Garlasco in TV, il mistero della scarpa rinvenuta nei pressi della villetta dei Poggi: "Gettata nei rifiuti senza verbale"

Una scarpa ritrovata a pochi passi da casa Poggi, mai repertata e poi scomparsa, riaccende i dubbi a Mattino Cinque su decisioni prese troppo in fretta dalle forze dell'ordine.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nella puntata di oggi di Mattino Cinque l’attenzione si è concentrata su un particolare che, per la sua apparente marginalità, rischiava di essere dimenticato, ma che invece racconta molto del clima e delle scelte compiute nei mesi successivi al delitto di Garlasco. Si tratta della scarpa rinvenuta non lontano dalla casa dei Poggi, un reperto segnalato da un cittadino e finito al centro di una ricostruzione dettagliata e, per certi versi, sconcertante.

Caso Garlasco: il mistero della scarpa mai repertata

A introdurre l’argomento è Federica Panicucci, che apre il collegamento spiegando: "Oggi vi racconteremo molte cose interessanti che riguardano questo reperto. Allora vado subito in diretta da Emanuele Canta. Emanuele, buongiorno, mi fai vedere innanzitutto dove è stata ritrovata questa scarpa". Da qui prende avvio un lavoro di ricostruzione che accompagna lo spettatore passo dopo passo nei luoghi e nei tempi del ritrovamento.

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Mattino Cinque: il luogo del ritrovamento della scarpa e il racconto del testimone

L’inviato Emanuele Canta chiarisce subito il contesto, spiegando dove ci si trova e quanto quel punto sia vicino alla casa dei Poggi. Racconta che il 4 aprile 2008, nel pomeriggio, un uomo stava raccogliendo degli ortaggi nella campagna quando nota una scarpa, in parte coperta da terra e fango. Il dettaglio colpisce perché il ritrovamento avviene a pochi mesi dal delitto, in un periodo in cui l’attenzione in paese era ancora altissima e ogni elemento poteva apparire significativo. L’uomo decide quindi di avvisare immediatamente le forze dell’ordine, recandosi in piazza perché aveva il telefono scarico.

Nel servizio va in onda l’intervista al testimone, che ricorda con precisione quanto accaduto: "Ho trovato questa scarpa, era un mocassino 36-37 come misura. Non lo so di preciso perché non l’ho presa in mano, l’ho smossa un attimino con un pezzo di legno". Racconta di essere andato dai vigili in bicicletta e di averli poi accompagnati sul posto, spiegando che la scarpa venne prelevata con i guanti, inserita in un sacchetto di plastica e portata al comando di Vigevano. Aggiunge poi un dettaglio: "No, non mi hanno fatto firmare niente". Alla domanda se abbia mai più rivisto la scarpa, il testimone risponde negativamente e riferisce che gli venne detto dal comandante Cassese che non c’entrava nulla con il caso.

La scarpa che sparisce e le versioni contrastanti del vigile

Ma è ciò che scoprono dopo a risultare clamoroso. Viene infatti letta la SIT del 5 maggio 2008, nella quale si afferma che la scarpa, ritenuta non pertinente, non sarebbe stata acquisita e sarebbe stata buttata nei rifiuti urbani, senza nemmeno essere fotografata. Emanuele Canta contatta telefonicamente uno dei vigili coinvolti, e il dialogo che ne nasce mostra una serie di incertezze e contraddizioni. Alla domanda su verbali e sopralluoghi, inizialmente viene detto che la scarpa non era stata prelevata, mentre il testimone aveva raccontato il contrario. In seguito arriva una precisazione: "Facendo mente locale, l’abbiamo portata ai carabinieri". Ma anche qui mancano informazioni su chi l’abbia presa in carico e su eventuali verbali.

Il confronto con la SIT

Quando Canta cita quanto scritto nella SIT firmata all’epoca, dove si parla chiaramente di una scarpa portata al comando e poi buttata, il vigile mostra esitazioni: "Ehm, non so ora mi fa venire il sospetto". Alla fine ribadisce che si trattava di una scarpa rovinata e quindi ritenuta inutile per l’indagine. Canta chiede: "Lei ha l’idea che quella scarpa fosse di anni e anni prima?". Quindi il vigile risponde: "Si, si, si. Era una scarpa rovinata, quindi non l’abbiamo ritenuta utile all’indagine". Il servizio finisce e Panicucci osserva: "Ah, quindi l’hanno buttata, perché delle due una, loro nella SIT con Cassese dicono ‘Per lo stato in cui è stata ritrovata questa scarpa, abbiamo deciso onestamente col mio collega di non procedere all’acquisizione della stessa che veniva quindi buttata nei rifiuti urbani’. Quindi alla fine che cosa abbiamo evinto? Che è stata una decisione personale, una valutazione personale, un po’ mi ricorda quello che è accaduto su quella bicicletta che è stata ritrovata nel retro di casa Poggi, in via Toledo. Mi sembrano simili come situazioni".


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