Garlasco in TV, gli esperti informatici: "Ecco cosa ha visto Chiara sul pc di Stasi", Panicucci sbotta in studio
Tra documenti, perizie e parole durissime in studio, a Mattino Cinque si riaccende il confronto su uno dei temi più discussi del caso Garlasco, legato all’uso del pc di Stasi.

A Mattino Cinque il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione, dopo giorni di silenzio, con una puntata che segna anche il ritorno alla conduzione della seconda parte del programma di Federica Panicucci. Il focus è tutto su uno dei nodi più controversi e delicati dell’intera vicenda: le effettive attività svolte da Chiara Poggi sul computer di Alberto Stasi, dopo ricostruzioni contrastanti e una narrazione fino a pochi giorni fa poco chiara.
Garlasco, le novità sul caso e gli accertamenti informatici
Nel corso della puntata, l’argomento principale è la perizia degli esperti informatici Porta e Occhetti. Dai dati recuperati nel Pc di Stasi emerge un elemento che viene subito definito centrale nel dibattito: Chiara non avrebbe mai trovato né visualizzato video di carattere sessuale sul computer del fidanzato. Un punto che, secondo quanto viene ribadito in studio, smonta una delle ipotesi più insistenti circolate all’epoca dei fatti.
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Entra nel canale WhatsAppA intervenire con toni molto netti è De Rensis, che punta il dito contro quello che definisce un vero e proprio accanimento mediatico costruito intorno a questa ipotesi: "In una trasmissione televisiva, sentita con le mie orecchie, dissero ‘Chiara si è avventata sul computer appena Alberto è uscito’. Invece quella è stata una serata, la prima di amore, dove Chiara è stata con lui il pomeriggio. Lui ha mandato dei messaggi d’amore sul suo telefono, Chiara ha offerto una pizza, hanno mangiato insieme. Ecco, questa è la realtà". Il clima si accende ulteriormente quando entra nel dibattito anche Giuseppe Brindisi, che richiama quanto accaduto la sera precedente in Zona Bianca: "Ieri Ilaria Cavo, durante Zona Bianca, mi ha fatto una domanda, anzi l’ha fatta a Porta e Occhietti: ‘Per chi state lavorando?’. E Porta e Occhietti hanno dato, perché purtroppo in questa storia c’è anche qui una narrazione tossica, hanno dato la risposta migliore: ‘Stiamo lavorando per trovare la verità’".
Il documento mostrato in studio e i dettagli tecnici sul pc di Stasi
A questo punto la conduttrice decide di mostrare sul maxischermo il documento degli esperti informatici: "Vediamo intanto il documento, che è un documento importante, in cui si ha tutto nero su bianco. Cioè appare, lo mettiamo a pieno schermo, ‘Appare quindi sulla base delle considerazioni precedenti da escludersi l’ipotesi che Chiara, nel intervallo temporale tra le 22.09 e le 22.14 possa aver visualizzato immagini di natura pornografica sul personal computer in uso a Stasi Alberto’. Poi va avanti: ‘l’ipotesi che Chiara abbia potuto in concreto visualizzare immagini di natura pornografica appare del tutto remota, e non solo per l’assenza di evidenze in merito, ma più approfonditamente per le circostanze temporali e dinamiche di attuazione del processo di visualizzazione riscontrate’".
La ricostruzione minuto per minuto delle attività di Chiara Poggi
La parola passa quindi a Elisabetta Cametti, che entra nel dettaglio tecnico della perizia: "Sì è sempre parlato di area grigia, per dire che c’era un’area tra le 22.09 e le 22.14 in cui non era chiaro quale file avesse visionato Chiara. Invece adesso è tutto scandito secondo per secondo. Lei inserisce la chiavetta USB e lei scarica 287 foto, ci mette 3 minuti. Mentre scarica quelle foto viene spostata la finestra e lei entra e naviga. E che cosa cerca? Lei cerca immagini affettuose in una cartella sua insieme ad Alberto. Cerca immagini di animali, di cuccioli, anche quelle registrate, e cerca immagini di Natale. E così va avanti la sua ricerca, in cui nel frattempo lei non solo ha lavorato e aiutato Alberto a lavorare sulla sua tesi, ma l’ha aiutato a salvarla quando lui non c’era. Perché lei fa partire un salvataggio. Quindi ormai è chiarissimo minuto per minuto, addirittura secondo per secondo, che cosa è stato fatto e che cosa ha cercato". E viene ribadito un altro punto chiave: "E lei nella cartella ‘militare’ che è la cartella attenzionata, non è mai entrata".
Mattino Cinque: le repliche, i dubbi e il caos finale
Nonostante la perizia, il confronto resta acceso. De Rensis aggiunge: "E non è da escludersi che Porta e Occhetti possano diventare anche oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti. Possano essere convocati". In collegamento, Grazia Longo esprime però le sue riserve: "Ma io non ho niente da replicare, perché sicuramente, c’è la prova che lei non ha consultato e non ha aperto quei file, però non esclusa l’ipotesi, ripeto, perché quei contenuti sono stati manomessi. Eh sì, perché c’è tutta una consequenzialità di dati e di orari che però purtroppo non sono certi". Le lamentele in studio si moltiplicano, fino all’intervento netto di Panicucci: "Se vale tutto, e tutto è il contrario di tutto a questo punto, non possiamo più fidarci in niente. Ma se non ci possiamo fidare delle perizie, vale per Alberto Stasi, così come per Andrea Sempio, vale per entrambi, no?". Una chiusura che lascia il dibattito aperto e il pubblico ancora diviso.