Garlasco in TV, spuntano incongruenze sulla spazzatura mentre la casa era sotto sequestro, Panicucci: "Prendo le distanze"

Due immagini che fanno crescere i dubbi sul caso Garlasco. Scoppia il confronto a Mattino Cinque sulle incongruenze dei reperti nella casa sotto sequestro.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La puntata di stamattina di Mattino Cinque ha riportato l’attenzione sul caso Garlasco attraverso un confronto che, pur partendo da un dettaglio apparentemente marginale, ha fatto crescere i dubbi degli ospiti. Al centro della discussione, due fotografie della busta della spazzatura di casa Poggi, scattate in date diverse e mostrate in studio una accanto all’altra, immagini che secondo quanto emerso presenterebbero differenze visibili e difficili da ignorare.

Garlasco: il confronto delle immagini dell’immondizia con Federica Panicucci

La conduttrice, introducendo l’argomento, ha spiegato che le foto mostrate in trasmissione risalirebbero rispettivamente al 3 ottobre e al 5 dicembre. È proprio da questo confronto che nasce la domanda chiave posta in studio: "Il 3 ottobre viene fotografata la spazzatura, perché il 5 dicembre la foto fatta allo stesso oggetto è diversa?". Una domanda molto importante, anche perché da lì si è sviluppato un dibattito articolato sull’incongruenza evidente dalle foto.

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Le ipotesi tecniche sul deterioramento della spazzatura

Tra i primi a intervenire c’è stato Fabbri, che ha provato a fornire una spiegazione legata a elementi materiali e naturali: "Bisogna considerate che c’è del materiale organico all’interno, a mio avviso la banana sarà andato incontro a marcescenza, riducendo quindi il suo volume e facendo spostare i prodotti sopra di essa". Un’ipotesi che punta su un processo naturale, capace di spiegare lo spostamento apparente degli oggetti senza necessariamente chiamare in causa interventi esterni. Di idea diverso l’osservazione di De Rensis, che ha messo in evidenza dettagli specifici delle immagini: "La cosa che non capisco è perché nella foto il piatto sale e il barattolo dello yogurt scende, Perché succede?". Un interrogativo che ha fatto crescere i dubbi in studio.

Mattino Cinque: il ricordo delle paure di Lovati

Nel corso della discussione è intervenuto anche Cametti, richiamando alla memoria un elemento già emerso in passato: "Io ricordo quando l’avvocato Lovati parlava dell’incubo che faceva secondo cui aveva paura che qualcuno potesse entrare in casa e fare qualcosa con quella spazzatura". Un ricordo che ha aggiunto altre riflessioni in studio, e Gallo, avvocato di Lovati, in collegamento osserva:"La paura di Lovati evidentemente era molto ben legittimata, a giudicare da queste foto, temeva che qualcuno potesse interagire con quella spazzatura". Emisabetta Cametti aggiunge: "Lovati aveva paura che in qualche modo potesse essere rinvenuto il dna di Sempio su alcuni dei prodotti nella spazzatura, che lo avrebbe quindi potuto collocare nella scena del crimine".

La posizione di Federica Panicucci

Di fronte alle diverse letture, Panicucci ha voluto chiarire la propria posizione: "Io voglio sperare e credere che nulla sia avvenuto e sposare la tesi del Dottor Fabbri, e che nulla sia stato toccato". Una presa di distanza netta da ipotesi più allarmanti, ribadita anche dopo l’intervento di Zurlo, secondo cui "E’ evidente che qualcuno l’abbia maneggiata, ci sono troppo differenze". A quel punto Panicucci ha precisato: "Questo però lo dice lei, io prendo le distanze. Però Stefano, vedo che sei molto obiettivo, lo riconosco". Quando De Rensis ha ipotizzato: "Ma forse ci sarà stato un animaletto che avrà toccato le cose?", la risposta della conduttrice è stata immediata: "Ma dai no, adesso non facciamo ironia". Un passaggio che ha segnato chiaramente il clima del dibattito, mantenuto su toni seri nonostante le diverse opinioni.

Il tema della sicurezza dell’abitazione è stato però chiarito dal Dottor Fabbri: "Restando ai documenti ufficiali, che sono le carte processuali, a meno di errori dell’umano agire, quella casa era sotto sequestro, la pattumiera viene prelevata nel marzo 2008, la catena di custodia sarebbe dovuta essere integra". Ma anche questa affermazione è stata seguita da un’ulteriore riflessione, da parte di Riccardo Signoretti: "Non sarebbe la prima volta che qualcuno irrompe in una casa sotto sequestro".


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