Garlasco in TV, l'avvocato Gallo commenta la scarpa sospetta buttata dai vigili: "È frode processuale, li avrei indagati"
Dal racconto del testimone, alle accuse di frode processuale, in studio a Mattino Cinque si riaccende il dibattito sulla scarpa raccolta, fotografata in modo controverso e poi buttata via.

A distanza di anni, il caso di Garlasco continua a sollevare interrogativi e a riaccendere il confronto televisivo. Nell’ultima puntata di Mattino Cinque, Federica Panicucci ha riportato l’attenzione sulla scarpa rinvenuta non lontano da casa Poggi e mai repertata. Un elemento che, tra fotografie, racconti e versioni discordanti, è tornato al centro del dibattito con toni accesi.
Garlasco: il recap di Emauele Canta sulla scarpa
Federica Panicucci ha introdotto un recap realizzato dall’inviato a Garlasco di Mattino Cinque, Emanuele Canta, che ha ripercorso i dettagli delle loro indagini sulla scarpa trovata da un cittadino e sottoposta ai vigili. Secondo quanto raccontato, l’oggetto sarebbe stato raccolto, ma poi ritenuto non utile alle indagini e buttato, mentre al suo posto sarebbe stata fotografata un’altra scarpa, neanche molto simile.
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Entra nel canale WhatsAppRiprendendo la parola in studio, la conduttrice ha incalzato l’inviato: "Forse queste scarpe avrebbero meritato un approfondimento in più vero Emanuele? Tra l’altro il testimone che tu hai trovato ha raccontato con dovizia di particolare di questa scarpa, ha detto ‘Una scarpa piccola 36-37, simile a un modello di marca Sebago. E allora che cosa accade? Accade che questa scarpa non viene fotografata, non viene viene repertata perché il testimone racconta che ha visto appunto i vigili mettere i guanti, infilare la scarpa dentro in un sacchetto, poi questa scarpa verrà buttata nella spazzatura, non viene fotografata, al testimone viene fatto vedere un’altra scarpa di fatto, che è questa". Indicando l’immagine mostrata in studio, Panicucci ha aggiunto: "Guardate, che però ha una particolarità, se voi leggete la marca all’interno della scarpa dove c’è la suoletta non c’è scritto ‘Sebago’, quindi sembra una scarpa diversa e tra l’altro una scarpa stringata, mentre il testimone, ci ricorda Emanuele Canta, ha sempre raccontato che la scarpa fosse priva di stringhe".
Garlasco, la fotografia contestata e le perplessità in studio
A quel punto si è inserito Stefano Zurlo. Alla richiesta di chiarimento della conduttrice, "Non capisco Zurlo, aiutami", il giornalista ha replicato: "No ma non posso aiutarti". Quando Panicucci ha osservato "Cioè non viene fotografata la scarpa, mettono agli atti una scarpa che è completamente diversa…", Zurlo ha sintetizzato: "Non è che prendi e vai da un calzolaio e dici ‘Siccome ho buttato la scarpa, ne fotografo una che più o meno gli assomiglia. Ma vorrei fare un discorso più complesso: se un testimone un mese, tre mesi, cinque mesi dopo ti porta con interesse un oggetto, magari fai il santo favore di verbalizzarlo, fotografarlo, consegnarlo". Panicucci ha ricordato: "Tant’è che hanno messo i guanti, l’hanno infilato in sacchetto, cioè l’inizio era buono. Poi parliamo di Garlasco, otto mesi dopo… La questione è così dopo 18 anni, figuriamoci all’epoca.". E ancora, Zurlo ha concluso : "Io adesso comincio a vedere un po’ troppi nemici in questo retro di Casa Poggi, poi a 10 km c’è il fiume , poi verrà fuori qualcos’altro… C’è troppa roba, non è che questi andavano in giro e seminavano oggetti, detto questo, poi ti fanno vedere una scarpa e dici, ‘Boh, più o meno può avere una somiglianza’… Bah".
L’accusa dell’avvocato Gallo per le indagini
Nel finale di puntata, l’avvocato Gallo ha espresso una posizione molto dura: "Federica, io vado diretto come sono sempre stato: questa è frode processuale, come dice Canta, l‘investigatore non deve ritenere se quell’oggetto sia o non sia importante, nei confronti delle indagini, li deve mettere a disposizione dell’autorità giudiziaria, non compete a lui come hanno fatto i vari Cassese e San Giuliano, aprire i computer o buttare le scarpe, siamo in una situazione unica in Italia, dove questo si chiama reato, perché questa è una frode processuale. Così stai portando gli inquirenti da un’altra parte e questo non va bene, mi assumo la responsabilità di quello che dico, non si può fare una cosa del genere, troppi errori, gli ha ammessi pure Cassese questi errori, non li dico io, io all’epoca se fossi stato un pubblico ministero li avrei indagati tutti quanti".
