Garlasco in TV, scontro a Mattino Cinque sull'incidente probatorio della difesa Stasi: "Mi lasci finire il concetto"
Tra diritto alla difesa, limiti tecnici e ricerca del movente, a Mattino Cinque si accende un confronto serrato che riporta a galla le contraddizioni del caso Garlasco.

Nella puntata di stamattina di Mattino Cinque l’attenzione si è nuovamente concentrata sull’incidente probatorio richiesto dalla difesa di Alberto Stasi, in particolare sull’analisi del suo computer e di quello di Chiara Poggi. Un tema introdotto dall’inviato Emanuele Canta, ripercorrendo il perché di una richiesta che arriva a distanza di anni da una condanna definitiva.
Garlasco: il tema dell’incidente probatorio
A introdurre il tema è Federica Panicucci, che mette subito a fuoco il cuore della questione, spiegando come la richiesta dell’incidente probatorio venga letta da più parti come un tentativo della difesa di Andrea Sempio di individuare un movente alternativo: "In buona sostanza Cataliotti e Taccia cercano il movente dell’omicidio, lo ricercano per Alberto Stasi ovviamente per scagionare il loro assistito Andrea Sempio ma è complicato che ammettano un incidente probatorio".
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Entra nel canale WhatsAppCaos Poggi: il paragone con l’impronta 33
Nel confronto interviene anche Brindani, che richiama un precedente ben noto, quello dell’impronta 33, sottolineando la natura ripetibile di certi accertamenti: "Si ripete la vicenda dell’impronta 33, cioè anche sull’impronta 33 c’è stato un dibattito sul fatto di inserirla o non inserire l’incidente probatorio. L’impronta 33 è una fotografia, l’esame dell’impronta 33 è ripetibile un milione di volte". Un’osservazione che rafforza l’idea secondo cui l’incidente probatorio, per sua natura, dovrebbe essere riservato a casi ben diversi.
Mattino Cinque: i limiti dell’analisi
Federica Panicucci insiste su un altro punto centrale, ricordando che "però il tema è anche che stiamo parlando di un condannato in via definitiva, il suo computer è già stato analizzato più e più volte, c’è una perizia, il processo si è già concluso". A questo si aggiunge l’intervento della Camezzi, che riconosce il diritto della difesa a presentare la richiesta, ma ne evidenzia le criticità: "Premesso che è loro diritto chiedere l’incidente probatorio però comunque sia è difficile che venga ammesso", spiegando come l’uso di materiale già esaminato per un procedimento a carico di un’altra persona rappresenti un ostacolo rilevante.
Il focus sul computer di Chiara Poggi e il botta e risposta in studio
Il confronto si sposta poi sul computer di Chiara Poggi, quando Panicucci chiede un parere a Marco Oliva. Secondo lui, il movente potrebbe essere ricercato proprio lì: "Allora per la nuova indagine probabilmente il movente potrebbe trovarsi nel computer di Chiara Poggi". Il momento più acceso arriva con l’intervento dell’ospite Simona, che definisce incredibile e inaccettabile la continua ricerca del movente dopo 18 anni, ricordando come l’incidente probatorio sia uno strumento pensato per situazioni ben diverse. Il confronto degenera in un acceso botta e risposta con Oliva, che la interrompe mentre lei prova a completare il suo ragionamento: "In questo caso non credo che ci siano gli estremi per l’incidente probatorio, e anche perché il movente per Alberto Stasi è assolutamente inammissibile. Avete ricordato più volte come le prove per un condannato siano soltanto a discapito…" intanto la donna in collegamento viene interrotta da Oliva, che le parola sopra: "Ma perché dice così? La difesa di Sempio dice che se si accetta il movente di Stasi…". Interviene di nuovo Simona: "Mi scusi, volevo finire il concetto", Oliva prova a continuare: "Il computer di Chiara…", Simona si impunta: "Vorrei avere la possibilità di finire il concetto. Purtroppo non la sento, volevo finire il concetto. Il computer di Chiara mi sembra interessante invece perché rappresenta quel famoso link che si è sempre escluso tra la vittima e l’attuale indagato". A chiudere la discussione è ancora Federica Panicucci, che sottolinea come alcune ipotesi riguardino elementi di cui oggi non si conosce praticamente nulla: "Però questo riguarderebbe il computer di Andrea Sempio, del quale oggi insomma non sappiamo niente".
