Garlasco in TV, Massimo Lovati sorprende in diretta da Mattino Cinque: "Lo scontrino non è un alibi, è carta straccia"
Dal mistero del coniglio che avrebbe dovuto rimescolare le carte delle indagini sul caso di Chiara Poggi, al parere estremo di Massimo Lovati. Ecco cosa è emerso in studio.

Nell’ultima puntata di Mattino Cinque si è tornati a parlare del Caso Garlasco con un tono che, fin dalle prime battute, lasciava intendere quanto l’argomento fosse tutt’altro che cristallizzato. La conduttrice Federica Panicucci ha cercato di ricostruire il quadro degli ultimi sviluppi, mentre dagli ospiti arrivavano considerazioni che aprivano interrogativi ulteriori, offrendo la sensazione di trovarsi all’inizio di una fase nuova dell’indagine.
Il nodo Sapone e gli scenari che potrebbero aprirsi
In trasmissione Gallo, avvocato di Lovati, ha affrontato il nodo Sapone, e delle misteriose chiamate fatte a Sempio, dicendo chiaramente: "Sapone deve dire la verità, perché lo smentiscono gli elementi oggettivi. Se ammette di aver conosciuto gli Scempio, cambia lo scenario, ma in quel caso deve spiegarci perché li ha chiamati". Poi l’avvocato ha aggiunto: "Ieri si sono aperti alcuni scenari che entro fine settimana si risolveranno", spingendo la conduttrice a chiedergli se ciò significasse l’arrivo di un indagato entro pochi giorni. Gallo ha risposto con un evasivo ma significativo "Lo sta dicendo lei", senza negare l’ipotesi.
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Entra nel canale WhatsAppMattino Cinque: le dichiarazioni di Lovati sullo scontrino e il misterioso ‘coniglio’
Uno dei temi più discussi in puntata è stata la metafora usata nei giorni precedenti dall’avvocato Lovati: quel "Coniglio dalle orecchie lunghe" che aveva incuriosito il pubblico e che in alcuni passaggi era stato collegato alla possibile comparsa di una figura inattesa. In collegamento telefonico Lovati ha spiegato che quel coniglio "Sta a significare una circostanza magica, una metafora di un mago che riesce ad estrarre a sorpresa un coniglio dal cilindro", aggiungendo che: "La mia paura è che dopo sei mesi di indagini spunti un indizio" e chiarendo che "Il coniglio è nella mia testa, è una metafora". Poco prima, in studio, la conduttrice aveva chiesto: "Possibile che questo coniglio dalle orecchie lunghe possa essere una persona vicina al passaggio dei documenti o alla consegna dello scontrino?". "Si tratta solo di una metafora", aveva tagliato corto Lovati.
Caso Garlasco: lo scontrino e le considerazioni di Lovati
Sul tema dello scontrino di Sempio usato come alibi, Gallo aveva risposto già prima del collegamento con il suo assistito senza esitazioni: "Potrebbero essere o l’uno o l’altro. E comunque Lovati è sempre stato contrario alla consegna dello scontrino, perché nella sua tesi difensiva poteva essere un elemento negativo a carico". Panicucci ha quindi poi chiesto allo stesso Lovati se non fosse proprio lo scontrino in possibile "Coniglio" che avrebbe cambiato tutto, e l’avvocato ha ribadito che: "Lo scontrino è fatto di carta, non è un alibi, non serve a nulla. mi è venuta la barba lunga con questo scontrino, è carta straccia". La conduttrice ha però espresso la sensazione che chi parlava stesse volutamente lasciando aperte più interpretazioni, osservando che è "Chiaro che non può venire in televisione dicendo ‘è stato X’".
