Garlasco in TV, attriti in diretta tra il consulente dei Poggi e Federica Panicucci: "Queste sono sue considerazioni"

Tra tempi ristretti, ipotesi sull’arma e domande incalzanti in studio, il consulente della famiglia Poggi difende la sua analisi e frena sulle interpretazioni in studio a Mattino Cinque.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La puntata di stamattina di Mattino Cinque ha riacceso l’attenzione sulla nuova consulenza relativa al caso Garlasco, portando al centro del dibattito il confronto diretto con il consulente della famiglia Poggi, Dario Redaelli. Un collegamento che ha mostrato tutte le difficoltà di una ricostruzione che continua a far discutere, soprattutto quando viene messa alla prova del tempo a disposizione.

Garlasco, il punto di partenza del confronto con il consulente Dario Redaelli

Il dibattito in diretta è partito dalle premesse già note sulla ricostruzione. In studio si è entrati subito nel merito della nuova consulenza, che collocherebbe Alberto Stasi sulla scena del crimine e ricostruirebbe l’inizio dell’aggressione in cucina. Redaelli aveva spiegato: "Non si tratterebbe di una novità assoluta, l’avvocato Tizzoni e Compagna già lo dicevano dal 2009. Adesso a seguito di una indagine più approfondita, sulla base di documentazione fotografica fatta all’epoca, riteniamo che ci sia qualcosa di oggettivo che lasci pensare che l’inizio dell’aggressione sia in cucina".

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Mattino Cinque: le domande sostenute di Federica Panicucci

Il momento più acceso del collegamento arriva quando Federica Panicucci pone subito la questione dei tempi: "Allora le chiedo subito, lei come colloca questa azione omicidiaria nei soli 23 minuti a disposizione di Stasi?". Redaelli risponde senza negare la difficoltà: "I tempi sono indubbiamente ridotti, ma nei miei 40 anni di carriera ho visto tutto. Del resto la distanza che c’è tra la cucina e il nuovo in cui la sentenza posizionato l’inizio dell’aggressione è veramente ridotta, servirebbero pochi secondi per giungere in quella posizione". Qui che il confronto si fa più serrato, perché la conduttrice insiste su una possibile sequenza di azioni quotidiane che mal si concilierebbero con una dinamica così rapida.

Colazione, arma e ricostruzione della dinamica

Panicucci incalza: "Ma avrebbero fatto colazione, mangiato, discusso, ed essendo premeditato Stasi sarebbe dovuto scendere anche in cantina a prendere l’arma del delitto, giusto?". La risposta di Redaelli è netta: "Questa però è una considerazione che sta facendo lei". Alla provocazione successiva, "Beh allora stavano facendo colazione con l’arma del delitto sul tavolo?", replica ancora: "Anche questa è una considerazione che sta facendo lei". Quando la conduttrice ribatte "No io lo chiedo a lei, che ha fatto la ricostruzione", Redaelli, visibilmente infastidito, precisa: "Se me lo consente le do la mia spiegazione. Dal garage, secondo le indicazioni date da Giuseppe Poggi mancherebbe un martello". Nel prosieguo del confronto, le domande si concentrano sull’arma e sulla dinamica dei colpi. Redaelli chiarisce: "Per noi il mezzo lesivo è uno, che ha una doppia parte. Faccio un esempio: come un martello che da parte ha una punta e dall’altra è più piatto. Noi parliamo anche della dinamica, se la persona è in piedi e si muove, il colpo sarà diverso".

Le reazioni in studio e la presa di distanza di Redaelli

In studio arrivano anche le considerazioni degli altri ospiti. Brindisi osserva: "Io colgo con entusiasmo queste novità, in pochi giorni stanno crollando alcune delle certezze granitiche che ci anno accompagnati per tanti anni. Demolita la certezza che Chiara non si fosse difesa e che l’aggressione fosse cominciata nel soggiorno. Tutte queste storie si contraddicevano tra loro, ma erano in sentenza". Gallo aggiunge: "Questo tra l’altro implica che ci sia premeditazione, e questa nuova ricostruzione di Redaelli andrebbe a favore di Stasi, perché rende ancora più difficile che lui potesse fare tutto questo nei pochi minuti che aveva a disposizione". Redaelli, però, prende le distanze da queste letture: "Queste sono però vostre considerazioni, io mi sono limitato solo a prendere atto degli elementi presenti, il mio lavoro no né fatto in favore di qualcuno e contro qualcun altro".


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