Garlasco in TV, l'avvocato Gallo scatena il caos: "Mettetevelo in testa, dite idiozie", interviene la Panicucci
Tra comunicati, repliche incrociate e tensioni in diretta, la puntata di stamattina di Mattino Cinque riaccende il dibattito su verità, limiti delle indagini e il computer di Chiara Poggi.

La puntata di stamattina di Mattino Cinque ha dedicato ampio spazio agli ultimi risvolti del caso Garlasco, concentrandosi sui recenti comunicati, controrepliche e da un confronto acceso tra gli ospiti in studio. Il tema centrale è stato quello delle nuove analisi legate al computer di Chiara Poggi, questione che continua a dividere opinioni, strategie difensive e interpretazioni procedurali.
La risposta della difesa di Stasi e la controreplica dei rappresentanti dei Poggi
La discussione è partita dalla posizione assunta dalla difesa di Stasi, che ha scritto un comunicato parlando dell’estenzione delle indagini al computer di Chiara Poggi. Su questo punto si è innestata immediatamente la controreplica della difesa della famiglia Poggi, dando vita a un botta e risposta che ha fatto da cornice all’intero confronto televisivo. Il nodo, ancora una volta, è apparso quello del movente e della possibilità o meno di tornare ad analizzare elementi già oggetto di perizie, tema che ha acceso gli animi in studio.
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Entra nel canale WhatsAppGrazia Longo ha sottolineato con chiarezza la posizione della famiglia Poggi, affermando: "La famiglia Poggi, che è molto convinta sia stato Stasi, si è concentrata su un eventuale movente relativo alla sua condanna". Una frase che ha immediatamente sollecitato l’intervento di Federica Panicucci, pronta a porre una domanda diretta e destinata a diventare uno dei passaggi più discussi della puntata.
Mattino Cinque: il computer di Chiara e l’intervento di Gallo
"Ma non crede che sia importante analizzare anche il computer di Chiara Poggi ai fini dell’indagine?" ha chiesto la Panicucci alla Longo in collegamento, aprendo inconsapevolmente uno dei fronti più delicati dell’intera discussione. La risposta di Longo è stata altrettanto netta: "Si io l’ho detto dall’inizio di questa inchiesta, anche il pc di Chiara, non bisogna avere paura della verità". Parole che hanno spostato l’attenzione sul concetto stesso di verità e sulla necessità, secondo alcuni, di non porre limiti all’accertamento dei fatti, anche quando questo significa riaprire questioni già esaminate.
Il clima si è fatto ancora più teso con l’intervento di Gallo, che ha utilizzato toni durissimi: "Gli ulteriori accertamenti su Stasi sono inammissibili. È inutile che si sbraccino ancora per fare accertamenti. È stato giudicato, sono state fatte delle perizie, non dite idiozie su queste cose, perché dite idiozie giuridiche, l’unico esperimento che si deve fare è sul computer di Chiara, dovete mettervela bene in testa questa cosa". Un intervento che ha fatto esplodere il caos in studio, con gli altri ospiti che hanno iniziato a ribattere animatamente e tutti insieme, costringendo la Panicucci a intervenire per invitare alla calma e riportare ordine nel dibattito.
Garlasco: il chiarimento procedurale di Aldrovandi
A cercare di ricondurre la discussione su un piano più tecnico è stata Elisabetta Aldrovandi, che ha preso la parola per spiegare gli aspetti procedurali della vicenda: "Proceduralmente, il concorso di Sempio con Stasi vede Stasi indicato nel capo di imputazione di Sempio perché è stato già condannato in via definitiva, non perché nei suoi confronti si possano esperire nuove attività di indagine. Quindi un incidente probatorio su un computer già oggetto di perizia è inammissibile, mentre in un eventuale processo a carico di Sempio, lo stesso ministero potrebbe richiedere una nuova perizia sul pc di Chiara Poggi, per ricercare un eventuale movente".
