Garlasco in TV, lite in diretta tra Panicucci e l'avvocato di Sempio, Cataliotti: "La sua inviata è più educata di lei"
I retroscena dello studio di Mattino Cinque, lo scontro a fuoco tra l’avvocato Cataliotti e la conduttrice Federica Panicucci, e la verità ancora in bilico sul caso di Garlasco.

Nel dibattito acceso sul delitto di Garlasco, l’intervento dell’avvocato Liborio Cataliotti in collegamento con Mattino Cinque ha offerto nuovi spunti e, allo stesso tempo, ha messo in luce un clima di evidente tensione con Federica Panicucci. L’approfondimento, nato per fare chiarezza sugli sviluppi delle indagini, è rapidamente diventato un botta e risposta serrato, con toni che solo a tratti sono riusciti a ritrovare un’apparente calma.
Il collegamento con Cataliotti e la posizione della difesa di Sempio
Fin dai primi minuti del collegamento, l’avvocato ha descritto con precisione il lavoro che la difesa sta preparando in vista del 18 dicembre, data del confronto con il perito nominato dal giudice. Cataliotti ha spiegato: "Oggi ci vedremo per fare il punto della situazione, decideremo le domande da fare al perito nominato dal giudice il 18 dicembre, e delineeremo la strategia difensiva. No, non sono previste analisi a carico del mio assistito, tutto è stato già fatto. L’unica cosa che posso rivelare dei verbali dell’incidente probatorio, è che oggi discuteremo come formalizzare le nostre valutazioni scientifiche. Sulla traccia dell’incidente 33, che resta fuori da tutto questo, siamo assolutamente tranquilli, serve un alto numero di corrispondenze, il nostro esperto Palmegiani si è consultato con i massimi esperti italiani, e su questo possiamo essere un po’ sfrontati, vi dico che non è di Andrea Sempio".
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Entra nel canale WhatsAppMattino Cinque: le frizioni dell’avvocato Cataliotti con Federica Panicucci
La tensione in studio è aumentata quando, dopo essersi consultata con gli ospiti in tudio, Federica Panicucci ha sottolineato che "in studio De Rensis fa notare che non ci sono evidenze di telefonate di Andrea Sempio verso il telefonato di Marco Poggi". Cataliotti ha replicato: "Non c’è evidenza semplicemente perché il telefono non prendeva". Pochi minuti dopo, lo scambio è diventato ancora più tagliente, soprattutto quando la conduttrice ha ricordato che "Già cinque esperti hanno ricondotto alcune prove a Sempio", provocando la reazione piccata dell’avvocato, che intanto stava parlando e ha ribattuto: "Aspetti aspetti, se non mi lascia finire io però prendo questo auricolare e me ne vado, lo lascio alla sua inviata e collega, che è molto più educata di lei. Lei quali competenze ha? È un avvocato?". Un momento di forte gelo, che ha lasciato trasparire tutto il nervosismo accumulato in un confronto che avrebbe dovuto restare tecnico ma che, nei fatti, ha mostrato ripetuti scarti emotivi.
Il nodo dello scontrino e le valutazioni della difesa
Ad inizio collegamento Cataliotti ha anche commentato il ruolo dello scontrino, spesso indicato come un possibile alibi, dicendo: "Io prego che si estenda il momento utile della realizzazione dell’omicidio, così si smetterebbe di parlare di questo scontrino. È una prova vera, che non può essere comunque un alibi, dato che non fornisce la targa, ma a chi dice che la smentita di un alibi rappresenti una prova di colpevolezza, dico di andarsi a leggere le sentenze della corte di cassazione". Secondo il legale, dunque, lo scontrino resta un elemento marginale, che viene troppo spesso forzato nel dibattito pubblico, mentre i "primi responsi" delle nuove analisi sarebbero, a suo dire, "assolutamente favorevoli alla posizione di Andrea Sempio".
