Garlasco in TV, lite accesa tra l'avvocato Gallo e il Colonnello Cassese: "Ammettete di aver fatto delle cappellate"
In studio a Mattino Cinque tornano tensioni e accuse sulle indagini del caso Garlasco, tra ricostruzioni contestate e domande che continuano a dividere.

Il caso Garlasco è uno di quei temi che, ogni volta torna in televisione riportando a galla interrogativi mai del tutto sopiti. A Mattino Cinque il confronto tra gli ospiti in studio si concentra proprio su questo tema, ma bastano pochi interventi perché il dibattito cambi passo e assuma toni molto accesi.
Caso Garlasco: crepe nel racconto delle indagini
La discussione entra nel vivo quando si comincia a parlare dei possibili problemi emersi durante le indagini in caserma, con la presenza del colonnello Gennaro Cassese. Nel ricostruire una fase delicata, l’ospite in collegamento Palmeggiani spiega che Andrea va insieme al padre a prendere lo scontrino a casa. Una frase che apre subito una crepa nel racconto, perché Panicucci interviene chiedendo come sia possibile che escano insieme dalla caserma. Cassese prova a riportare tutto su un piano più concreto e verificabile, spiegando che per scoprirlo basterebbe andare a vedere il registro degli accessi alla caserma. Una risposta che però non sembra sciogliere del tutto i dubbi sollevati in studio.
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Entra nel canale WhatsAppIl nodo dell’alibi e le scelte investigative
Il confronto si sposta poi su un altro punto centrale della vicenda, quello dell’alibi. Panicucci osserva che se Alberto Stasi avesse avuto subito l’alibi, probabilmente non si sarebbe andati avanti con le indagini. È una riflessione che pesa, perché chiama in causa le scelte fatte nelle primissime fasi e il loro impatto sull’intero percorso investigativo. Cassese, su questo punto, resta cauto e risponde che non è in grado di dirlo. Una presa di distanza che, invece di chiudere il discorso, finisce per alimentare nuove domande.
Mattino Cinque: lo scontro aperto tra Gallo e Cassese
Il momento di maggiore tensione arriva quando Gallo prende la parola e attacca senza mezzi termini. Chiede: "Perché non ammettete tutti gli errori che avete fatto? dopo tutte le cappellate che avete detto, avete fatto dei danni dal punto di vista investigativo con Stasi, lei deve dire ‘Io ho sbagliato’, ha capito cassette?". La reazione di Cassese è immediata e altrettanto dura. Replica: "Il professore parla senza conoscere gli altri, come no avvocato, su quali basi dice queste cose?". Gallo non arretra e spiega: "Perché ho assistito a quello che abbiamo detto in questa trasmissione, e ho letto i verbali". Con una frattura evidente tra chi difende l’operato degli investigatori e chi invece continua a vedere errori mai davvero riconosciuti, si chiude il confronto.
