Garlasco, scoop dell'avvocato Gallo sulle indagini di Brescia: "Soldani e Grassi hanno detto di aver preso soldi da Sempio"

Un’intervista esclusiva, retroscena inediti e nuove domande a Mattino Cinque: l’avvocato Gallo svela cosa ha detto il suo assistito dopo l’audizione in procura.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nella puntata di oggi di Mattino Cinque, Federica Panicucci ha affrontato ancora una volta il caso Garlasco, dedicando ampio spazio alle dichiarazioni rilasciate in esclusiva dall’avvocato Gallo, legale di Massimo Lovati. Dopo l’audizione del suo assistito in procura, il legale ha ricostruito quanto sarebbe accaduto e ha riportato alcune delle parole pronunciate da Lovati, aggiungendo dettagli che hanno acceso un nuovo dibattito.

Garlasco, l’interrogatorio in procura di Massimiliano Lovati

L’avvocato Gallo ha spiegato che l’interrogatorio di Lovati è durato diverse ore, dalle quattro del pomeriggio fino alle otto di sera. Il suo assistito è stato ascoltato come persona informata sui fatti, e dunque non in qualità di indagato. A telecamere accese, Lovati aveva raccontato ieri sera: "Tutto bene, sono magistrati bravi, molto garanti della personalità di chi ascoltano, è stata una bella chiacchierata, nulla di che. Confermo la somma di ricostruzione del denaro. Sì, io prendevo la mia parte da Soldani. Circa 15-16 mila euro, circa. Cosa hanno detto Soldani e Grassi? Che è vero che dividevamo, però che i conti li facevo io, le richieste le facevo io…". A quel punto, l’avvocato Gallo ha chiarito dallo studio: "Una grande parte dell’interrogatorio è stata proprio su questo nodo, io naturalmente ero fuori, l’ho accompagnato, perché è persona informata sui fatti, naturalmente non è indagato". Parole che lasciano intendere come la procura abbia voluto ascoltare Lovati in piena autonomia.

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La versione sulla spartizione del denaro raccontata dall’avvocato Gallo

Nel corso della diretta, Gallo ha poi fornito alcune anticipazioni importanti sulle dichiarazioni del suo assistito: "Lovati ha chiarito perfettamente quali sono state le linee di questa condotta. Lui della spartizione e dell’eventuale distribuzione è assolutamente estraneo, perché i soldi, ribadiamolo, arrivano dalla famiglia Sempio allo studio di Soldani. Lui andava, come ha sempre detto, esclusivamente a prendere la sua parte che gli consegnava Soldani. Non è vero che poi Soldani dava tutti i soldi a lui per ridistribuire. Credo che sia una cosa illogica". A mettere ordine nella ricostruzione è stata Federica Panicucci, che ha fatto un sunto di quanto detto da Gallo e Lovati, che avrebbero lasciato intendere che gli avvocati coinvolti nella vicenda avrebbero modificato la loro versione: "Sembrerebbe che in un primo momento avessero detto di non aver preso compensi, invece adesso hanno ammesso che li hanno percepiti".

Il nodo dello scontrino a Mattino Cinque

Un altro punto cruciale affrontato in trasmissione è stato quello dello scontrino, elemento da sempre al centro delle polemiche. La conduttrice ha domandato se durante le quattro ore in procura fosse stato toccato anche quel tema. L’avvocato Gallo non ha escluso nulla: "Credo di sì, è una parte importante. Sicuramente noi raccontiamo la verità, noi vogliamo che esca quello, la verità. Io credo che i magistrati sul punto siano stati molto informati e si chiariranno tutta una serie di cose". Le parole dell’avvocato hanno lasciato intendere che la procura sia andata oltre le constatazioni sulla pista della corruzione, ricollegandosi anche al caso di Chiara Poggi. Le dichiarazioni dell’avvocato Gallo a Mattino Cinque aprono a nuovi interrogativi e delineano con maggiore chiarezza la posizione del suo assistito. Da un lato, una conferma della somma ricevuta, dall’altro, la ferma volontà di escludere qualsiasi ruolo nella distribuzione del denaro. Restano però ancora aperte molte questioni, a partire da quella dello scontrino, che continua a creare incongruenze e dubbi tra procura e media.


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