E produrrò anche il decreto di archiviazione per cui si renderà conto che non avevo torto". Alla domanda su chi avesse ordito questa macchinazione, Lovati ha corretto: "Non è ordita, è occulta. Ordita è una parola troppo grave, è occulta".
Mattino Cinque e il presunto ruolo dell’agenzia investigativa e la difesa
Pressato sull’esistenza di un mandante, Lovati ha parlato di "Un’operazione investigativa occulta. La SKP di Luca Tartaglia, su incarico", precisando che si tratta di un’agenzia di investigazione. A quel punto è intervenuto l’avvocato Gallo, che ha annunciato una strategia difensiva ben precisa: "Io vi faccio una rivelazione, nel senso che anticiperò una richiesta di sospensione di questo processo". La motivazione è stata spiegata chiaramente: "Prima dobbiamo attendere le sorti di quello che accade a Sempio. Perché solo attendendo le sorti di quello che accade a Sempio possiamo stabilire se ci sia o meno macchinazione". Gallo ha aggiunto che, a suo avviso, Lovati stava semplicemente commentando quanto accaduto pochi minuti prima in caserma: "in qualità di difensore, strettamente collegato all’attività che stava andando a fare", ribadendo: "A mio avviso non c’è diffamazione". Il punto ritenuto prioritario resta però la sospensione del processo, perché "è assolutamente necessario per poter decidere se la sua dichiarazione, qualora dovesse essere considerata diffamatoria, sia vera o no".
Le dichiarazioni sull’omicidio di Garlasco
Il momento più delicato della puntata è arrivato quando la conduttrice ha chiesto chiarimenti sulle frasi relative all’omicidio di Garlasco: "Voglio capire da Lovati in merito alle dichiarazioni che ha fatto su tutto quello che avrebbe da dire in merito all’omicidio". La risposta dell’avvocato ha aperto a scenari molto fantasiosi. Lovati ha parlato di piste che escluderebbero sia Stasi sia Sempio, indirizzando l’attenzione verso "un’organizzazione criminale" e la cosiddetta pista del sicario. Ha poi aggiunto: "Sento dire da più parti che le parti processuali stiano verificando se nel computer di Chiara ci fossero immagini pedopornografiche". Secondo Lovati, se tali immagini esistessero, "andrebbero a militare a favore della mia tesi", perché Chiara "stava facendo delle ricerche" su temi specifici, forse stava indagando su qualcosa a suo dire.
In confronto in studio con Federica Panicucci
l confronto si è acceso definitivamente quando si è entrati nel dettaglio della pista del sicario. Panicucci ha sottolineato le difficoltà di un’ipotesi del genere, ma Gallo ha precisato: "Il sicario può essere anche una persona conosciuta". Lovati ha spinto ancora oltre, definendolo "un agente segreto": "Il sicario è come uno 007, va dove vuole". Una frase che ha portato la conduttrice a prendere le distanze: "Io la seguo fino a un certo punto. Quando lei mi dice che è un agente segreto faccio sinceramente fatica". Le ultime parole di Lovati, con il riferimento a "un’organizzazione" e a "segreti arcani che compromettevano personaggi illustri", hanno scosso lo studio e lasciato gli ospiti interdetti, mentre si dichiaravano scettici sulle parole dell’intervistato.
