Garlasco in TV, la nuova intercettazione del padre di Sempio rimescola le carte, Gallo: "Lovati mi ha pregato di restare"

A Mattino Cinque emergono nuove intercettazioni e dichiarazioni che riaccendono il dibattito sul caso Garlasco e sul ruolo dell’avvocato Gallo, tra pressioni e nuove rivelazioni.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Negli studi di Mattino Cinque si è tornati a parlare del caso Garlasco con toni accesi e nuovi sviluppi che hanno catturato l’attenzione del pubblico. Federica Panicucci, a fine puntata, ha introdotto un elemento inedito che potrebbe cambiare la prospettiva dell’intera vicenda: un’intercettazione di Giuseppe Sempio risalente al 10 febbraio 2017. Contestualmente, l’avvocato Fabrizio Gallo ha chiarito la sua posizione dopo le indiscrezioni che parlavano di un suo abbandono del mandato difensivo di Massimo Lovati.

L’intercettazione di Giuseppe Sempio a Mattino Cinque

Il momento più discusso della puntata è arrivato quando Panicucci ha mandato in onda a fine puntata un frammento audio in esclusiva di una telefonata di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, in cui si sente l’uomo dire a una terza persona: "Ho bisogno di aiuto. Ti faccio un assegno da 7 mila, tu vai a ritirarlo così vai subito lì. Sì, subito, Santa Rita, non ce la faccio più". Parole che hanno immediatamente riacceso l’interesse attorno alla pista della corruzione, anticipando di diversi giorni la finestra dei possibili contatti sospetti. Secondo quanto emerso in studio, questa intercettazione potrebbe cambiare la ricostruzione temporale delle indagini, aprendo a nuove valutazioni sul ruolo di Sempio e sulla natura dei suoi contatti in quei giorni.

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L’intervento dell’avvocato Gallo sul pensiero di abbandonare Lovati

Nel corso della diretta, l’avvocato Fabrizio Gallo ha preso la parola per smentire con decisione le voci che lo davano in uscita dal caso. "Ieri è girata questa notizia che tutti volevano sentire da almeno un mese e mezzo, ossia che io avrei lasciato il mandato ma non è così, è una fake news che io smentisco. Io credo alle parole di Lovati e vado avanti", ha dichiarato con fermezza. Ha poi aggiunto: "Massimo mi ha pregato di restare perché la notizia non era partita da lui e quindi io ho deciso di restare. È vero, ho detto che non voglio fare il clown, ma hanno cercato di delegittimarmi". Una dichiarazione che mostra quanto il clima intorno all’indagine sia diventato complesso.

Il legame con Lovati e le nuove tensioni

Gallo ha confermato di essere ancora il legale di Lovati e di non voler rinunciare al mandato, sottolineando che il suo assistito è pronto a raccontare tutto ciò che sa: "Lovati è pronto a dire la verità e la procura prenderà atto di quanto riferirà". Una frase che lascia intendere che qualcosa di importante potrebbe emergere a breve. Gallo ha poi voluto prendere le distanze: "Io non sono il portavoce di nessuno. Io faccio l’avvocato e mi tengo fuori da dinamiche che non mi appartengono".

Il clima di paura e le ombre sulle indagini

Non è la prima volta che l’avvocato Gallo parla apertamente delle difficoltà che sta affrontando. Nelle ultime settimane ha raccontato di aver ricevuto minacce e di essersi sentito seguito. "Mi hanno detto di stare attento perché prima o dopo le tirano due botte", ha confidato in una recente diretta. Parole che fanno capire quanto la situazione sia tesa anche sul piano personale. Nel frattempo, il caso Garlasco continua a mostrare nuove crepe e possibili intrecci ancora da chiarire. Le intercettazioni, le lettere minatorie e i rapporti tra i protagonisti stanno componendo un quadro sempre più complesso.


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