Garlasco in TV, Lovati sentenzia: “Tentativi di depistaggio, Stasi dichiarò di aver trovato Chiara sotto minaccia"
Mattino Cinque mette luce in diretta su alcune zone oscure del caso Garlasco, dal mistero della bicicletta nera agli atti, diventata una scarpa, alle nuove dichiarazioni di Lovati.

Il caso Garlasco continua a riemergere con dettagli nuovi che fanno crescere altri dubbi. Nella puntata di oggi di Mattino Cinque si è tornati a parlare di uno degli elementi più discussi e controversi: la misteriosa bicicletta nera segnalata nei pressi di casa Poggi il giorno della morte di Chiara. Ma il cuore della puntata è stato soprattutto il confronto serrato tra Federica Panicucci e l’avvocato Massimo Lovati, un botta e risposta che ha portato a nuove dichiarazioni e a posizioni ancora più nette.
Caso Garlasco: il mistero della bicicletta nera e le indiscrezioni sulla scarpa
Durante la trasmissione si è ripartiti dalla testimonianza della vicina di casa, la signora Bermani, che riferì di aver visto una bicicletta nera in prossimità dell’abitazione dei Poggi. Un dettaglio che, nel corso degli anni, è diventato simbolo delle presunte falle investigative. In collegamento, il giornalista Gianluca Zanella ha introdotto un elemento inedito, subito rilanciato dalla conduttrice: "Voglio salutare Gianluca Zanella che è collegato con noi. Gianluca, allora, cosa dobbiamo pensare? Il fatto che stiamo raccontando si aggiunge alla catena di errori che sono stati fatti durante le prime indagini o cosa?". La risposta di Zanella ha spiazzato tutti: "Allora, Federica, io ti posso aggiungere un elemento in parte inedito. La mia collaboratrice Florinda Ambrogio ha assistito a una conversazione in prima voce, tra il maresciallo Marchetto e credo lo stesso vigile con cui parlò l’inviato Emanuele Canta, legato al ritrovamento della bici, e abbiamo le prove per dimostrarlo chiaramente… Il vigile ha detto che quella non era una bicicletta ma una grossa scarpa". Una frase che ha lasciato la Panicucci incredula: "Come una scarpa? Scusa, in che senso una scarpa?". Lo stupore della conduttrice era evidente, mentre ricordava che gli articoli dell’epoca parlavano chiaramente di una bicicletta. Zanella ha provato a spiegare: "Comprendo la tua perplessità… Noi l’abbiamo interpretato come un voler non rispondere e in qualche modo scherzare su questa cosa".
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Entra nel canale WhatsAppMattino Cinque: le ipotesi di depistaggio di Lovati
Dopo un giro di opinioni in studio, Panicucci ha chiamato in causa Massimo Lovati, chiedendogli di fare il punto sugli elementi emersi negli ultimi giorni: il sacchetto di vestiti ritrovato a Zinasco, la bicicletta non analizzata, una serie di indizi che, secondo la conduttrice, mostrerebbero un’indagine: "Che faceva acqua un po’ da tutte le parti". Lovati ha risposto senza esitazioni, parlando apertamente di segni evidenti di depistaggio: "Sia la bicicletta sia i vestiti, sono tutti elementi di depistaggio diretti all’inizio delle indagini contro Alberto Stasi". L’avvocato ha ribadito la sua convinzione, già nota, secondo cui l’omicidio sarebbe stato commesso da un sicario assoldato da un’organizzazione criminale, capace non solo di uccidere ma anche di costruire depistaggi mirati.
Il confronto tra Federica Panicucci e Massimo Lovati sullo scontrino di Sempio
Il confronto si è acceso ulteriormente quando Panicucci ha riportato il discorso sullo scontrino legato ad Andrea Sempio, definito dallo stesso Lovati un boomerang: "Lo scontrino è un segno dell’ingenuità di un ragazzo di 19 anni", ha spiegato l’avvocato, escludendo l’ipotesi di complicità esterne. Ma la conduttrice ha incalzato: "Ma allora se lo scontrino l’ha fatto lui, e lui era veramente lì, perché dovrebbe essere un boomerang?". Lovati ha parlato di una valutazione fatta "a posteriori", mentre Panicucci ha continuato a chiedere una risposta chiara, sottolineando come alcuni elementi, tra cui il DNA sotto le unghie di Chiara, vengano considerati indizi tutt’altro che flebili. "Le unghie sono un’altra mistificazione", ha replicato Lovati. E quando la conduttrice ha chiesto all’ospite quali sarebbero allora le prove decisive contro Stasi, l’uomo ha dichiarato: "Alberto Stasi, l’ho detto 50.000 volte, è innocente. Alberto Stasi ha dichiarato di aver scoperto il cadavere di Chiara Poggi sotto minaccia di morte". La chiusura della conduttrice è stata netta e ha lasciato il segno: "Ci sono allo stato degli atti, più indizi contro Andrea Sempio di quanto non ce ne fossero all’epoca per Alberto Stasi".
