Garlasco in TV, l'avvocato Cataliotti furioso in diretta: "Vergognoso, era privato, ci vedremo in tribunale"
A Mattino Cinque si passa dalle precisazioni sulla perizia Albani, alle rivelazioni dell'avvocato Cataliotti dopo il confronto dell'incidente probatorio. Spazio anche ad un furioso appello social.

Il caso Garlasco continua a tornare al centro del dibattito pubblico. A Mattino Cinque si trattano alcuni degli aspetti più discussi degli ultimi giorni, come quello legato alle analisi sul DNA e alle conclusioni della perizia Albani. In collegamento, le parole dell’avvocato Cataliotti hanno dato vita a un confronto serrato.
Garlasco, interviene l’avvocato Cataliotti sulla perizia Albani
Durante il segmento condotto da Francesco Vecchi, in sostituzione di Federica Panicucci, impegnata a preparare i suoi appuntamenti televisivi delle feste, l’attenzione si è concentrata sulle dichiarazioni emerse dalla perizia Albani. Cataliotti prende la parola e chiarisce subito: "Parto dalla presentazione dell’unico atto contraddittorio, che è la perizia della Dottoressa Albani, che spiego come sia stata rappresentata in modo totalmente distorto". L’avvocato entra nel merito spiegando che uno degli aspetti fondamentali riguarda la natura del materiale genetico analizzato: "Per prima cosa il DNA è misto, è lasciato quindi da almeno due persone. È degradato, e questo viene detto 14 volte nella perizia". A questo aggiunge un altro elemento che ritiene cruciale: "I due picchi possono essere sbagliati, e la comparazione è stata fatta con banche dati molto scarse". Il legale chiede di fermarsi un momento su questo punto, perché "Questa cosa non l’ha detta nessuno", sottolineando come l’analisi sia stata condotta attraverso un esame biostatistico basato su banche dati parziali.
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Entra nel canale WhatsAppMattino Cinque: le banche dati della perizia Albani e il tema della compatibilità
Nel suo intervento, Cataliotti racconta anche un confronto diretto con la perita: "Io ho chiesto alla dottoressa Albani se una banca dati compatibile a Garlasco o Pavia avrebbe dato dei risultati più provanti, lei ha risposto ’Si’". Da qui nasce una delle contestazioni principali, quella sulla compatibilità attribuita a Sempio. "E non è vero neanche che con quel risultato one shot si sia rivenuta una compatibilità con Sempio e la sua linea parentale". L’avvocato precisa poi che la scala utilizzata per valutare la compatibilità è composta da cinque livelli, e "Nel caso di Sempio si ferma solo al secondo punto". A chiudere il ragionamento, richiama la fine della perizia: "Albani chiude la perizia dicendo che comunque non si potrebbe dire come, dove e quando sia stato lasciato quel materiale, e neanche se da contatto diretto o indiretto".
Il confronto acceso in studio
Dopo l’intervento di Cataliotti, Francesco Vecchi prova a ricondurre la discussione su binari più ordinati. In collegamento interviene Flaminia Bolzan, che riconosce alcuni limiti della perizia ma sottolinea il lavoro della procura: "E’ vero che la perizia dice che non è possibile stabilire se il dna sia sopra o sotto le unghie, però la procura sta effettivamente facendo il suo lavoro, e ritengo che attualmente la procura stia anche mantenendo un certo riserbo rispetto alla diffusione di determinati elementi". Cataliotti replica "Poi l’interpretazione la da la cassazione". Bolzan chiarisce di non voler attaccare il legale, ma pone una domanda diretta: "C’è un dato che è riconducibile alla linea patrilineare di Sempio? Si". Cataliotti risponde secco: "Non è detto". Quando Bolzan insiste ricordando che nella perizia sarebbe scritto, Cataliotti ribatte: "No, è scritto il contrario, basta leggerlo. Può trattarsi di un risultato sbagliato".
Il video social dell’avvocato Cataliotti e la risposta alle polemiche
Nel finale del segmento, Vecchi mostra il video social che ha fatto discutere, in cui Cataliotti riprende al ristorante il pool difensivo di Sempio. L’avvocato chiarisce il senso di quel contenuto: "Partiamo dal presupposto che non si debba offendere, era solo una storia, non un real o un post". Respinge l’idea di un messaggio costruito ad arte e spiega: "Io ho una vita social molto attiva. Era l’ultima occasione in cui ci saremmo visti in questi giorni noi, provenienti da quattro parti diverse d’Italia". Alle critiche invece risponde senza mezzi termini, dicendo che "Si è offesa la tifoseria avversaria contro Sempio" e che la cosa non lo riguarda. Poi affronta il tema degli insulti ricevuti: "È vergognoso che ci sia gente che insulti sui social perché io rappresento un momento di video privata ai miei amici". La chiusura è netta e diretta: "Troveranno la giusta risposta in sede giudiziaria, chi vuole offendere offenda, ci vediamo in tribunale".