Garlasco in TV, Lovati interpellato su Sempio rivela: "Non è pratico, ha sbagliato", poi lo scoop sulla consulenza
Tra inversione dell’onere della prova e nuove indiscrezioni: cosa è emerso davvero in diretta a Mattino Cinque con l'intervista a Massimo Lovati.

La puntata di stamattina di Mattino Cinque ha portato nuovi spunti sul caso Garlasco, soprattutto grazie alle osservazioni di Massimo Lovati, ex avvocato di Sempio, collegato con lo studio. Tra considerazioni sulla scivolata fatta dall’avvocato a Zona Bianca, e nuove congetture sul famoso scontrino di Sempio.
Mattino Cinque ritorna sul caso Garlasco (27 gennaio)
Nel corso della puntata, Federica Panicucci introduce il collegamento con Massimo Lovati ponendogli subito una domanda molto diretta: "Vorrei fare un giro veloce di pareri dei nostri ospiti, a cominciare da Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio, Massimo in buona sostanza, Cataliotti e Taccia che cosa dicono? Vogliono cercare sul computer di Chiara Poggi, o meglio di Alberto Stasi il muovente, così da poter scagionare il nostro assistito Andrea Sempio. Che ne pensa?". Lovati risponde sottolineando le sue forti riserve sulla strategia difensiva: "Ma io, cioè, pur rispettando la scelta difensiva di depositare un’istanza per l’inizio di un incidente probatorio su questo tema, non sono completamente d’accordo, perché mi sembra un’inversione dell’onere della prova, un assenso all’inversione dell’onere della prova. A meno che i difensori non siano sicuri, o pensino di far vedere che sono sicuri, che nel computer di Chiara ci sia quantomeno la prova del muovente a carico di Alberto Stasi, ma se no è un’inversione dell’onore della prova, non lo trovo giusto".
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsApp
La scivolata di Lovati a Zona Bianca, e il problema degli orari
Dopo il confronto in studio, la conduttrice manda in onda un servizio che riprende un intervento di Lovati a Zona Bianca, programma condotto da Giuseppe Brindisi. In quell’occasione, l’avvocato aveva sostenuto che il 13 agosto 2007, a Vigevano, già in mattinata tutti sapessero quanto accaduto a Chiara Poggi. Tuttavia, nel servizio emergono incongruenze temporali che portano lo stesso Lovati a rivedere parzialmente la propria posizione.
Rientrati in diretta, Panicucci torna sull’argomento: "Allora, Lovati, vorrei ripartire da qui, cioè tutti sapevano? Cosa vuol dire che qualcuno era entrato in quella casa, un assassino o qualcuno che poi è entrato in quella casa, ha iniziato a mandare messaggi e la notizia si è sparsa a macchia d’olio?". Lovati ammette qualche incertezza: "Ma può essere, però io dopo mi sono rivisto un attimo, mi sono riveduto nella memoria, forse era pomeriggio, però io sono convinto che era la mattina, perché il pomeriggio non aveva senso andare al mercato, alla fiera, per me".
Il dialogo prosegue con nuove domande: "Quindi l’abitudine è quella di andare al mattino alla fiera e quindi lei dice a quell’ora girava già la voce, c’era già la voce, quindi chi potrebbe aver messo in giro quella voce?". Lovati risponde senza sbilanciarsi: "Chi l’abbia propagata? Chiunque l’avrebbe potuta propagare". Panicucci ribatte ricordando un elemento chiave: "Piuttosto chi è stato in quella casa, perché poi la telefonata di Alberto Stasi è alle 13, credo e 50". Lovati ipotizza altre possibilità: "Oppure chi ha avuto la soffiata. C’è anche il programma, Striscia la Notizia". Alla richiesta di chiarimenti, aggiunge: "Allora, ripeto, la mia memoria può essere fallace, nel senso che dopo tutte le critiche che ho ricevuto su questa circostanza, su questo pensiero, mi sono rivisto e forse hanno ragione loro, son passati 18 anni".
Lo scontrino e l’alibi
La discussione si sposta poi sulle tempistiche degli spostamenti di Sempio e sullo scontrino citato più volte. L’avvocato Gallo interviene: "Potrebbe essere importantissimo io concordo con un mega amico avvocato e cliente Lovati, è come dice il mio assistito è una curiosità nel senso che a mio avviso non andava rappresentato, perché la costruzione di un alibi se poi questo alibi si determinerà come falso, è chiaro che può essere un boomerang". Lovati ribadisce: "Io ho sempre ritenuto che lo scontrino fosse semplicemente un pezzo di carta irrilevante per la prosecuzione delle indagini. Io lo definisco come un errore innocente, l’averlo fornito da parte del ragazzo Sempio, che è uno che non è pratico di giustizia, di queste questioni, è stato uno sbaglio", Panicucci: "Ma se lo scontrino è vero perché dovrebbe essere un errore?" Lovati: "Ma se Sempio è estrano al delitto, è come me, come chiunque di noi".
L’ultima ora a fine puntata sulla consulenza della dottoressa Cattaneo
Proprio nel finale, Panicucci interrompe il confronto: "Scusate tuti devo andare da Emanuele Canta perché c’è un’ultim’ora". L’inviato annuncia: "Si Federica, noi da alcune indiscrezioni abbiamo saputo che per quanto riguarda la tanto attesa consulenza della dottoressa Cattaneo, incaricata di indagare le cause della morte e forse anche l’arma usata sulla povera Chiara, ancora prende tempo e non è imminente il suo deposito, slitta quindi di giorni, e forse di settimane".
