Garlasco in TV, la conferma del biologo Ugo Ricci che riaprì il caso: "Stasi poteva essere già escluso nel 2014"
Tra perizie, consulenze e domande dirette in studio, il biologo forense ripercorre i passaggi chiave della sua consulenza, facendo una rivelazione forte a Mattino Cinque.

La puntata di stamattina di Mattino Cinque ha riportato al centro dell’attenzione le indagini sul DNA che hanno riavviato il caso Garlasco. Grazie alla presenza in studio di Ugo Ricci, biologo forense che ha contribuito alla riapertura del caso.
Il confronto iniziale in studio a Mattino Cinque
Ad aprire il dibattito è la conduttrice Federica Panicucci, che introduce l’ospite andando subito al cuore della questione con una domanda che non lascia spazio a interpretazioni: "Lei cosa ne pensa? Si poteva arrivare alle medesime considerazioni di oggi già nel 2014, quindi escludere Alberto Stasi dalla scena del delitto già allora?". Una domanda che chiama in causa le perizie e le valutazioni scientifiche disponibili già in passato, chiedendo quindi al biologo un pare complessivo.
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Entra nel canale WhatsAppLa risposta di Ricci è chiara: "Certamente si. I risultati sono categorici, e sono stati evidenziati nella perizia Albani, già dimostravano che Alberto Stasi non poteva essere uno dei donatori dei quel DNA". Un’affermazione che in studio segna un momento di forte confronto, interrotto dalla conduttrice per andare avanti.
Caso Garlasco, la conferma dell’avvocato De Rensis
Dopo un servizio firmato da Emanuele Canta, la conduttrice passa a un altro ospite, l’avvocato De Rensis, con Panicucci che sottolinea l’attesa per un nuovo passaggio cruciale: "Avvocato De Rensis, siamo in attesa della perizia della Dottoressa Cattaneo, che potrà essere importante in un modo e nell’altro". Anche qui il riferimento è a un elemento tecnico che potrebbe incidere in maniera decisiva. La replica dell’avvocato lo conferma: "Sarà un passaggio fondamentale insieme alla BPA. È chiaro che qualora l’orario della morte dovesse differire dalle ipotesi che ha portato Alberto in carcere, si apriranno scenari molto diversi".
Il racconto della consulenza e delle analisi del biologo Ricci
La parola torna poi a Ricci quando Panicucci riporta l’attenzione al 2023 e al momento in cui il biologo forense venne coinvolto direttamente: "Ritorniamo a quel 2023, lei viene contattato da Bocellari e De Rensis per una consulenza, che poi verrà depositata. Ci racconta come è andata?". La risposta di Ricci riassume brevemente tutto: "Il team mi contattò, e poi ho avuto un colloquio con l’avvocato di De Rensis, che mi interrogò per due volte consecutive per accertarsi che ciò potessi essere del tutto imparziale nelle mie considerazioni. Dopo di che ho avuto i tracciati elettroforetici di De Stefano, ho avuto la relazione di Linarello che conteneva il DNA di Andrea Sempio, che poi è stato confermato attraverso la perizia Albani. Le mie valutazioni hanno portato a delle conclusioni sovrapponibili a quelle della perizia Albani. Le valutazioni sono state poi su richiesta del team di avvocati, valutate imparzialmente da un professore di Berlino esperto del cromosoma Y, a cui ho mandato i tracciati elettroforetici e i profili A e B anonimi corrispondenti all’indagato e ad Alberto Stasi. I risultati, che sono stati trascritti in una relazioni che ho allegato alla mia, riportavano gli stessi risultati che la dottoressa Albani ci conferma nel proprio elaborato".
