Garlasco in TV, svolta sulle rilevazioni: "Difficile che il DNA di Sempio finisca casualmente sotto le unghie"
Una nuova verità nel caso di Garlasco? Le osservazioni del genetista a Mattino Cinque mettono in discussione la casualità del presunto DNA di Sempio sotto le unghie di Chiara.

Il nuovo approfondimento andato in onda a Mattino Cinque ha rimesso al centro della discussione uno dei punti più controversi e da sempre circondati da dubbi nel caso Garlasco, riportando l’attenzione sul DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi e sulle considerazioni dei consulenti che stanno analizzando da settimane quei reperti. La puntata ha offerto uno sguardo più chiaro sul confronto tra tecnici e opinionisti, permettendo di comprendere meglio quale sia la portata reale degli ultimi sviluppi.
Caso Garlasco: le osservazioni del genetista e le scarse probabilità
Durante il collegamento, il genetista Matteo Fabbri ha spiegato in modo diretto perché considera estremamente improbabile che la presenza del DNA attribuito ad Andrea Sempio possa essere frutto di un semplice trasferimento accidentale. Ha affermato che "Il DNA è stato rilevato su due dita di due mani diverse, ciò significa che bisogna aver toccato lo stesso oggetto con entrambe le mani" e che, facendo una valutazione biostatistica, la possibilità di captare la stessa traccia genetica su due mani differenti sarebbe un evento di rara sfortuna. A questo ha aggiunto che, se si immagina un oggetto comune come un telecomando, da cui si è detto più volte sarebbe potuto passare il DNA, risulterebbe molto difficile pensare che un ragazzo che non entrava da giorni nella casa di Chiara possa aver lasciato tracce quando invece chi ci viveva quotidianamente non risulta presente su quegli stessi punti. Fabbri ha anche ricordato inoltre che le repliche di analisi fatte a suo tempo dal professor De Stefano non erano state eseguite alle medesime concentrazioni di DNA e che, nel momento in cui venne individuato un profilo genetico potenzialmente significativo, non fu convocato il soggetto per un confronto diretto. Quando il giornalista Zurlo gli ha chiesto se potesse escludere totalmente la contaminazione, Fabbri ha risposto che non la esclude, ma che dai suoi calcoli la possibilità che sia avvenuta è "nell’ordine delle 10/-20", una cifra prossima allo zero quindi.
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Entra nel canale WhatsAppI dubbi sull’impronta delle scale diventano terreno di scontro tra invitati
Dallo studio, Elisabetta Cametti ha sottolineato quanto anche l’ipotesi che Chiara possa aver raccolto casualmente del materiale dal pavimento risulti fragile, perché sarebbe comunque improbabile che sotto le sue unghie finisse in modo casuale lo stesso DNA con entrambe le mani. Da qui la conversazione si è spostata sull’impronta della mano rinvenuta sul muro delle scale, la cosiddetta impronta 33, oggetto di discussione da anni. Il tema ha generato un vivace scambio tra De Rensis e Zurlo, con l’avvocato che ha rimarcato come alcune incongruenze sull’orientamento di quell’impronta non siano state sempre evidenziate con lo stesso peso: "Mi dispiaccio quando in questi dibattiti le persone sono legittimamente convinte della colpevolezza di Alberto, mi sembra strano che quando ho fatto notare della posizione innaturale dell’impronta della mano sul muro della scala, il giornalista Zurlo non ha detto niente, appena viene sottolineato che è improbabile che Stasi avrebbe potuto utilizzare la medesima mano, Zurlo ha detto che è scontato". A quel punto Zurlo a risposto a tono all’osservazione dell’avvocato.
Mattino Cinque: lo scoop finale che apre nuovi interrogativi
Nel corso della trasmissione ha preso la parola anche Fabrizio Gallo, avvocato di Lovati, offrendo una chiusura che ha lasciato nello studio un clima di mistero. Ha raccontato che il suo assistito, Massimo Lovati, dopo aver seguito i recenti sviluppi legati al DNA sotto le unghie di Chiara, gli avrebbe confidato una frase significativa. Gallo ha riportato così le sue parole: "Lovati l’altro giorno mi disse: ‘Io purtroppo non sono più l’avvocato di Sempio, ma se fossi o tornassi il suo legale, avrei un grande asso nella manica che sfrutterei‘, vi lascio con questa osservazione". Un’affermazione che sembra suggerire l’esistenza di un elemento ancora non emerso, o forse di una chiave interpretativa rimasta in sospeso.
